🔴 Un terzo di chi lavora a Milano è SOTTO la soglia di SOPRAVVIVENZA

Milano è la città metropolitana italiana con il reddito medio più alto, ma i salari sono distribuiti in modo disomogeneo

lavorare (da pixabay)

Il costo della vita a Milano è sempre più alto. Ma ciò che preoccupa di più è che buona parte di chi lavora a Milano guadagna al di sotto della soglia di sopravvivenza. 

Un terzo di chi lavora a Milano è SOTTO la soglia di SOPRAVVIVENZA

# Gli operai milanesi sono i meno pagati

Credits: milanotoday.it
differenze retributive nelle città

A Milano, nel campo del lavoro, sembrano esserci parecchie discriminazioni. Gli operai milanesi sono tra i meno pagati di tutte le città metropolitane del nord, i dirigenti guadagnano 8 volte più di loro e le donne non arrivano neanche agli stipendi medi. Una città così aperta, nonché capitale economica italiana, si conferma però una delle peggiori per quanto riguarda la retribuzione dei suoi lavoratori. Secondo i rapporti Oxfam Italia analizzati da milanotoday.it, 290mila lavoratori italiani guadagnano 9 euro all’ora, a Milano in media si guadagnano 15 euro l’ora, ma mentre c’è chi ne riceve molti di più, altri non arrivano a questi numeri neanche nel corso dell’intera carriera.


Nel 2019 in Italia il 12% dei lavoratori viveva in una situazione di povertà lavorativa. Ma cosa si intende con povertà lavorativa? Chi vive in una condizione di work-poor ha un reddito più basso del 60% di quello mediano nazionale e a Milano sono parecchi i lavoratori in queste condizioni.

# Il paradosso di genere

Credits: milanotoday.it
salario medio giornaliero per genere e qualifica

Il rischio di povertà lavorativa è più alto per i lavoratori con contratti a termine, part-time involontari e contratti di somministrazione così come per quelli a chiamata, occasionali e delle piattaforme rispetto ad altre categorie già considerate vulnerabili”, spiega Ester Villa, professoressa di diritto del lavoro dell’Università di Bologna. Questi contratti sono sempre più frequenti, soprattutto dopo la pandemia e la precarietà del lavoro degli ultimi anni. Secondo i rapporti Oxfam nel 2018 quasi un lavoratore su tre aveva una retribuzione bassa (meno di 11500 euro l’anno). Inoltre, a Milano, come nella maggior parte d’Italia, si assiste ad un paradosso di genere: le donne italiane con una retribuzione bassa sotto gli 11500 annui sono il 27,8% mentre gli uomini “solo” il 16,5.

# Lavorare a Milano: salari bassi e discriminazioni di genere

Credits: nuvola.corriere.it

Milano è la città metropolitana italiana con il reddito medio più alto, unica insieme a Bologna a superare i 100 euro medi al giorno. Con i suoi 123,4 euro al giorno, la città meneghina è quindi una delle più ricche d’Italia, ma anche quella dove la ricchezza è distribuita nel modo peggiore. Il reddito medio milanese è così alto perché in città il numero di dirigenti rapportato a quello dei lavoratori totali è il più alto del Paese, circa il 2,5%, ma sono proprio questi dirigenti ad alzare la ricchezza cittadina. Gli operai milanesi hanno infatti gli stipendi più bassi di tutto il Nord e in città non mancano le discriminazioni di genere. Solitamente un uomo prima di andare in pensione guadagna circa il 50% in più della prima busta paga, una donna invece a volte non supera neanche la retribuzione iniziale.



A Milano nel lavoro disomogeneità e disparità sembrano avere la meglio.

Fonti: milanotoday.it

Continua la lettura con: A Milano la DISTANZA tra quartieri ricchi e poveri è la più ALTA d’ITALIA

BEATRICE BARAZZETTI

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