La capitale MONDIALE DEI CONSOLI: i principali punti di riferimento delle comunità internazionali di Milano

Le rappresentanze ufficiali di alcune delle più rilevanti comunità internazionali a Milano

rappresentanze diplomatiche
Il consolato russo a Milano

Il primato di qualità della vita che Milano ha conseguito per due anni di seguito, tanto nel 2018 che nel 2019, ha radici antiche.
L’attrattività della nostra città non lascia indifferenti neppure gli stranieri, dato che dopo New York è la città al mondo con il più alto numero di consolati. 

La massima parte delle sedi consolari presenti a Milano possiede il rango di consolato generale, il che significa che tali sedi possono attività di pubblica amministrazione, di diritto internazionale e di tutela per i loro cittadini residenti all’estero.

Milano, capitale MONDIALE DEI CONSOLI: una rassegna sulle diverse rappresentanze

 

Tovarishch Milano

Anche in casi particolari, come quello russo/sovietico, l’importanza di Milano ha fatto sì che venissero ricercate ed implementate soluzioni uniche perché una presenza diplomatica e/o culturale potesse essere mantenuta nella nostra città.
Se è infatti vero che una rappresentanza consolare dell’Unione Sovietica fu fondata a Milano nel 1925 e rimase attiva sino al 1939 con importanti risultati, altrettanto vero è che essa fu chiusa nel 1939 allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale e, alla fine della guerra, fu riaperta e rimase attiva sino al 1949, quando fu chiusa nuovamente all’aggravarsi della Guerra Fredda.
Tuttavia, dal 1946, nella nostra città è attiva l’Associazione Italia-Russia, che agisce nell’ambito della cultura, della formazione e del supporto alle imprese, secondo un modello che sarà seguito anche da altre nazioni.
A seguito della distensione tra l’URSS e l’Occidente, dal 1979 il Consolato (prima sovietico, poi russo) ha riaperto in altra sede e ha ricominciato le sue attività; dal 2009, il Paese ha, innanzitutto tramite la sua rete consolare, consolidato i rapporti con molte aree del Nord Italia.

Albania

La presenza di consolati attesta e rafforza quella delle relative comunità, le quali hanno in Milano uno dei loro più importanti punti fermi. E ciò vale sia per le comunità storiche, che per quelle di arrivo più recente.
A tal proposito basti citare, a titolo di esempio, la comunità ucraina e quella albanese, i cui esponenti sono giunti a Milano in numero significativo solo a partire dagli anni ‘90. Per gli albanesi, la Lombardia è la prima regione di arrivo e di residenza e Milano rappresenta senz’altro uno snodo importante. La nostra città ospita anche la Settimana della Cultura albanese.

Ucraina

Per quanto concerne la comunità ucraina, attiva a Milano fin dal suo stabilimento, la nostra città ha offerto, anche tramite il consolato e la Caritas, corsi di lingua e cultura che hanno avvicinato le popolazioni e le culture italiana ed ucraina in modo efficace. Le attività della comunità a Milano si sono moltiplicate dal 2014 in avanti, anche in seguito agli eventi che hanno interessato l’Ucraina.
Un punto importante di aggregazione per la comunità ucraina a Milano è senz’altro la chiesa del Sacro Volto, sita in via Sebenico, che ospita anche una statua del patrono del Paese.
Inoltre, uno dei maggiori scrittori cui Milano ha dato i natali, Giorgio Scerbanenco, era di origini ucraine e, anche se si riteneva un italiano madrelingua, il suo essere figlio di molti mondi ha sicuramente giovato alla sua importanza come scrittore.

Francia e Germania

Anche i Paesi geograficamente più vicini a Milano (e all’Italia), ossia la Francia e la Germania hanno deciso di “fare sistema”, stabilendo a Milano, oltre al proprio Consolato Generale, le sedi più importanti della propria Camera di Commercio per l’Italia e del proprio Istituto di Cultura.
Particolarmente importante è la scelta tedesca, dato anche il gemellaggio tra Francoforte, sede della Camera di Commercio tedesca per l’Italia, e Milano.

Turchia

Non manca neppure la Turchia, che, oltre al suo consolato e ad una comunità molto attiva, annovera nella nostra città anche alcune associazioni socioculturali; più frammentata appare invece la situazione dei consolati dei Paesi sudamericani, i quali, tra Consolati Generali e Consolati Onorari, sono comunque rappresentati tutti a Milano.

Il Commonwealth

Per quanto riguarda i Paesi dell’Anglosfera, la Gran Bretagna ha seguito l’esempio francese e tedesco, destinando alla nostra città il suo Consolato Generale, come pure una sede del proprio Istituto di Cultura e della propria Camera di Commercio per l’Italia.
Risulta importante anche la presenza degli Stati Uniti a Milano, ove il Consolato Generale del Paese a stelle e strisce è molto attivo. Inoltre, l’importanza di Milano come motore economico è confermata dalla sede della Camera di Commercio statunitense per l’Italia nella nostra città. Importante e foriero di opportunità, economiche, sociali e culturali è anche il gemellaggio, quasi cinquantennale, tra Milano e Chicago, che risale al 1973.
Anche l’Australia ha un Consolato Generale a Milano (con cui è gemellata Melbourne), laddove il Canada (anche Toronto e Milano sono città sorelle) e le Bahamas hanno ciascuno il proprio Consolato Onorario.

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Mamma Africa

Recentemente (si era nel 2018), Milano ha salutato anche la fondazione dell’Unione Comunità Africane d’Italia, un organismo che ha lo scopo di fornire assistenza ai cittadini di Paesi africani (la nostra città ospita diverse rappresentanze consolari di quel continente, il che ha consentito di creare da subito una realtà efficace ed attiva su più livelli), oltre ad implementare iniziative di formazione e di creazione di opportunità e benessere. L’attenzione di Milano verso l’Africa è ben esemplificata anche dal gemellaggio tra Milano e Dakar, in essere dal 1974. Ed in effetti, i senegalesi rappresentano una “fetta” importante delle presenze africane a Milano.
Nella direzione dello sviluppo va anche la terza edizione dello IABW, un forum economico tenutosi nella nostra città il 26 ed il 27 novembre del 2019.
Anche questa (necessariamente breve e stringata) visione d’insieme è un’ulteriore dimostrazione della dimensione di Milano come vera world city.

 

ANTONIO ENRICO BUONOCORE

 

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