GIOVENTU’ BRUCIATA e METROPOLITANA: cos’hanno in comune?

Spesso vivere ai bordi delle periferie in una città seducente come Milano è come avere una pizza sotto al naso senza poterla mangiare. 

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Spesso vivere ai bordi delle periferie in una città seducente come Milano è come avere una pizza sotto al naso senza poterla mangiare. Si parla tanto di problema periferia: ma cosa servirebbe davvero per rendere più armonico il rapporto tra cerchia dei navigli e dintorni?

GIOVENTU’ BRUCIATA e METROPOLITANA: cos’hanno in comune?

Sono cresciuta nella periferia Nord-Ovest di Milano, ne ho vissuto il cambiamento e la riqualificazione. Quello che prima era considerato come un ghetto, adesso sta iniziando ad attirare l’attenzione di moltissimi milanesi in cerca di casa. J-Ax anni fa ha scritto Sono nato ai bordi di periferia, dove vanno i tram ma non ci vai tue oggi anche nella periferia Nord-Ovest le cose sembrano cambiate, ma solo per certi versi: in tanti vengono a vivere qui, e continuano a venirci anche i tram. Appunto, i tram. La metropolitana qui sembra solo un fantasma che aleggia, senza manifestarsi mai. 


# “Il mondo fuori sembrava vivere una vita diversa dalla mia, dalla quale noi eravamo lontani”

credit: linkiesta.it

Quando ero piccola e mi spostavo solo a piedi, il mio quartiere mi sembrava una piccola città. Poi crescendo ho cominciato ad uscire dai confini rionali e ho iniziato a scoprire una città che non conoscevo e che sinceramente mi appariva molto distante dalla realtà che vivevo io: tutto era rapido, era vitale, come non lo avevo mai visto prima. Per tornare a casa ogni giorno prendevo il mio lentissimo autobus, dovendo arrivare da un capolinea all’altro per poter raggiungere il centro e facendo non molte meno fermate dello stesso bus per andare al liceo. Il mondo fuori dal mio quartiere sembrava vivere una vita diversa dalla nostra, dalla quale noi eravamo lontani. Milano non mi rappresentava affatto ma allo stesso tempo ne avevo bisogno. Dalla mia prospettiva adolescenziale questo era un motivo più che valido per voler cambiare città, per scappare da un luogo che non sentivo mi rappresentasse né mi valorizzasse.

# Il sogno infranto dell’M6: la periferia resta ai bordi insieme ai sogni dei giovani che la vivono

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Con il tempo ho imparato a vivere Milano in modo diverso, sono riuscita a mettermi in contatto con il mondo che un tempo consideravo “fuori”, nonostante io sia ancora “dentro” alla periferia. Amo la mia città profondamente eppure il fuoco dell’ingiustizia continua ad ardere dentro di me e si è acceso ancora di più quando, osservando le mappe delle linee metropolitane M4 ed M6, ho constatato che per l’ennesima volta siamo stati tagliati fuori. Il progetto iniziale della linea M6 sembrava un sogno: entro il 2030 sarebbero iniziati i lavori per la metropolitana rosa che avrebbe finalmente collegato la mia confinata periferia in maniera veloce ed efficiente a tutto il resto della città. Ma probabilmente resterà un sogno, infatti la proposta iniziale – di 37 fermate – è stata ritenuta troppo costosa e chiaramente si è deciso di eliminare le fermate che coinvolgevano la zona Nord-Ovest, in poche parole? Addio metropolitana. E la cosa peggiore è che insieme alla periferia, a restare ai bordi sono anche i sogni dei ragazzi che ogni giorno faticano il triplo dei loro coetanei per realizzarsi.

# Gioventù Bruciata: è stato un incendio doloso?

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Nel frattempo, mentre qui in periferia da anni girovaga il fantasma di questa tanto attesa metropolitana, il centro si riempie di fermate inutili, ad esempio moltissime fermate della M4 che costeggiano parallelamente la linea rossa. Nonostante ciò si potrebbe pensare: “Ci sono due fermate della metro nella periferia Nord-Ovest: Affori e Comasina. Certo, peccato che siano le uniche in un’area da servire grandissima, e che l’unico modo per arrivarci siano dei lentissimi e inaffidabili mezzi di superficie. E poi c’è chi giustifica la mancanza della metro con il passante ferroviario, che in realtà è un’arma a doppio taglio perché dovrebbe passare ma non si sa esattamente se passerà. Non sono rari i ritardi, gli scioperi o i treni soppressi… insomma non una vera garanzia in una città in cui il tempo è sempre troppo poco. Per non parlare poi di quanto sia azzardato e insicuro per il genere femminile prendere un treno dopo il calar del sole.



Ad oggi io non penso più di voler cambiare città, anzi, non penso neppure di voler cambiare quartiere. Adoro la vita di quartiere nonostante sia fondamentale per me essere sempre velocemente collegata al resto della città. Questo che può sembrare un problema personale in realtà accomuna tutti i giovani che vivono in rioni scollegati, tenuti ai bordi di una città vitale che però fanno fatica a vivere.

Il taglio delle fermate della M6 è stato fatto per ottenere una soluzione lowcost, più conveniente. Ma conveniente per chi? Sicuramente non per i tantissimi giovani che convivono, e continueranno a farlo ancora per chissà quanti anni, con le contraddizioni di una città che offre sempre più servizi e opportunità senza dare loro la possibilità di sentirvisi davvero inclusi. E a questo punto la domanda sorge spontanea: quella che viene definita Gioventù Bruciata, è forse il risultato di un incendio doloso?

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ROSITA GIULIANO

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