Lorena VILLA: “la mia Milano sarà lasciata LIBERA di CRESCERE”

"Di Milano amo la velocità con cui cambia"

Lorena Villa

Lorena Villa. Imprenditrice, molto attiva nell’organizzazione politica di organizzazioni di matrice liberale, da Fare per Fermare il Declino alla Fondazione Luigi Einaudi. E’ parte del Consiglio Direttivo di VIA ITALIA, un’associazione di persone, formata da sindaci, consiglieri, imprenditori, lavoratori, persone di ogni età che, in vari modi e sotto vari aspetti, hanno sentito il dovere e la responsabilità di porsi a disposizione per il proprio Paese e le generazioni future per un’Italia migliore.

Lorena VILLA: “la mia Milano sarà lasciata LIBERA di CRESCERE”

Lorena Villa

La cosa che ami di più di Milano?

Una sola? La velocità con cui cambia, l’attivismo dei cittadini, l’attenzione al fare, al concreto, la voglia di lavorare coniugata alla voglia di divertirsi, la sua diversità con il resto del paese. Il fatto che puoi sentire 5 lingue diverse in 100 metri, ed è tutta gente che lavora. La sua proiezione verso l’altro e l’oltre.


Milano
(da pixabay)

Quella che invece ti piace di meno?

Il conformismo di alcune zone centrali.

Il tuo locale preferito?

Lo Spirit de Milan, c’è tutto.

Credits: @d.parisio
Spirit de Milan

Il tuo passatempo preferito a Milano?

Passeggiare ovunque. Milano è stupenda, ma è da scoprire, non è gratuita. Non ti sbatte in faccia la sua bellezza. Te ne innamori piano.



La canzone su Milano a cui sei più legata?

Milano di Lucio Dalla.

Il luogo dei dintorni di Milano che ami di più?

Le rive dell’Adda, i navigli, dove sono nata.

hinterland
Itinerari attorno a Villa Castelbarco e a Vaprio d’Adda

La cosa più bella che ti è capitata a Milano?

Aprire un’attività e vederla crescere. Partecipare a un’iniziativa politica e conoscere persone straordinarie che altrimenti non avrei mai conosciuto.

La fermata della metro a cui sei più affezionata (e perché)?

Missori… storia lunga.

Credits: @emmagrazianii
Missori

La cosa più curiosa che hai visto a Milano?

Non so se è la più curiosa, ma sicuramente quella che ogni volta mi faceva sorridere. In corso Venezia incontravo sempre un mendicante con un cartello “Non sono comunista”. Credo sia divenuto il mendicante più ricco d’Italia.

Il quartiere che ami di più?

L’eclettico Porta Venezia.

Credits Andrea Cherchi – Porta Venezia

Caro Sala ti scrivo… (cosa chiederesti al sindaco per rendere Milano ancora migliore)?

Caro (carissimo) Sala, togli le ciclabili che hai fatto costruire, soprattutto in Corso Buenos Aires. Milano non è fatta solo dai cittadini del centro storico, ma anche dalle periferie e soprattutto dalle migliaia di persone che la raggiungono per lavorare. Questo dovrebbe riflettersi su ogni decisione della giunta, sia che si parli di viabilità che di sicurezza. Meno simboli, più concretezza.

Milano città stato: sei a favore oppure no a che Milano abbia un’autonomia simile a una regione o a una provincia autonoma, come l’hanno le principali città d’Europa?

Sono molto a favore, non c’è nessuna alternativa. Milano (anche allargata alla provincie di Monza e Lodi secondo me) deve godere di autonomia federale, essere centro decisionale, centro di spesa propria e centro di raccolta. L’omologazione statale che subisce è una pesante zavorra.  E questo però potrei scriverlo per tutti i territori Italiani.

Se dovessi lasciare Milano in quale città ti piacerebbe vivere?

Miami, la Milano libera sull’oceano.

Credits amber ig – Miami

Se avessi due miliardi per Milano che cosa faresti?

Li restituirei ai cittadini, soprattutto alle imprese che in questi ultimi anni sono state decimate da pandemia e criticabili scelte governative in modo che possano reinvestirli creando maggior lavoro, attrattività e benessere per tutti.

Un sogno per Milano: qual è il tuo più grande auspicio per il futuro di Milano?

Milano ha il suo futuro (o la sua morte, dipende da chi la governa) nel suo nome. Collocata in un luogo strategico di passaggio tra il mediterraneo e l’Europa, fin dal 1500 era già un luogo regolarmente collegato con il resto del pianeta. La sua vocazione è commerciale, globale e internazionale. Ciò che auspico per la città che amo di più è che sia lasciata libera di crescere, senza fardelli soffocanti di burocrazia e politica che ne minano le energie creative. Se potesse parlare, sono certa che le prime parole di Milano sarebbero “su de doss”.

Lorena Villa

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