Gli STILI delle ZONE di MILANO: e tu a quale TRIBÙ appartieni?

Le culture giovanili cambiano nel tempo: alcune spariscono, altre tornano dopo anni. Oggi quali stili si trovano nelle diverse zone di Milano?

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Le culture giovanili cambiano nel tempo: alcune spariscono, altre tornano dopo anni. Oggi quali stili si trovano nelle diverse zone di Milano?

Gli STILI delle ZONE di MILANO: e tu a quale TRIBÙ appartieni?

Che strano periodo di vita, l’adolescenza. In ogni parte del mondo gli adolescenti amano sentirsi parte di un gruppo e per questo creano delle tribù che cambiano, in base all’epoca e al luogo in cui si sviluppano, ripresentandosi dopo lunghi periodi oppure sparendo per sempre nella discarica delle mode giovanili.


Nemmeno a Milano le tribù, anche chiamate subculture giovanili, sono mai mancate e se negli anni ’80 la città era il campo di battaglia per punk e paninari, oggi le cose sono cambiate. Quali sono le “tribù” odierne e dove si trovano tra le vie della città? Ne ha descritto le principali caratteristiche Simone Tosoni, Professore di Sociologia dei processi culturali e comunicativi alla Cattolica di Milano, in un’intervista a Il Giorno.

# Dai punk agli hipster: così sono cambiati gli “alternativi”

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Riprendendo la contrapposizione punk vs paninari, la principale differenza tra le due subculture era la visione del consumismo: mentre i punk si opponevano a questa individualistica visione del mondo, i paninari ne esaltavano i pregi con vestiti di marca per nulla sobri. Ad oggi potremmo dire la stessa cosa delle due tribù giovanili prevalenti: gli hipster e i trapper. I primi, tornati di moda direttamente dagli States degli anni ’40, adesso popolano la città e la loro parola d’ordine è: alternativo. Tutto ciò che non è mainstream li attrae e, nonostante lo stile hipster si possa trovare ovunque in città e provincia, le zone medio-borghesi come Isola o i Navigli ne sono la culla.

# La periferia passa dai paninari alla trap

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In contrapposizione allo stile vintage ma ricercato degli hipster si trovano i trapper, che non hanno bisogno di molte presentazioni. Quella che inizialmente era una cultura di nicchia, oggi anche grazie al successo di Sfera Ebbasta, è diventata una vera e propria mania per i giovani, che sfoggiano accessori d’oro e vestiti costosi. Come gli hipster hanno proseguito sul cammino anticonformista dei punk, allo stesso modo i trapper sono associabili al mondo consumista e individualista dei paninari.



Essendo la trap un genere musicale ormai ascoltatissimo, i giovani trapper sono ovunque in città. Indubbiamente, però, prevalgono nei quartieri di periferia, nei quali, da sempre, l’hip hop è molto apprezzato e danno voce alla voglia di rivalsa che accomuna moltissimi giovani e che si nasconde dietro alle collane e ai bracciali.

Fonte: Il giorno

# Nel centro città resiste la passione per l’alta moda

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Oltre alle subculture giovanili prevalenti – ma è importante sottolinearlo, non sono le uniche – ci sono poi quei giovani che non si sono discostati dalla moda meneghina d’altri tempi.

Nel centro della città si trova infatti il famoso Quadrilatero della moda, delimitato da Via Monte Napoleone, Via Manzoni, Corso Venezia e Via della Spiga, ed è qui che si trovano le boutique delle più grandi firme. Crescere nella Città della moda per antonomasia è un privilegio ma anche una responsabilità quando si tratta di portare avanti la tradizione e, proprio per questo, nelle zone più centrali di Milano non mancano tutt’oggi giovani che si rifanno alle icone di stile che ci hanno resi celebri.

E’ innegabile: esistono degli stili prevalenti in alcune zone piuttosto che in altre, eppure oggi a Milano c’è la tendenza a incontrarsi nei locali e non più per la strada. Il risultato? Che le tribù si spostano, persone appartenenti a mondi diversi si incrociano in un locale per una serata e poi si dividono nuovamente. Il risultato è che oggi la moda è liquida, non può essere geolocalizzata come un tempo. Nonostante ciò resistono comunque quelle mode giovanili che caratterizzano diverse zone della città, rendendole uniche e incomparabili.

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ROSITA GIULIANO

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