I nuovi PENDOLARI dell’ALTA VELOCITÀ: “Lavorare a MILANO, vivere a TORINO”

L'insinuazione è che a Torino si vivrebbe meglio che a Milano. Ma è davvero così?

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Una delle tendenze dei nostri tempi: il lavoro a distanza. Ma non solo: l’alta velocità consente anche di vivere e lavorare in due città anche molto distanti tra di loro. Come è il caso di Torino e Milano che sembrano sempre più simili. L’unica domanda che molti si fanno è: conviene davvero restare a Torino? 

I nuovi PENDOLARI dell’ALTA VELOCITÀ: “Lavorare a MILANO, vivere a TORINO”

# L’alta velocità farà superare l’ancestrale diffidenza reciproca tra milanesi e torinesi?

credits: touring club

Non è un mistero che torinesi e milanesi si guardino con una reciproca diffidenza. Da parte di Milano ci sono brutti ricordi legati al passato, come la dismissione dell’Alfa Romeo, il “tradimento” del re dopo le 5 giornate,  l’imposizione di un modello centralista contro le istanze federaliste di Cattaneo e degli altri intellettuali milanesi. Da parte torinese invece è nata un’antipatia forse generata dalla frustrazione contro la città più internazionale del Nord Italia. 

# Milano – Torino: sarà fusione?

Credits lutmarlon-pixabay – Torino

Ultimamente in molti stanno rilanciando l’idea di una fusione tra due realtà culturalmente così lontane ed ambizioni così diverse. Che Torino sia in difficoltà è evidente: dopo il quasi totale abbandono degli stabilimenti produttivi di una Fiat ormai franco olandese, la città annaspa nel tentativo di ridisegnare un futuro al momento molto confuso.

Le statistiche parlano chiaro: mentre Milano continua ad aumentare abitanti Torino li perde, 40.000 negli ultimi dieci anni, una emorragia che pare inarrestabile. A Milano i prezzi delle case continuano a crescere a Torino calano. Milano attira numerosi giovani e studenti, a Torino la popolazione invecchia. 

Lungi da noi sostenere che a Milano vada tutto bene figuriamoci, potremmo fare un lungo elenco di problemi ma un matrimonio con l’annaspante Torino sarebbe per Milano come tirare il freno a mano ad un’auto in corsa. In attesa di questo matrimonio è indubbio comunque un fenomeno che sta portando sempre più torinesi nell’orbita di Milano. 

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# I pendolari dell’alta velocità 

Credits alessi_massimo IG – Frecciarossa Milano

La notizia pubblicata da diverse testate nazionali: molti torinesi scelgono di utilizzare l’alta velocità per continuare a vivere a Torino ma lavorare a Milano.

“Ogni giorno feriale da Porta Nuova (con fermata a Porta Susa) partono fra le 5 del mattino e le 21 ventiquattro Frecciarossa di Trenitalia e tredici Italo. Ogni convoglio può ospitare 400 persone. Sulla stessa tratta, circolano poi decine di regionali e interregionali. Soluzione lenta e low cost per chi magari non fa troppi viaggi settimanali. Ed è arrivato anche Flixbus, con 19 corse spalmate praticamente sulle 24 ore (ci vuole circa un’ora e mezzo). In più, fuori da qualsiasi statistica c’è chi si sposta con la propria auto o il car sharing.” (da Il Corriere della Sera)

# L’insinuazione: si vive meglio a Torino?

A parte che tutti questi collegamenti ci paiono sovradimensionati rispetto alle reali esigenze soprattutto se pensiamo che su diverse tratte della rete italiana non solo non esiste l’alta velocità, ma non esiste nemmeno una linea ferroviaria decente e oltretutto le connessioni internazionali da Milano sono davvero poche. Che un torinese scelga di fare il pendolare lo possiamo comprendere, ma quanto scritto dal Corriere della Sera nasconde qualcosa di più malizioso. Non si parla di torinesi ma di persone che scelgono di lavorare a Milano ma di vivere a Torino. L’insinuazione è che a Torino si vivrebbe meglio. Ma è così?  La sensazione è che è difficile immaginare che un milanese o un abitante di un’altra regione o ancora più uno straniero preferisca vivere sotto la Mole anziché all’ombra del Duomo, anche perché i dati dicono appunto tutt’altro.

Se un lavoratore, uno studente, un pensionato decidessero di vivere Milano abitando però fuori città sceglierebbe sicuramente altri luoghi al posto della sonnolenta e un po’ tetra Torino. Ci sono tre meravigliosi laghi a pochi chilometri, verdi vallate e alte montagne ben collegate, città maggiormente attrattive come per esempio Bologna ben connessa e Genova con il suo mare che tra pochi anni saranno raggiungibili in meno di un’ora.

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ANDREA URBANO

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Andrea Urbano
Nato a milano, ma milanese per scelta (per metà salentino). Sono appassionato a tutto quello che riguarda Milano: storia, cultura, dialetto e patrimonio artistico, progetti urbanistici, futuri socio econonomici, oltre a cinema, sport e viaggi. Lavoro nell'ufficio export di una multinazionale. Sono un grande tifoso del Milan. Alla ricerca di una modella. Quartiere: BOVISA

3 COMMENTI

  1. Indubbiamente Milano sta vivendo un periodo di riscossa e si sta trasformando in un città più attraente di quanto non lo fosse prima, e questo può rendere il confronto con Torino non molto probabile e foriero di qualche invidia da parte dei torinesi.

    Ma da qui al dipinto impietoso dell’articolo personalmente dico che ce ne corre e inviterei qualche torinese a dire la sua; dato che da 25 anni lavoro costantemente a contatto con Torino, intanto di frustrazione e antipatia non ne ho colta, anzi. Piuttosto colgo nell’articolo, se non antipatia, commiserazione ingiustificata verso Torino. La quale perde abitanti, ma proprio come Milano, al contrario di quello che stato riferito, la quale si, ha avuto una crescita fino all’avvento del Covid, ma poi in poco tempo quasi 40000 abitanti se ne sono andati, e il trend rimane questo (1 362 551 al 31-7-2023 quando Sala festeggiò il cittadino n° 1.400.000 alle soglie del Covid).

    Non manca l’obbiettività nei servizi di questo sito; non fanno onore queste banalità.

  2. Un articolo di fegati milanesi scoppiati o stomaci con ulcere mi pare di dedurre. Ottimo segnale dunque, se avete sentito la necessità di scrivere un pezzo tanto rancoroso e di attacco verso Torino, vuol dire che qualcosa di vero effettivamente c’è.

    Saluti da un ex milanese, ora felicissimo torinese.

  3. Giunto a leggere “sonnolenta e un po’ tetra Torino” ho capito che l’articolo è stato scritto con il solo, unico e puro scopo di essere un “clickbait”. Complimenti per la scarsa qualità di questo articolo.

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