La NUOVA PIRAMIDE GEMELLA: ha senso per un MUSEO?

Il futuro Museo Nazionale della Resistenza nasce attorno ad un mare di polemiche. Il progetto nel dettaglio e i motivi della discordia

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Museo della Resistenza lato piazzale

Numerose polemiche hanno preceduto l’avvio della costruzione del futuro Museo Nazionale della resistenza. Le motivazione dei favorevoli e dei contrari al progetto, cosa è previsto all’interno dell’edificio e quando dovrebbe inaugurare.  

La NUOVA PIRAMIDE GEMELLA: ha senso per un MUSEO?

# Il museo della discordia

Museo della Resistenza lato piazzale

Il futuro Museo Nazionale della Resistenza non nasce sotto una buona stella. Previsto a Milano, tra le città insignite con la Medaglia d’oro al valor militare per la guerra di liberazione, nasce dal Protocollo di Intesa tra Comune di Milano e Ministero della Cultura dentro un’area di proprietà comunale originariamente destinata a funzioni terziarie

Proprio la destinazione originaria dell’edificio, una piramidina gemella progettata da Herzog & De Meuron sul lato opposto della strada che ospita l’edificio più grande occupato da Fondazione Feltrinelli e Microsoft, è tutt’ora motivo di discussione. Per molti sarebbe stato meglio un edificio pensato ad hoc o uno risalente agli ’20-’30 del ‘900, quando a Milano sorse il fascismo e allo stesso tempo l’antifascismo e la resistenza, più adatto alla tematica esplorata. Per altri invece tale polemiche sono infondate dato che molti musei non sono nati con tale scopo e che quello che conta è l’allestimento.

# Alcuni commenti di favorevoli e contrari al progetto

Questi alcuni dei numerosi commenti contrari al progetto nel gruppo facebook “Cantiere Urbanfile.” 

Una cosa è ristrutturare un edificio esistente per farne un museo (tanti musei sono fatti così) ma qui l’edificio è da costruire. Ed è vincolato ad una forma precisa, quella degli altri due edifici del masterplan, che sono architetture per il business. Se si deve costruire ex novo perchè non costruire direttamente un museo, che è una tipologia architettonica con funzioni ben diverse e deve essere progettato a partire dal contenuto e non viceversa?” – Margherita Del Piano

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“Adattare l’esistente va benissimo. Il problema qui è che si costruisce per principio e poi si caccia dentro a forza il Museo. Alla modica cifra di oltre 20 milioni di euro! Oltre la distruzione ambientale e sociale” – Baiamonti Verde Comune

“Proprio per il significato che un Museo sulla Resistenza dovrebbe avere, molte persone suggeriscono palazzi esistenti costruiti durante il ventennio, dove a Milano ebbe inizio e prosperò sia il fascismo sia l’antifascismo e la resistenza.
Non è proprio un bel modo democratico, appropriarsi di spazi del Circolo Combattenti.
Molti sostengono, nel museo proprio per le dimensioni contenute, sarà prevalente la parte multimediale, e non adeguato a un flusso di visitatori numeroso, come possono essere le scolaresche. Lecito pensare un Museo della Resistenza in una struttura uguale a fianco di Feltrinelli Café e Microsoft, non genera la corretta riflessione e rispetto che dovrebbe indurre, verso le sofferenze patite, il sacrificio delle vite, piuttosto quella di un parco a tema.” –  Andrea Lecchi

Questi alcuni dei commenti favorevoli:

Vero che un palazzo concepito per altro scopo poco si adatta alla funzione museale (anche se in Italia e in Europa siamo pieni di musei, anche di grandissimo pregio, adattati in palazzi che avevano tutt’altra funzione; da Brera al Poldi Pezzoli, dagli Uffizi al Louvre). Bisogna però anche sottolineare che non parliamo di un museo, in questo caso, che esporrà opere d’arte, con il bisogno di spazi ampi e luce zenitale. Sarà un museo didattico sul periodo della Resistenza; un racconto che sarà per lo più per immagini e qualche reperto.” – Marco Montella

“Perché dove sta scritto, che i musei debbano avere costruzioni particolari…l’importante è il contenuto museale..il palazzo poi è bello e in piena armonia con la costruzione circostante già esistente…verranno realizzate nel sito delle ciclabili, più verde con nuove piantumazioni in sostituzione di un parchetto squallido…il tutto già finanziato dal Ministero e a costo zero per il Comune di Milano..ma che cosa è sta polemica inutile ..” – Antonello Consiglio

Il museo più prestigioso d’Italia è in un palazzo progettato per ospitare uffici. Si chiama, guardacaso, Galleria degli Uffizi. Decade tutto il discorso.” – Carlo Bergomi

# Prima c’era un distributore

Cantiere Urbanfile – Margherita del Piano – Area ex distributore rinaturalizzata

Le polemiche non si limitano però a questo. Il progetto è stato bloccato e rallentato più volte, inoltre l’asta per l’acquisto dell’area dove costruire la piramide gemella è andata deserta tre volte, anche per i comitati del quartiere. Il motivo del contendere è il Giardino Comunitario “Lea Garofalo”, nato dalla volontà di un gruppo di cittadini/progettisti che nel 2010 decidono di riqualificare un’area comunale abbandonata, e in particolare la porzione sorta sui terreni del futuro museo, e il glicine nei pressi dell’ex casello daziario.

Cantiere Urbanfile – Area ex distributore-futuro Museo Resistenza

Una battaglia durata a lungo e che si è conclusa con la potatura del grande glicine, che per la sua natura di piante “infestante” dovrebbe tornare entro due anni allo stato precedente. La porzione di giardino che si è aggiunta negli anni era in realtà occupata da un distributore di benzina, abbattuto proprio per far posto al nuovo edificio, e che con il tempo si è rinaturalizzata. Il museo sorgerà comunque soprattutto sugli spazi dell’ex distributore e il giardino spontaneo verrà preservato in gran parte e gestito in modo sicuro e curato, si spera, dal Comune di Milano, ponendo fine alla situazione precaria di sicurezza dettata dalla “recinzione” composta da mura pericolanti.

# Il progetto del museo: 3.800 mq e 6 piani con collezioni permanenti e temporanee

Progetto edifici Museo della Resistenza Milano e Feltrinelli dall’alto

Il museo, in costruzione nell’area tra i viali Montello, Crispi, Bastioni di Porta Volta, piazza Baiamonti, è posto lungo il tracciato delle Mura Spagnole e assieme all’altra piramide lo ripercorre in modo ideale. I palazzi gemelli sono un omaggio alla tradizione milanese, da ricordare quelli realizzati in Piazza Duomo, Piazza Piemonte e Piazza Duca D’Aosta. L’edificio si distribuisce su 3.800 mq e 6 piani suddivisi in questo modo:

  • piano terra dedicato a servizi quali biglietteria, bookshop e uno spazio multifunzionale;
  • dal primo al terzo le collezioni permanenti con al primo piano quella relativa al periodo “tra le due guerre mondiali 1914-1943”, al secondo la “Resistenza 1943-1945 e al terzo dedicato a “Repubblica e Costituzione 1945-oggi”;
  • il quarto per gli uffici della direzione del museo e il centro di documentazione;
  • il quinto esposizioni temporanee;
  • il sesto per gli impianti.

Al suo interno una collezione di fotografie e documenti storici per raccontare ai visitatori le vicende e i valori che hanno animato la Liberazione e la Resistenza, proponendone un’immagine aggiornata e complessa all’interno del contesto europeo e per far conoscere la storia dell’Italia in età contemporanea e stimolare un dibattito funzionale a costruire una cittadinanza consapevole. L’Istituto Nazionale Ferruccio Parri è incaricato dell’allestimento, attingendo da oltre 2.000 bacini documentari con particolare attenzione agli audiovisivi e alle testimonianze orali, che prevede la suddivisione in diverse aree tematiche.

# Preservate le mura spagnole, inaugurazione tra il 2025 e il 2026

Area mura spagnole recuperata

Il progetto prevede l’esposizione delle antiche mura ritrovate durante gli scavi, la realizzazione di un’ampia area verde pubblica, intesa come estensione e prolungamento dei viali esistenti, e la sistemazione del giardino Lea Garofalo.

Urbanfile- Museo della Resistenza

Dovrebbe pertanto essere eliminato il parcheggio di viale Bastioni di Porta Volta e messo in sicurezza il muro di Via Montello. L’investimento complessivo per il museo è di 24 milioni di euro e la conclusione dei lavori è prevista tra il 2025-2026 anche se la speranza, del Sindaco Sala e del Ministro della Cultura Sangiuliano, e di inaugurare nel 2025 quando ricorre l’’80° anniversario del 25 aprile.

Spunto: Cantiere Urbanfile

Continua la lettura con: #21 – Le meravigliose CASE MUSEO STORICHE di Milano

FABIO MARCOMIN

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Fabio Marcomin
Giornalista pubblicista. Laurea in Strategia e Comunicazione d’Impresa a Reggio Emilia. Il mio background: informatica, marketing e comunicazione. Curioso delle nuove tecnologie dalle criptovalute all'AI. Dal 2012 a Milano, per metà milanese da parte di madre, amante della città e appassionato di trasporti e architettura: ho scelto Milano per vivere e lavorare perché la ritengo la mia città ideale.