Copernicus: “il giugno più caldo di sempre”. Ma gli svizzeri: “da 40 anni non si vedeva così poco sole”

La sfida sul clima: caldo? Freddo? Chi ha ragione?

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Si dice che la comunità scientifica sia compatta. Il pianeta si fa sempre più caldo. A cavalcare questa tesi ci sono sempre i dati rilasciati da Copernicus che conferma la tendenza anche per il giugno appena passato. “Il più caldo di sempre”. Eppure qualcosa non torna. In primo luogo, maggio e giugno non si ricordano così freddi e piovosi, almeno alle nostre latitudini. Non solo: ora arrivano anche i dati dalla Svizzera. I primi sei mesi del 2024 sono sì da record. Ma per pioggia e per le poche ore di sole. Allora, chi ha ragione?

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Copernicus: “il giugno più caldo di sempre”. Ma gli svizzeri: “da 40 anni non si vedeva così poco sole”

# Il giugno più caldo di sempre

Ormai siamo abituati. Ogni nuovo mese gli organi di informazione recitano in coro che il mese precedente è stato il più caldo di sempre. E’ successo anche questo luglio: si chiude un giugno con un caldo record di sempre. “La temperatura media più calda mai registrata”. “Oltre un grado e sessanta superiore alla media preindustriale”. Questo campeggia ovunque e ovunque allo stesso modo. La fonte di tutto questo? E’ Copernicus. Ma che cos’è Copernicus?

# Copernicus: sole e ombre

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Copernicus è diventato l’organo ufficiale di diffusione dei dati sul clima. Almeno in Europa. Ma di che cosa si tratta? Copernicus è un ente creato e finanziato dall’Unione Europea (per due terzi) con lo scopo, dichiarato sullo stesso sito, di “far attivare da decisori politici e aziendali strategie di mitigazione e adattamento al cambiamento climatico”. Quindi è un organo “politico” con uno scopo che può far sorgere qualche dubbio sull’obiettività dei dati diffusi. E difatti qualche ombra sul giugno più caldo di sempre, che arriva dopo il maggio anch’esso più caldo di sempre, ci viene. Innanzitutto da ciò che abbiamo visto con i nostri occhi, almeno a queste latitudini. E non solo a noi. Dalla Svizzera infatti arriva un annuncio opposto. 

# Dalla Svizzera: “L’anno con meno ore di sole da 40 anni”

Nella maggior parte delle località svizzere il sole ha brillato circa 200 ore in meno del solito. Registrato il 40-60% di precipitazioni in più rispetto alla media. Questi in sintesi i dati sui primi sei mesi dell’anno nella vicina Svizzera, come pubblicato da ticino.news.

I dati risultano ancora più eccezionali se paragonati al passato. A nord delle Alpi, l’ultima volta che c’è stato meno sole è stato “otto e undici anni fa”. A sud, invece, bisogna andare molto più indietro per trovare un anno con un soleggiamento inferiore: il 1986.

Poco sole ma tanta acqua: “nei primi sei mesi di questo 2024 sono caduti dal 40 al 60% di precipitazioni in più rispetto alla media”. 

Ma allora, fa caldo o fa freddo?

Fonte: ticinonews.ch

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Andrea Zoppolato
Più che in destra e sinistra (categorie ottocentesche) credo nel rispetto della natura e nel diritto-dovere di ogni essere umano di realizzare le sue potenzialità, contribuendo a rendere migliore il mondo di cui fa parte.

2 COMMENTI

  1. Han sicuramente ragione gli svizzeri… si vede che copernicus è al soldo delle elite e delle loro bugie sul clima!!

  2. Che ognuno dica la sua è un dato di fatto. Che ognuno ragioni solamente guardando fuori dalla propria finestra è un altro dato di fatto. Comunque per il Giugno più caldo di sempre ( se è vero) il riferimento è stato alla temperatura globale mondiale, gli svizzeri invece parlano per loro.
    Del resto, a me non è mai capitato di togliere il piumone a Luglio inoltrato, e per Sicilia invece è la prima volta che sento parlare di raccolti completamente distrutti dalla siccità.

    Che sia un periodo con temperature più alte di qualche anno fa, lo si vede dai ghiacciai (ne frequento diversi da 40 anni tra Piemonte e Valle d”Aosta) e sono innegabilmente in forte ritiro.

    Quello che disorienta invece è il modo in cui vengono date le informazioni.

    Alla televisione, per accompagnare le notizie del riscaldamento globale mostrano immagini di seracchi che crollano nei ghiacciai; ma i ghiacciai scorrono, sono fiumi di ghiaccio in movimento: i crolli fanno parte della loro dinamica, e quindi succede da sempre; mostrano acqua che scorre sulla loro superficie, ma un torrente che sbuca dalla fronte di un ghiacciaio, è un’immagine che si può vedere nelle stampe risalenti alla cosidetta Piccola Era glaciale dei ghiacciai alpini, un periodo di avanzata dei ghiacciai tra il XVII e il XIX secolo; i torrenti si formano per il discioglimento del ghiaccio e questo accade normalmente anche quando fa freddo. Tutte immagini che si sarebbero potute vedere sui ghiacciai in qualunque era.
    Viene detto che il ritiro dei ghiacciai è un fatto attuale. Ma nessuno dice che è a partire dalla metà del 1800 che è iniziato un deciso ritiro dei ghiacciai; la fronte del ghiacciaio del Lys del Monte Rosa si è ritirata di oltre un chilometro in meno di 30 anni a cavallo del XIX e XX secolo. E nessuno dice che in epoca romana i ghiacciai erano persino meno estesi di oggi.

    Ci sono periodi di avanzata e periodi di ritiro. Da sempre, da millenni. Il ritiro attuale ( che dura da 150 anni) è sicuramente intensificato dalla attività umana, negli ultimi decenni, ma non è la sola causa.

    Quello che succede in una sola stagione non è indice che sia vero o falso quello che dice Copernicus. Se dicono balle, bisogna trovare un altro modo per dimostralo che non guardando fuori dalla propria finestra.

    Le informazioni vanno date complete e correttamente.

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