I GRANDI BRAND della GALLERIA: i MARCHI STORICI e le due NOVITÀ da 3 MILIONI di EURO

Quali sono le due ultime novità?

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Credits Andrea Cherchi - Albero Swaroski Galleria 2021

La Galleria è uno spettacolo architettonico: la volta in vetro e ferro battuto con la grande cupola, i mosaici sui pavimenti, gli affreschi e le decorazioni sulle pareti. Ma non solo: contribuiscono alla sua fama anche le boutique del lusso che rendono l’esperienza della passeggiata nel Salotto di Milano ancora più affascinante. Ma quali sono le due ultime novità?

I GRANDI BRAND della GALLERIA: i MARCHI STORICI e le due NOVITÀ da 3 MILIONI di EURO

# La Galleria del lusso: scritte d’oro su sfondo nero

Credits Federico Di Dio photography-unsplash – Galleria Vittorio Emanuele vuota

La Galleria Vittorio Emanuele a Milano è sinonimo ormai dei brand del lusso che con le loro vetrine incantano gli occhi di milanesi e turisti di tutto il mondo. A suon di milioni di euro di affitto e con le insegne delle vetrine obbligate a rispettare la stessa combinazione di stile, colori e materiali di tutti i negozi: le insegne con scritta oro su fondo nero. Ma quali sono le celebrità della Galleria e chi sono le due new entry ultramilionarie?

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# La “legione francese”

Come ai tempi di Napoleone i francesi fanno la voce grossa, almeno in Galleria. In primis Louis Vuitton, presenza ormai storica su due lati dell’ottagono accanto al ristorante Savini e il più noto nel mondo del fashion, Dior, le new entry Saint Laurent e Longchamp e infine la boutique di Chanel. Famosa per il simbolo della camelia, si prepara a raddoppiare andando a occupare parte degli spazi un tempo di TOD’s per un canone annuo di 2 milioni e 350mila euro. 

# Il fashion italiano: Prada la grande protagonista

A tenere alto l’onore italiano e milanese c’è Prada, che ha iniziato proprio qui la sua avventura nel 1913 dove è presente l’attuale boutique donna a cui ha aggiunto quella uomo sul lato opposto, per sei piani totali, a cui si aggiunge la Pasticceria Marchesi rilevata da qualche anno (all’80%) dal brand milanese, oltre all’Osservatorio Prada, anch’esso con vetrina in Galleria. Moncler, di origini francesi ma milanese dal 2003, ha una boutique distribuita su 630 mq negli spazi utilizzati prima come Urban Center.

Con due vetrine c’è il negozio di Gucci, fondato a Firenze ma con un hub e una sede anche a Milano, e poi l’altro grande stilista milanese acquisito, Giorgio Armani, sempre con due vetrine. Altri spazi sono occupati da Fendi, la casa di moda romana, e Borsalino, il mitico cappello per uomo e donna. TOD’s invece lascia gli spazi attuali per spostarsi in quelli occupati da Brics.

# La gioielleria svizzera e le due novità: Balenciaga e The Bridge

Swarovski

Il marchio austriaco Swarovski è famoso per i suoi gioielli e accessori fatti e impreziositi di un particolare cristallo ideato da Daniel Swarovski, con una composizione in vetro e piombo la cui formula esatta è gelosamente custodita come segreto industriale.

Credits Andrea Cherchi – Albero Swaroski Galleria 2021

Da anni è punto fermo in Galleria cosi come il suo luccicante albero che a Natale viene installato al centro dell’Ottagono.

Ma arrivano due grandi novità: Balenciaga e The Bridge. 

Balenciaga, casa di moda del gruppo Kering apre uno spazio da 290 metri quadri all’angolo con piazza della Scala: ha offerto il triplo della base d’asta fissata a 840mila euro, con un canone annuale di 2,5 milioni di euro. Si posiziona così tra i locali con l’affitto più alto della Galleria. Prende il posto occupato in precedenza da Montblanc, insieme a locali al primo piano finora usati dai gruppi consiliari di Palazzo Marino.

L’altra novità è uno spazio da 134 metri quadri che si è aggiudicato il marchio fiorentino di pelletteria The Bridge con un canone annuo di 630mila euro su una base d’asta di 388mila euro. Prende il posto di Piumelli, insieme anche in questo caso a spazi aggiuntivi al primo piano in uso ai gruppi consiliari.

Continua la lettura con: Quelli che RESISTONO in GALLERIA: i locali storici tra i grandi marchi internazionali

FABIO MARCOMIN

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