“A Milano manca il SORRISO”

Intervista a Candida Morvillo

Candida Morvillo

Intervista a Candida Morvillo, giornalista e opinionista tv, milanese per scelta. Da Milano Città Stato, programma in onda tutti i giovedì alle 18 su Kristall Radio, FM 96.2 o su app. 

“A Milano manca il SORRISO”

Candida Morvillo

Che cosa hai trovato a Milano quando sei arrivata da Sorrento?

Milano è il posto dove se hai un sogno lo puoi realizzare. Quando a vent’anni sono arrivata a Milano, nella mia giovane mente era il luogo delle opportunità e le mie opportunità le ho trovate tutte. 

Che cosa cerchi andando fuori che non riesci più a trovare a Milano?

Milano è una città meravigliosa per lavorare. Ma ultimamente per poco altro. Sopporto a fatica il cemento, l’aria irrespirabile. Andando fuori cerco aria buona da respirare, una qualità della luce migliore e il verde. Il verde non è solo cromatico, significa rallentare, prendere un ritmo più lento che è quello della natura. Io in questo sono molto milanese. Io vado sempre di fretta, riempio al limite le mie giornate, mi sento in colpa se non faccio cento cose in una giornata sola. 

Quando sei fuori Milano che cosa ti porti dietro di Milano, ovunque tu sia?

Uno sguardo sul mondo molto attento. Milano è una città ricca di persone diverse, dove puoi fare un sacco di incontri con talenti particolari. Mi rendo conto che quando sono non sono a Milano mi porto dietro quello stesso sguardo di andare oltre ciò che appare. Ho una casa in un paesino di 500 abitanti sul lago di Como, può sembrare che ci sia una tipicità da paese, ma se guardi con più profondità scopri una umanità straordinaria. 

Candida Morvillo

Che cosa ti ha dato Milano che non avevi quando sei arrivata?

La fiducia in me stessa. Di potercela fare. Di prendere le cose che desideravo. Una fiducia che quando ero a Sorrento non avevo. 

Come sono diverse le relazioni a Milano rispetto ai piccoli paesi?

A Milano per incontrare qualcuno devi prendere appuntamento, in un posto specifico, di solito fuori casa. A Sorrento e nel piccolo paesino ti vengono a bussare a casa, cosa che a Milano non esiste.

A Milano ci si raffredda?

Si è un po’ cauti. Nel dare confidenza, nel dare amicizia. Anche perché abbiamo tutti poco tempo, quindi poca disponibilità. Però poi dipende dalle persone. Un’altra cosa sulle differenze: a Milano nessuno conosce i vicini di casa. Io li ho conosciuti solo in tempi di lockdown, in cui tutti siamo diventati molto digitali, con incontri via zoom, però sono cresciuti anche i rapporti di prossimità. Questa Milano organizzata per quartieri, come un paesino, era qualcosa che mi mancava e che mi sembra stia tornando a Milano. 

Che cosa ti piacerebbe ritrovare a Milano che c’era quando sei arrivata?

Una città più piena di giovani. Che possano abitare anche in centro. La mia prima casa era in una parallela di corso Genova, era una città più accessibile ai ragazzi. Poi mi piacerebbe una città dove ci si incontra di più all’aperto, trovarsi in una piazza, farsi le vasche assieme. 

Se avessi una bacchetta magica che cosa doneresti a Milano?

Mi piacerebbe vedere più sorrisi a Milano. Ne abbiamo visti pochi quando c’erano le mascherine e ne vediamo pochi anche adesso che le mascherine non ci sono più. C’è ancora tanta paura per il futuro, c’è tanta frustrazione. Mi piacerebbe vedere sui volti dei milanesi il sorriso, la felicità, la speranza, l’ottimismo. 

Intervista da Milano Città Stato, programma in onda tutti i giovedì alle 18 su Kristall Radio, FM 96.2 o su app. 

Candida Morvillo

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ANDREA ZOPPOLATO

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