Fare colazione DENTRO AL TEATRO: si può fare a un’ora da Milano

Al Caffè del Teatro è possibile vivere un'esperienza al limite del viaggio nel tempo

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Al Caffè del Teatro è possibile vivere un’esperienza al limite del viaggio nel tempo, gustando bevande calde o fredde, seduti ai tavolini del foyer come gli aristocratici di un tempo. Sono però richiesti abbigliamento consono e comportamenti adeguati

Fare colazione DENTRO AL TEATRO: si può fare a un’ora da Milano

# Il caffè culturale

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I momenti più ricercati della giornata, sono quelli in cui possiamo goderci un gesto affettuoso, riservarci del tempo per noi stessi. Cosa c’è di meglio che coccolarsi in un ambiente esclusivo, tra affreschi di fine ‘700, immersi in un’atmosfera piena di arte, storia e cultura?
Si può fare a Brescia, nel foyer del Teatro Grande, allestito a caffetteria e bar con lo stile degli antichi caffè culturali che tanto hanno spopolato nelle città italiane, a cavallo tra il ‘700 e l’800.
Aperto il sabato e la domenica, il Caffè del Teatro è la scusa perfetta per programmare una visita a Brescia, un giro culturale che poi porta al Teatro Grande. Questo diventa così il luogo ideale per una colazione a base di relax e dolciumi, una pausa durante gli impegni del fine settimana o un aperitivo al volo, prima di tornare a Milano.


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# Affreschi e wi-fi

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Sono tre le aree che il Teatro Grande di Brescia mette a disposizione della caffetteria, per rendere l’esperienza ancora più unica ed esclusiva. Oltre al Foyer del teatro, ci si può accomodare anche alla Saletta del Teosa e nella Saletta Butterfly.
Al foyer, che qui chiamano Ridotto, si accede da un portale del ‘600, testimonianza del primo teatro cittadino su cui è stato poi edificato il Grande. Qui si possono ammirare gli affreschi di Gaetano Cresseri e Luigi Campini, la Tragedia, la Commedia, la Danza e la Musica.
La curiosità porterà gli avventori ad addentrarsi nella Saletta Butterfly, inaugurata in occasione del debutto della Madame Butterfly di Puccini, che in questo teatro ha perfezionato la sua opera fino a portarla al successo. In questa saletta è anche esposta una lettera del Puccini, contenente alcune indicazioni per la messa in scena dell’opera, oltre che la locandina originale del 1904.
Tutto il teatro è coperto dal wi-fi, a disposizione degli ospiti per scoprire la storia di questo luogo straordinario.

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# Il trasformismo teatrale dell’edificio

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Questo magnifico luogo, che oggi ammiriamo sorseggiando un caffè o una spremuta, ha cambiato modo di accoglienza nei secoli.
L’edificio sorge sul luogo che la Serenissima donò nel 1664 alla Compagnia degli Erranti e dove vi hanno istituito la loro accademia.
Diventa un teatro grazie a una trasformazione spettacolare. Succede tra il 1664 e il 1710, quando, all’esterno del palazzo, fa la sua comparsa il portico degli architetti Vigliani e Turbini. La vera conversione riguarda la sala della cavallerizza che diviene palcoscenico e platea. Oggi si presenta con la caratteristica forma a ferro di cavallo, progettata dal milanese Luigi Canonica, inaugurata dopo la ristrutturazione nel 1810.
Quello che ora è il Ridotto, allestito a caffetteria, è stata un tempo una sala che l’Accademia usava come “Reggenza”.

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# I social media come finestra su questo mondo

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Oggi la caffetteria, detta anche Buvette del Teatro (da Buffet), accoglie dopo obbligatoria prenotazione, che si può effettuare telefonicamente al numero 030/2979311.
Si può visitare la loro pagina Facebook o Instagram, sia per una visita virtuale che farsi riservare un tavolo.

Questo teatro non ha ancora finito di riservare sorprese o regalare storia. Che sia dal palcoscenico o dalla sua caffetteria, il Teatro Grande di Brescia apre le sue porte e il suo sipario, diventando un accogliente e vivace caffè culturale, dove le idee concrete possono andare a braccetto con la finzione scenica.
Come miscelare realtà e fantasia? Oppure: quale preferite tra le due?
Qualunque sia la vostra scelta, ricordate che il Caffè del Teatro richiede l’etichetta: buone maniere, abbigliamento consono  e non chiedete lo spritz, ma il Pirlo

Fonte: Daniele cc. Instagram

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LAURA LIONTI

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Tecnico del suono milanese, nata da milanesi importati dalla Sicilia. Il mio quartier generale è sempre stato il Gallaratese con i suoi giardini e il verde, difeso a volte a spada tratta. Sogno che Milano si candidi a luogo ideale per creare un laboratorio a cielo aperto che ricerchi e trovi la soluzione per le Smart Cities, Città e comunità sostenibili: obiettivo 11 degli SDGs