Milano è in TERZA FASCIA tra le città del mondo: 10 COSE da CAMBIARE per scalare la classifica

New York e Londra sono le migliori: cosa potrebbe fare la nostra città per avvicinarle?

Credits: ihtravel.mx

Secondo lo studio “Globalization World Cities Research Network” (GaWC) le città globali del mondo possono essere classificate utilizzando alcuni parametri di valutazione. Per città globale si intende una città con determinate caratteristiche per quanto riguarda estensione, numero di abitanti, efficienza trasporti, importanza economica. Come molti studi i risultati e i criteri di valutazione sono opinabili, la classifica ci pare però abbastanza corretta. Ecco a che punto si trova la nostra città e come potrebbe migliorare.

Milano è in TERZA FASCIA tra le città del mondo: 10 COSE da CAMBIARE per scalare la classifica

# Nella classifica della città Alfa, New York e Londra le migliori, Milano in terza fascia

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La classifica del GaWc (Globalization World Cities Research Network) vede:


  • in prima fascia le città Alfa ++: New York e Londra
  • in seconda le città Alfa +: Honk Hong, Parigi, Singapore, Tokyo, Shangai, Dubai, Pechino,
  • in terza fascia le città Alfa: oltre Milano tra le altre ci sono Chicago, Los Angeles, Toronto, Amsterdam.

Seppur soddisfatti di questo piazzamento e consapevoli che Londra, Parigi, New York siano al momento inarrivabili per motivi storici e politici, siamo anche certi che Milano abbia grandi margini di miglioramento. Milano ha dimostrato di saper gestire eventi planetari come EXPO ed ha ottenuto assieme a Cortina l’organizzazione delle future olimpiadi invernali, ospita le settimane del design o della moda che si svolgono annualmente con grande successo. È una piazza economico-finanziaria importante, ha un ricco patrimonio museale ed offre numerose mostre e concerti: su tanti aspetti è competitiva, proviamo però ad esaminare quali siano le criticità maggiori della nostra città.

#1 Scarsa accessibilità aeroportuale e nessuna compagnia di bandiera negli scali cittadini

Credits: varesenews.it

Il primo aspetto che subito balza all’occhio tra Milano e le altre città globali prese in esame, è la differente accessibilità aereoportuale per quanto riguarda il trasporto passeggeri. Tutte quelle che ci precedono in classifica e non solo quelle, hanno inoltre aeroporti giganteschi con volumi di traffico enormi con collegamenti diretti per tutto il mondo.

Se pensiamo alle dimensioni di Linate ed ai voli intercontinentali di Malpensa, il paragone con New York, Londra, Parigi o anche Francoforte, Amsterdam e Zurigo è meglio non farlo nemmeno. Non abbiamo nemmeno una compagnia di bandiera presente nei nostri scali e nemmeno la volontà politica di trovare una soluzione.



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#2 Non abbiamo l’autonomia e il peso politico come le più importanti metropoli mondiali

L’altro aspetto estremamente rilevante che differenzia città come Londra, Parigi, Tokyo e Honk Hong è l’autonomia che conferisce loro un potere decisionale enormemente più ampio del nostro che permette la progettazione e il finanziamento di cantieri. Se Parigi vuole una nuova metropolitana, Parigi costruisce la nuova linea metropolitana, a Milano passano anni solo per avere l’approvazione. La maggiore autonomia conferisce poteri per attuare politiche socio economiche in maniera veloce. Si deve ambire a diventare Città Stato.

Milano non è la capitale politica del paese, non ha il parlamento, dei ministeri e non ospita nemmeno le sedi di importanti organismi internazionali come possono essere la BCE, la Croce Rossa, il Parlamento Europeo o sedi distaccate dell’ONU. Si dovrebbe pretendere un sempre maggiore decentramento dei poteri delegandoli alle regioni e, soprattutto, alle città metropolitane. Persa la possibilità di ospitare l’EMA si dovrebbe spingere con forza per l’ottenimento di qualche importante agenzia europea o di qualche prestigioso ente internazionale.

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#3 La burocrazia italiana pesa come un macigno sull’appeal di investitori e imprese internazionali

Milano è molto più veloce del resto del paese, ma è più lenta delle altre città straniere per colpa della burocrazia italiana. I cantieri durano troppo a causa di fallimenti, tangenti, ricorsi, proteste, le sentenze necessitano tempi lunghissimi per essere emesse e tutto questo scoraggia investitori esteri. A Milano ci sono importantissime aziende, siamo leader in alcuni settori, moda e design, ma la new economy si sviluppa soprattutto ad altre latitudini.

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#4 L’illegalità diffusa e la criminalità organizzata

questione meridionaleFortunatamente Milano non è Caracas, Bogotà o una metropoli statunitense, però non è nemmeno Vienna, Zurigo o una città dell’Est Europa dove le case non hanno le tapparelle davanti alle finestre e le porte non sono quasi mai blindate. Da questo punto di vista dobbiamo sicuramente migliorare senza però militarizzare eccessivamente. Sebbene il fenomeno di gran lunga più allarmante sia la presenza della criminalità organizzata in varie attività economiche, le situazioni di illegalità da sanare e contrastare sono molteplici: dalle occupazioni abusive agli atti vandalici, dagli orrendi graffiti che deturpano case e monumenti, ai furti in appartamento, dalle truffe agli anziani ai borseggi sui mezzi pubblici, senza parlare di quel disdicevole fenomeno di pendolarismo del crimine da altre regioni.

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#5 La pessima qualità dell’aria che impatta sulla qualità della vita

Credits: repubblica.milano.it – Inquinamento a Milano

L’aria di Milano è pessima, ogni anno molte persone muoiono e si ammalano a causa dell’inquinamento, i corsi d’acqua della Lombardia sono spesso fogne a cielo aperto, si parla molto di verde e ci sono bellissimi progetti, ma per ora c’è ancora troppo cemento. Ci sono in costruzione o in progetto impianti sportivi per grandi eventi, ma a livello di sport di base esiste poco o nulla. La qualità della vita è oramai un aspetto imprescindibile per le persone e il primo fattore da considerare è proprio l’aria che respiriamo.

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#6 L’arredo urbano inesistente e l’illuminazione insufficiente

Credits: Urbanfile – Milano al buio

Girando per le strade troviamo spesso pavé malandato, cartelli stradali arrugginiti, asfalto sbriciolato, strade allagate dalla pioggia, segnaletica orizzontale consumata, tutto questo con una illuminazione decisamente insufficiente che non mette in luce le bellezze che il mondo ci invidia.

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#7 Le rete di trasporti è poco diffusa nell’area metropolitana e manca un servizio H24. Assenza di un piano di parcheggi interrati

Credits: nuovosistematariffario.atm.it
Credits: nuovosistematariffario.atm.it

La rete dei trasporti milanese è certamente la più avanzata d’Italia e tra le migliori d’Europa, funziona bene, è capillare e serve decine di milioni di viaggiatori ogni anno. Purtroppo però i lavori per ampliarla vanno a rilento, più ci si allontana dal centro e meno risulta ramificata, ampie aree dell’area metropolitana sono scarsamente servite. L’orario dovrebbe essere esteso h24, un passo importante ma doveroso se si vuole migliorare profondamente il servizio e spingere ulteriormente la gente a non utilizzare l’auto.

Parlando di mobilità non possiamo dimenticare l’annoso problema dei parcheggi: Milano è disseminata da auto parcheggiate. Riducono il suolo pubblico disponibile creando disordine. Manca un vero piano di parcheggi interrati per far sparire le auto dalla vista e rendere il parcheggio più agevole, per ora solo strisce blu sparse a macchia di leopardo .

#8 Pochi collegamenti ferroviari internazionali e treni notturni. Mancanza di un vero terminal per bus di linea e turistici

La Stazione Centrale chiude alle 00:30 e le connessioni internazionali sono davvero poche. Servirebbero collegamenti diretti per Varsavia, Budapest, Berlino, Praga, Belgrado, Barcellona, Copenaghen e anche un incremento dei treni notturni. Si potrebbe puntare a far diventare Milano il principale snodo di smistamento del Sud Europa.

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Lampugnano
Lampugnano

Ma c’è un’altra nota dolente nei servizi di trasporto pubblico: l’assenza di un terminal per gli autobus di linea e turistici. A parte un misero restyling della squallida fermata di Lampugnano, non esiste nulla. In un mondo dove la mobilità è oramai parte integrante della vita quotidiana e dello sviluppo economico e sociale, sottovalutare questo segmento è davvero imperdonabile.

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#9 Gli orari della città non sono quelli di una metropoli globale

Oltre ai mezzi pubblici che non hanno ancora una vera copertura 24/24h, trovare un ristorante o una pizzeria aperti dopo le 23:00 è impresa ardua. I cinema con programmazioni notturne si trovano forse solo nel fine settimana, persino nel luogo più futuristico di Milano di City Life al termine dell’ultimo spettacolo ci si deve affrettare verso l’uscita, senza poter nemmeno poter bere un calice di vino o mangiare una pizza. Le palestre chiudono praticamente tutte entro le 23:00, il sabato e la domenica gli ambulatori non ricevono i pazienti e gli ospedali operano solo per le urgenze, qualcosa si muove solo con alcuni supermercati che fanno orario no-stop.

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#10 Una mentalità poco mitteleuropea e molto sabauda

Un limite perché Milano possa fare un balzo in questa classifica è anche, dobbiamo ammetterlo, causato da una mentalità un po’ provinciale poco mitteleuropea e molto sabauda. I milanesi si sbracciano per difendere il mini aeroporto cittadino ma si battono poco per avere rotte internazionali, formano comitati di quartiere per ogni cantiere, spesso solo per fermarlo e non per migliorarlo, come nel caso del nuovo stadio. Parlano con entusiasmo di riapertura dei navigli, ma poi spaventati non cercano fondi e dopo anni non si riapre nemmeno un km. Si lamentano per il rumore dei concerti e rischiano di far uscire Milano dal circuito dei grandi eventi internazionali. Si entusiasmano per quanto avviene all’estero e non si interessano spesso della propria città. A questo si aggiunge lo scarso livello di conoscenza delle lingue straniere rispetto ai cittadini delle capitali del Nord Europa.

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Nessuno ha la bacchetta magica ovviamente, gestire una realtà complessa come quella di una grande metropoli non è cosa semplice, le tematiche che affronta Milano sono in buona parte le stesse che devono affrontare altrove. Ma quello che differenzia una città leader dalle altre sono le soluzioni che propone, soluzioni che devono essere all’avanguardia anticipando modelli che potranno essere presi ad esempio, come avvenuto con quello della gestione la nostra raccolta differenziata studiato dagli amministratori della città di New York.

ANDREA URBANO

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