Le 7 IDEE GENIALI che rendono NOLO il quartiere più CREATIVO di Milano

Il festival della canzone di San Nolo, il teatro nei bar e nei locali, le birre artigianali a colpi di musica live, il restyling del Politecnico, la web radio di quartiere e tante altre geniali intuizioni animano la zona più sorprendente della nuova Milano

Credits: jeocomm.it - Nolo

Nolo, a “Nord di Loreto”, tra via Padova e Viale Monza, il quartiere più multinetnico di Milano, si è colorato di creatività e innovazione negli ultimi anni con appuntamenti imperdibili per chi ama divertirsi con intelligenza e originalità. Scopriamo 7 motivi per cui Nolo è diventato il quartiere più creativo di Milano.

Le 7 IDEE GENIALI che rendono NOLO il quartiere più CREATIVO di Milano

#1 Il rebrand: con il nuovo nome ispirato alla celebre SoHo di New York

Sono più di dieci anni che nel quartiere a nord di Loreto, tra viale Monza, via Padova e le mille piccole traverse che si intrecciano tra i ponti della ferrovia e le fermate della metro rossa, si sente un particolare fermento e una voglia di riscossa sociale e culturale, ispirata alla celebre SoHo di New York.


Un quartiere composto da tante anime che lo rendono speciale: la comunità virtuale molto coesa e affiatata del gruppo Nolo Social District, l’entusiasmo propositivo dei genitori del Parco Trotter, la varietà multietnica e colorata delle tante attività commerciali di Via Padova, fino a chi nel quartiere non ci abita, ma trova nei locali della zona un’atmosfera unica in città.

#2 Il NoLo Fringe Festival, la rassegna di arti performative in luoghi inaspettati

Dall’8 al 13 settembre il quartiere è animato dalla seconda edizione del NoLo Fringe Festival, la rassegna di arti performative che porta il teatro nei luoghi dove non lo si aspetta: bar, locali, parchi e perfino una palestra! Prosa, stand up comedy, teatro-canzone, teatro di narrazione, ma anche musica, spettacoli per bambini e una caccia al tesoro. Un palinsesto di oltre 40 appuntamenti, per la maggior parte gratuiti, per soddisfare tutti i gusti, con un’attenzione particolare agli spettacoli all’aria aperta, itineranti e interattivi.

Fiore all’occhiello della manifestazione, che punta a far rinascere lo spettacolo dal vivo in un anno difficile ma in cui è importante non arrendersi, sarà la performance itinerante “Shakespeare di quartiere”. Romeo e Giulietta animano i cortili e i balconi delle case di ringhiera di NoLo sabato 12 settembre a partire dalle 19.00.



#3 Il Festival di San Nolo, la competizione canora semiseria da far invidia a San Remo

Credits: milano.corriere.it – Festival di San Nolo

Il Festival di SanNoLo è la competizione canora semiseria più attesa e amata del quartiere di NoLo. Dopo due edizioni al Cinema Beltrade, che ha visto partecipare non solo i cantanti in gara ma anche numerosi personaggi dello spettacolo, nomi del calibro di Arisa, Malika Ayane, Levante, Victoria Cabello, Francesco Mandelli e Federico Russo e della politica milanese tra i quali il sindaco Beppe Sala, SanNolo si è spostato prima allo Zelig, il tempio della comicità meneghina di viale Monza 140 poi sul web causa covid.

La formula è vincente: 16 artisti si esibiscono nelle serate di giovedì e venerdì; solo 10 arrivano alla finale di sabato e affrontano tre giurie: quella popolare, la “lobby gay” e la giuria resto del mondo, con personalità dello showbiz e della cultura milanese. La partecipazione del pubblico nelle prime edizioni è stata così impressionante da fare invidia a San Remo!

#4 Il Ghe Pensi M.I., dove è nato il fermento che ha fatto nascere la fama di Nolo

Il locale da cui è nato tutto il fermento che ha creato la fama di NoLo e ne anima la movida. Il nome cita le iniziali del movimento cult del Milanese Imbruttito, una sigla che è diventata ormai proverbiale. “Siamo quasi tutti del Sud e giochiamo molto sui modi di dire e sulle abitudini del Nord, che d’altra parte abbiamo preso anche noi”- scherza Matteo, nato a Taranto e naturalizzato sotto la Madonnina già da parecchi anni. Lunga è la sua gavetta, finché, con i soldi messi da parte negli anni, decide di aprire un piccolo locale in via Venini, a due passi da Piazza Morbegno. Lo chiama con affetto “Ghe pensi piccolo”, oggi che ha aperto un posto più ampio che sta andando alla grande e il locale degli inizi si chiama Caffineria ed è gestito da tre socie e amiche.

Dietro la vetrina c’è una sala con tavolini e bancone, ma il meglio è nascosto agli occhi di chi sbircia dalla strada, perché in fondo a un breve corridoio si apre una saletta davvero accogliente, piena di quadri, disegni, oggetti di design e un piccolo palcoscenico su cui si esibiscono tantissimi artisti. Gli eventi prima del covid erano affollati da un pubblico di affezionati, al punto che conveniva sempre prenotare. I più gettonati sono gli appuntamenti musicali, ma anche la Stand Up comedy. Per quanto riguarda il servizio bar, ci sono una decina di birre artigianali tedesche di qualità, da mangiare taglieri, panini, piadine e presto verrà lanciato anche un menu completo.

 

#5 Radio NoLo, che coinvolge i cittadini per la creazione del programma da mandare “on air”

Radio Nolo

Non poteva mancare uno degli esempi vincenti di volontariato cittadino attivo a Milano, capace di creare un esperimento di comunicazione e promozione del territorio davvero unico. Radio NoLo è una radio comunitaria no profit nata all’interno del quartiere da un gruppo di vicini di casa che si sono conosciuti grazie alla social street, è una radio di quartiere che coinvolge attivamente nella creazione dei programmi i cittadini che vogliono raccontare quanto accade tra le strade di NoLo e le storie di chi lo abita.

Ma è anche un esperimento di media education che va al di là delle barriere linguistiche, di età e di estrazione sociale per dare voce agli abitanti del quartiere. Ci ha messo gli occhi perfino il Politecnico che, nell’ambito di un progetto di riqualificazione del Mercato Coperto di viale Monza, ha vinto un bando del Comune di Milano con cui ha creato la nuovissima sede di Radio NoLo proprio dentro al mercato, grazie all’intraprendenza di Davide Fassi, professore di design e spirito visionario.

#6 NoLo 43, il caffè negozio dalla vocazione eclettica

Credits: foodyas.com – Spazio Nolo 43

Spazio polifunzionale proprio nel cuore di viale Monza, voluto fortemente da due donne, l’italocinese Jessica Zhu e la giornalista e scrittrice Francesca del Rosso, purtroppo prematuramente scomparsa dopo una lunga malattia subito dopo avere visto il suo sogno realizzato. A lei è dedicato tutto l’angolo letterario di questo caffè – negozio dalla vocazione eclettica. Francesca amava i libri e voleva curare lo scaffale ad essi dedicati con scelte che spaziassero dalla narrativa contemporanea all’arte, con una particolare attenzione – che si mantiene – per i titoli degli scrittori residenti in zona.

Jessica è molto felice dei primi anni di gestione di Nolo 43, inaugurato a marzo 2017 e già molto frequentato soprattutto da una clientela femminile che ama venire qui a bere il primo caffè della giornata, facendo un giro fra le proposte di design del negozio e chiacchierando con le amiche. Tutto lo spazio si destreggia tra libreria, bar e negozio con complementi d’arredo, lampade di design, borse, bigiotteria e quadri per una clientela di livello medio – alto attenta a valorizzare l’artigianalità dei prodotti.

 

#7 La Salumeria del Design, il design funziona come il maiale: “non si butta via niente”

Credits: lestrade.com – La salumeria del design

Il design funziona come il maiale: “non si butta via niente”. Da questa perla di icastica saggezza nasce l’ambizioso progetto di Giulia e Nicola, che si sono conosciuti all’università e hanno mosso insieme i primi passi nella professione, finché – organizzando l’ormai celebre Mercatino vintage delle Pulci pettinate in via Padova – hanno incontrato Giovanna e Domenico, altri due amici che condividono la stessa passione e vedono il design nello stesso modo, con attenzione al sociale e vocazione al cinema.

Alle pareti del locale sono appesi diversi salami fatti di magliette “insaccate” nelle reti proprio come si fa con il maiale. Le t-shirt sono in vendita e sono un oggetto veramente curioso, ideale per un regalo simpatico. Il locale è diviso in due zone, una definita “Salotteria” con divani, tavoli e poltrone, deputata agli eventi, agli incontri e ai momenti di condivisione, l’altra definita “Progetteria”, dove si accendono le scintille di creatività e si immaginano idee, progetti e novità. Un’altra particolarità, nata da una collaborazione virtuosa stretta con l’associazione culturale Magazzino 76, è l’arredamento vintage che colora e rende originale il locale: tutti i mobili, restaurati in zona, sono in vendita e i quattro soci puntano a cambiarli tutti ogni due o tre mesi, in modo che tutto sia sempre in movimento, all’insegna della creazione più libera e sfrenata.

 

ALBERTO OLIVA

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Pubblicato da Milano Città Stato su Martedì 2 giugno 2020

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Alberto Oliva
Dopo la laurea in Scienze dei Beni culturali, si diploma in regia alla Scuola d’Arte drammatica Paolo Grassi nel 2009. Nel 2012 vince il Premio Internazionale Luigi Pirandello come migliore regista emergente. È giornalista pubblicista iscritto all’Ordine. Collabora con QN Quotidiano Nazionale dal giugno 2013, curando la rubrica Anime Nascoste che esce tutte le domeniche sulle pagine de Il Giorno ed è autore della pagina settimanale dedicata alle Botteghe Storiche di Milano. Ha realizzato due edizioni della guida Scoprire Milano uscita in allegato con Il Giorno nel giugno 2014 e nel giugno 2016. Ha realizzato con il contributo del Comune di Milano due edizioni della guida alle Botteghe Storiche di Milano uscita in allegato con Il Giorno nel giugno 2017 e nel giugno 2019. Ha pubblicato il libro L’odore del legno e la fatica dei passi / Resto in Italia e faccio teatro con Atì editore nel dicembre 2013 che racconta la sua testimonianza di trentenne che lavora nell’ambito culturale in Italia. Con l’attore Mino Manni fonda l’Associazione I Demoni, con cui realizza il Progetto Dostoevskij che comprende Notti bianche, La confessione, Ivan e il Diavolo, Il giocatore, cui si aggiunge Delitto e castigo (2017) prodotto dal Teatro Franco Parenti e la nuova produzione L’Idiota (2019/2020). Collabora con L’associazione Vivaio dal 2015 e con Milano Città Stato dalla nascita del progetto.