A pochi minuti da MILANO si trova il MUSEO delle STAZIONI di SERVIZIO

La collezione più grande del mondo di pompe di benzina di ogni epoca

credit: motori.ilgiornale.it

Il Museo delle stazioni di servizio è un vero e proprio viaggio nel tempo, e si trova a pochi minuti da Milano.

A pochi minuti da MILANO si trova il MUSEO delle STAZIONI di SERVIZIO

Per gli amanti delle curiosità e dei record del mondo targati Milano, il Museo Fisogni delle stazioni di servizio di Tradate è una meta obbligata. Un vero e proprio viaggio nel tempo che inizia nei primi del ‘900 quando la benzina si comprava… in farmacia. Sì perché una volta, quando le automobili erano poco diffuse, questo prodotto si reperiva laddove i cittadini trovavano il petrolio per le lampade o una serie di rimedi petroliferi – nelle versioni inodore o di gradevole profumo – contro la calvizie, la forfora e la cura delle ciglia.

# Una collezione da Record: dalle pompe a manovella ai dispositivi moderni

credit: milanoneisecoli

Al Museo delle stazioni di servizio ci sono le latte, i carrelli mobili, le pompe a manovella, la pompa di benzina disegnata dall’architetto Piacentini e voluta da Mussolini, quella posizionata a Buckingham Palace con tanto di corona, fino ad arrivare ai dispositivi che abbiamo usato più o meno tutti per fare il pieno alle nostre auto.

Una collezione che racchiude migliaia di esemplari rari ed unici tra pompe di benzina, insegne, attrezzature, utensili e pubblicità di settore ed è oggi la collezione più grande del mondo, certificata Guinness World Record dal 2001.

# Il primo esemplare della collezione? un inaspettato ritrovamento

credit: museo fisogni

Il Museo Fisogni nasce a Palazzolo Milanese nel 1966 per volontà di Guido Fisogni.
Imprenditore nel campo della ristrutturazione delle stazioni di servizio, un giorno Fisogni si imbatte in una delle prime pompe di benzina a pentalitri abbinati della Società Anonima Bergomi di Milano, abbandonata in una cava di sabbia.

L’istinto lo porta a raccogliere quel pezzo di storia industriale milanese e a farne il primo esemplare della serie.
Guido Fisogni ha candidamente confessato in un’intervista del 1997 di aver pagato cifre strabilianti per i pezzi più rari, o di aver resistito alle lusinghe di un ricchissimo petroliere texano intenzionato ad acquistare alcuni esemplari.
«Non se ne parla neanche» ha risposto il collezionista brianzolo, che ha mantenuto sempre intatta la propria collezione.

# L’arrivo a Palazzo Castiglioni dopo una lunga chiusura

 
credit: meetingecongressi.com

Seguendo una serie di vicissitudini societarie e personali, il Museo di Palazzolo Milanese ha chiuso nel 2000 per riaprire nel 2015 grazie alla volontà della famiglia Fisogni, che ha restaurato un’ala del palazzo di proprietà di Villa Castiglioni per poi trasferirvi la collezione. Attualmente il museo occupa una parte dell’edificio, in un ambiente che può essere sfruttato anche per eventi e congressi.

Due pompe di benzina della collezione sono esposte alla Triennale di Milano, che ha inserito il museo in un circuito dedicato al modernariato e all’archeologia industriale. Il Museo Fisogni fa parte sia della Rete dei Giacimenti del Design Italiano (sostenuta dalla Triennale), sia di altri circuiti museali come il Circuito Lombardo Musei Design (MUDE) e la rete Musei Industriali del Varesotto (MIVA).

Oltre al fascino degli oggetti industriali, il Museo Fisogni ha un «folto archivio di materiale pubblicitario e di disegni tecnici, continuamente consultati dagli studenti e dai designers». 

Rettifica: il Museo Fisogni è stato riaperto nel 2015 per volontà della stessa famiglia Fisogni e non per opera della Triennale di Milano come precedentemente riportato nell’articolo.

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LAURA LIONTI 

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