Parco TROTTER: la storia e i progetti di riqualificazione della “casa del sole” di Milano

Il Parco Trotter è un’area verde di 126.000 mq tra via Padova e viale Monza. Il suo nome deriva dalla destinazione per cui era nato il parco, che dal 1800 fino al 1924 ospitò l’ippodromo della Società del Trotter (così veniva chiamata la Società Nazionale del Trotto), prima che le corse dei cavalli venissero spostate a San Siro.

La Casa del Sole

Quando la società sportiva fallì, il parco Trotter venne acquistato dal Comune di Milano, che ne fece una scuola per bambini affetti da tubercolosi: si chiamava “Casa del Sole” e fu progettata dall’ingegnere Giuseppe Folli. L’impianto prevedeva gli alloggi e varie strutture comuni, tra cui due palestre coperte, una piscina progettata da Luigi Secchi nel 1928, orti, stagni, una fattoria e una chiesetta. Il progetto era stato pensato per far vivere i bambini in un ambiente salubre e il più possibile a contatto con la natura, e prevedeva percorsi educativi basati più sul fare che sullo studio in aula.

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Terminata l’epidemia di tubercolosi, la scuola “speciale” continuò ad accogliere bimbi deboli e bisognosi, per poi diventare, negli anni Settanta del secolo scorso, una scuola di quartiere.

Il parco viene aperto solo nel doposcuola

Oggi il parco Trotter ospita un istituto scolastico comprensivo con scuola dell’infanzia, scuola primaria e secondaria di 1° grado. Il parco è aperto al pubblico fuori dagli orari scolastici, per cui da metà pomeriggio (ore 16) fino a sera, con un orario di chiusura che cambia a seconda della stagione dell’anno. Al suo interno vi sono aree giochi per bambini, aree cani, percorsi vita.
Il vecchio tracciato della pista del trotto è visibile ancora oggi nel viale circolare più ampio del parco, anche se l’anello dell’ippodromo risulta interrotto dall’asse trasversale ovest-est del viale dei Platani.

La riqualificazione: l’ex acquedotto e l’ex convitto

Dopo un periodo di degrado, si è parlato molto della rivalutazione del Parco Trotter, inserito dal 1986 nell’elenco dei Beni Ambientali di Milano da conservare e valorizzare redatto dal FAI. I progetti riguardano in particolare il recupero dell’ex acquedotto e dell’ex convitto.
L’edificio dell’Acqua Potabile di via Giacosa risale al 1920, come ricorda un’iscrizione ancora visibile sul muro. I locali – 800 mq disposti su due livelli – sono stati abbandonati nel 1969, a causa dell’abbassamento della falda acquifera. Nonostante la ricostruzione del tetto, avvenuta nel 2012, gli ambienti risultano tuttora inutilizzabili in quanto non a norma di legge, per cui non assegnabili per progetti di riqualificazione.

exconvitto
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L’edificio che ospitava l’ex convitto – e ancora prima le scuderie – è il più grande di tutto il parco: 5000 mq di superficie. Dopo tante chiacchiere, nel 2011, passa la proposta di un progetto di riqualificazione presentato dall’associazione “La Città del Sole-Amici del parco Trotter” (fondata nel 1994) e altre associazioni legate al parco: la giunta Pisapia destina al progetto 11 milioni di euro divisi tra Fondazione Cariplo (8 milioni di euro) e Comune (3 milioni di euro). Ma, dato che Fondazione Cariplo non può occuparsi di istituti statali e scolastici, si decide che metà convitto sarà destinato alla scuola e l’altra metà ad un centro di aggregazione di quartiere.

Lo scorso maggio, la coprogettazione delle attività sociali che troveranno spazio nell’ex convitto del parco Trotter è stata assegnata all’Ati “La Fabbrica di Olinda”, un’associazione temporanea di imprese. L’ex convitto dovrebbe ospitare il primo ‘PuntoCom’ (Punto di Comunità): uno spazio di 2.630 mq dedicato a integrazione sociale, inclusione lavorativa, formazione professionale e crescita culturale.

VALENTINA SCHENONE

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