Le 5 SPECIE ALLOCTONE che stanno soppiantando la fauna di Milano

Milano soffre da anni di una piaga aperta per colpa di alcune specie di animali che per vari motivi si trovano a vivere e proliferare nel territorio urbano. Ecco quali sono

Credits: ilgiornaledelcibo-it - Gambero della Louisiana

Senza aprire scenari apocalittici, la Città di Milano soffre da anni di una piaga aperta per colpa di alcune specie di animali che per vari motivi si trovano a vivere e proliferare nel territorio urbano. 

Le 5 SPECIE ALLOCTONE che stanno soppiantando la fauna di Milano

#1 La zanzara tigre proveniente dal sud est asiatico

Credits mimixy13 IG – Zanzare tigre

Arrivata dal sud est asiatico tramite trasporto marittimo con oggetti o piante dove le larve possono essere spostate senza che subiscano grandi traumi fino alla loro schiusa, la zanzara tigre può essere un veicolo di trasmissione di alcune infezioni virali piuttosto serie. Ormai ampiamente diffusa si teme di non riuscire ad eradicarla.


#2 La nutria, animale originario del Sud America

Credits: ilgiornaledelpo.it – Nutria

Rilasciate in grande quantità da incauti allevatori, che non hanno più avuto convenienza nell’allevarle per la loro pelliccia, le nutrie hanno trovato nelle campagne del nord Italia un ambiente piuttosto confortevole per le loro caratteristiche. Presenti in numerose colonie in tutto l’hinterland cittadino, godendo di uno stadio comportamentale che le porta ad essere curiose oltre che piuttosto coraggiose, alcune colonie sono ormai stabilmente presenti nei parchi cittadini con tutti i problemi ad esse connessi. Modificazione dell’ambiente con grandi buche e percorsi scavati nel terreno, specie in prossimità di zone umide, scalzamento di alcune specie autoctone più deboli e meno “sfrontate” come stile di vita quali il riccio e l’istrice, predazione di uova di volatile comprese le specie a rischio sono alcuni dei problemi creati da questi roditori.

#3 Il gambero rosso della Louisiana

Credits: ilgiornaledelcibo-it – Gambero della Louisiana

Scappati da allevamenti creati per uso alimentare in primis, questo gambero d’acqua dolce sta sconvolgendo l’equilibrio della fauna e della flora dei corsi d’acqua milanesi. Abilissimo predatore di uova, anfibi e soprattutto del suo competitor autoctono, più piccolo e meno resistente ad alcuni parassiti dei quali la specie americana è spesso portatrice, il crostaceo rosso ha provocato estinzione di alcune specie di suoi simili. Oltre a questo, come già detto, è vettore di parassiti che minano l’equilibrio biologico dei corsi e degli specchi d’acqua presenti in città.

#4 Lo scoiattolo grigio del Nord America

Credits: tuttoggi.info – Scoiattolo grigio

Probabilmente la causa della sua presenza è da imputarsi a qualche proprietario che, più o meno volontariamente, ha lasciato che alcuni esemplari trovassero la via della libertà. Questa specie, decisamente più resistente e vorace del nostro scoiattolo rosso, ha preso possesso delle aree boschive cittadine. Se pur di bellissimo aspetto e molto simpatico nei suoi comportamenti sta causando la totale sparizione della specie autoctona oltre a creare, data la sua voracità, alcuni danni ambientali. Dallo scortecciamento di alberi al rosicchiare i cavi elettrici, al cibarsi di uova di rettili uccelli, la specie originaria del Nord America sta mettendo la parola fine alle colonie dello scoiattolo rosso, e non solo a Milano…



#5 La testuggine dalle orecchie rosse del Messico

Credits: mille-animali.com – Testuggine dalle orecchie rosse

Oltre a trasmettere la salmonellosi questa tartaruga originaria del Messico crea un disequilibrio biologico essendo più forte e prolifica delle specie autoctone. Liberate in grandi quantità da chi si è ritrovato dal nutrire una piccola e simpatica testuggine di pochi centimetri al dover “mantenere” un animale che supera tranquillamente i venticinque centimetri di lunghezza per gli esemplari femmina e i due chili di peso questa specie è estremamente vorace e non si limita a piccoli insetti presenti nel loro habitat.

Altri animali non autoctoni sono i pappagalli tropicali come quelli al Parco Sempione, i pesci rossi asiatici ed altri ancora.
Notizia positiva è invece il ritorno del falco (lo scorso anno è stata avvistata anche un’aquila) e molti mammiferi che, complice il lockdown, hanno trovato i giusti spazi per riproporsi in territori nei quali erano scomparsi da decenni.

Continua a leggere con: Ma d’INVERNO dove vanno le ZANZARE?

ROBERTO BINAGHI

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Nato a Milano il 25 agosto 1965. Sin da bambino frequento l’azienda di famiglia (allora una tipografia, ora azienda di comunicazione e stampa) dove entrerò ufficialmente a 17 anni. Diplomato Geometra all’Istituto Cattaneo a 27 anni e dopo aver abbandonato gli studi grafici a 17, mi iscrivo a Scienze Politiche ma lascio definitivamente 2 anni dopo per dedicare il mio tempo libero alla famiglia e allo sport. Sono padre di Matteo, 21 anni, e Luca, 19 anni. Sono stato accanito lettore di quotidiani e libri storico-politici, ho frequentato gruppi politici e di imprenditori senza mai tesserarmi, per anni ho seguito la situazione politica italiana collaborando anche con L’Indipendente allora diretto da Vittorio Feltri e Pialuisa Bianco (1992-1994). Per questioni di cuore ho iniziato a seguire il mondo del basket dilettantistico ricoprendo il ruolo di dirigente della società Ebro per oltre 10 anni e della Bocconi Basket FIP dal settembre 2019 (ruolo che ricoprirò anche per la prossima stagione). Nel corso degli anni ho contribuito allo sviluppo di alcune start-up e seguito alcuni progetti di mia ideazione che hanno come obiettivo la rivalutazione del patrimonio meneghino oltre che un chiaro interesse sociale.