7+1 motivi per cui MILANO è PROVINCIALE

Milano è grande in molti ambiti. Non possiamo però fingere o ignorare che Milano sia ancora incompiuta, di seconda fascia. Quali sono le criticità che la rendono ancora così provinciale?

Ph. credits: adidas-runners

Capitale mondiale della moda, dell’eleganza, dello shopping, importantissimo luogo di riferimento del design, il salone del mobile le tante fiere di settore, le start up, le importanti aziende, mecca per tanti creativi da tutto il mondo. L’unica capitale mondiale del calcio, l’unica a vantare due squadre con la coppa dei campioni, un enorme patrimonio storico artistico oltre ad una rilevante importanza economica, negli ultimi anni anche grazie all‘Expo è divenuta una meta turistica richiestissima. 

Non possiamo però fingere o ignorare che Milano sia ancora incompiuta, di seconda fascia: importante centro economico finanziario ma con scarso peso politico.


Ma quali sono le criticità che la rendono tanto provinciale?

7+1 motivi per cui MILANO è PROVINCIALE

#1 Scarsa accessibilità aeroportuale

Credits: repubblica.it – Alitalia a Linate

Il confronto con altre realtà metropolitane europee è impietoso: paragonare i movimenti aerei di Amsterdam, Monaco, Zurigo, Parigi, per non parlare di Francoforte è umiliante, oltre alla vergognosa compagnia di bandiera romanocentrica. Anche l’accanimento a voler preservare Linate, una delle cause del mancato accordo con KLM che avrebbe fatto di Malpensa il principale scalo del Sud Europa, è colpa dei Milanesi e delle loro amministrazioni. Teniamoci il l’aeroporto tascabile e continuiamo a fare scalo a Francoforte per la gioia dei tedeschi.

#2 Il terminal dei pullman internazionali da terzo mondo

Lampugnano
Lampugnano

Parlando sempre di trasporti, sembra incredibile, ma a Milano non esiste, a differenza di tante città europee più o meno grandi, una stazione dei pullman degna di questo nome. Lampugnano possiamo solo considerarla una sosta per andare in bagno, tra l’altro una sosta squallida, tra senzatetto ed erbacce.



Sì può preferire il treno, l’auto, la nave, l’aereo o il monopattino per spostarsi, ma che piaccia o no, tanti viaggiatori prediligono il pullman per i più svariati motivi. Svilire questo tipo di trasporto con dei “terminal” da terzo mondo penalizza Milano. Aspettiamo fiduciosi una svolta.

Leggi anche: Cristo si è fermato a LAMPUGNANO: a Milano manca un bus-terminal all’altezza di una città europea

#3 Senza treni notturni e senza collegamenti con le capitale europee

Certo le nostre stazioni sono belle, la Centrale è monumentale, dopo il restyling la troviamo accogliente, pulita, con tanti servizi. Anche la Stazione Garibaldi moderna e ben inserita nel centro città è all’altezza delle aspettative. I collegamenti da e per Milano con il resto d’Italia sono frequenti e Milano è al centro di tutte le direttrici dell’Alta Velocità.

La nota dolente purtroppo la si nota guardando il tabellone delle partenze. Ad eccezione di alcune città svizzere, alcuni collegamenti con la Francia e un settimanale per Mosca, le connessioni internazionali ci paiono davvero poche. Soprattutto pensando allo scalo ferroviario di Vienna con treni per Varsavia, Budapest, Bucarest, Monaco, Parigi, Belgrado. Sono inoltre quasi assenti i collegamenti notturni, non ci dispiacerebbe vedere una stazione aperta 24h con connessioni per tutta Europa

#4 Orari non da metropoli

Milano è da tempo una città turistica e che i milanesi rispetto a tanti anni fa amino molto di più fare tardi la sera e uscire anche nei giorni infrasettimanali in tutte le stagioni è un dato di fatto. Nonostante ciò, mangiare dopo le 23 è un problema. Finalmente ci sono diversi supermercati e palestre aperti tutta notte mezzi pubblici che, con molte limitazioni viaggiano ininterrottamente.

Trovare invece un ristorante o una pizzeria aperte a tarda ora è quasi impossibile. Persino nel futuristico complesso di City Life all’uscita dell’ultimo spettacolo cinematografico trovi solo i portieri pronti a chiudere gli ingressi. Impossibile bersi una birra o mangiarsi un panino! Vorremmo una città h24 anche per tanti altri servizi!

#5 L’illuminazione pessima anche nel centro 

Credits: Urbanfile – Milano al buio

Milano nonostante le varie speculazioni edilizie, i bombardamenti, le frettolose e maldestre ricostruzioni anni 50/60, conserva innumerevoli splendidi palazzi, bellissimi scorci, eppure è Milano appare una città buia e male illuminata. Corso di Porta Venezia, tanto per citarne uno è bellissimo e elegante, eppure passeggiandoci di sera quasi non lo si nota.

#6 Lentezza nel realizzare qualsiasi cosa

Cartello riapertura cantiere M1
Credits: ilsole24ore.com – Prolungamento M1 di 2km verso Monza da anni aspetta la conclusione dei lavori

Non neghiamo che negli ultimi 20 anni Milano abbia subito tante positive trasformazioni che l’hanno quasi completamente cambiata, però è incredibile che ci vogliano anni per realizzare un prolungamento della metropolitana, per recuperare un’area dismessa o per riaprire dieci metri di naviglio.

#7 Arredo urbano da terzo mondo

Una certa sciatteria si nota nella scarsa attenzione che da tantissimo tempo si riserva ai dettagli. Cartelli arrugginiti, strisce pedonali sbiadite o cancellate, pali in bilico, pavé dissestato e spesso sostituito da catrame che alla prima pioggia si sbriciola. Non nascondiamoci, dobbiamo fare uno sforzo in più!

#7+1 Il provincialismo dei milanesi

Credits: views24.it – Finale Real-Atletico Madrid a Milano

Il provincialismo dei milanesi emerge in tante forme anche apparentemente contraddittorie. C’è l’entusiasmo sfrenato per tutto ciò che in città arriva dall’estero, una multinazionale che apre un ufficio o una catena che apre un negozio in centro. Se annunciano un volo super veloce tra Londra e New York ci entusiasmiamo anziché risentirci perché lo stesso volo non è stato previsto decollare da un nostro aeroporto.

Il provincialismo si affaccia anche quando i milanesi hanno paura di confrontarsi con le altre città del mondo, le criticano o denigrano invece di cercare di importare da loro quello che potrebbe renderci la vita migliore e, invece, ci si rinchiude nell’ombelico a misurarci con altre città d’Italia, specie quelle che stanno andando alla deriva.  

Il provincialismo milanese emerge purtroppo in tanti, troppi comitati di quartiere di casalinghe e pensionati che si lamentano per il rumore dei concerti dello stadio, per i lavori della metro, e quando si alzano le barricate contro qualunque innovazione che possa rendere Milano ancora più internazionale.  Pensare in modo non provinciale significa capire che vivere in una metropoli comporta anche disagi non solo vantaggi.

Provinciale è anche il rapporto con la politica romana. Milano è sempre stata incapace di contare nelle istituzioni romane, affidando il suo destino a governi trattati da Milano più come un sovrano assoluto che un organo di potere da cui si deve pretendere un’autonomia all’altezza di una metropoli internazionale. 

 

ANDREA URBANO

 

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Publiée par Milano Città Stato sur Mardi 2 juin 2020

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Andrea Urbano
Nato a milano, ma milanese per scelta (per metà salentino). Sono appassionato a tutto quello che riguarda Milano: storia, cultura, dialetto e patrimonio artistico, progetti urbanistici, futuri socio econonomici, oltre a cinema, sport e viaggi. Lavoro nell'ufficio export di una multinazionale. Sono un grande tifoso del Milan. Alla ricerca di una modella. Quartiere: BOVISA

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