Milano tra le prime al mondo nell’INQUINAMENTO dell’ARIA. Le nostre 10 proposte per tornare a RESPIRARE

Lo smog a Milano ogni inverno raggiunge livelli insostenibili. Anche se il traffico risulta quasi azzerato. Cosa fare? Dal mondo arrivano molte soluzioni che bisognerebbe considerare

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Credits: Aria Milano Fb -Città inquinate al mondo

19 gennaio 2020. Malgrado la zona rossa Milano raggiunge i vertici dell’inquinamento mondiale. Lo smog a Milano è una piaga difficile da debellare, anche se forse si fa troppo poco per tentare di ridurlo in modo sensibile. La limitazione all’uso di auto con consumi più elevati non basta. Alcune soluzioni innovative dal mondo e 5 nostre proposte.

Milano tra le prime al mondo nell’INQUINAMENTO dell’ARIA. Le nostre 10 proposte per tornare a RESPIRARE

# Milano ai vertici delle città più inquinate e con la peggiore qualità dell’aria al mondo (dati 19 gennaio 2020)

Credits: Aria Milano Fb -Città inquinate al mondo

La rilevazione di martedì 19 gennaio alle ore 12.30 metteva Milano al terzo posto nelle città con il più alto livello di inquinamento al mondo, dopo Dehli in India e Dhaka in Bangladesh. Come riportato dalla pagina facebook Aria di Milano questa classifica misura il dato in tempo reale della qualità dell’aria e l’inquinamento nelle città, la fonte è IqAir che mostra l’AQI (Air quality index), e varia nell’arco della giornata. 

Il fatto sconcertante è che la nostra città si affianchi a megalopoli da oltre 15 milioni di abitanti e con una densità che supera i 45.000 abitanti per kmq nel caso di Dhaka, dove l’industria e le fonti inquinanti sono molto più numerose dell’area metropolitana milanese. 

# Da giorni Milano sempre con livelli di inquinamento elevati

Credits: Aria di Milano Fb – Inquinamento 19-20 gennaio 2021

Prendendo le ultime 24 i valori della qualità dell’aria sono elevati e superano di continuo i 150 nell’Air quality index. Nell’immagine qui sotto le previsioni per la giornata di oggi di Arpa Lombardia mostrano come l’area di Milano e tutta la pianura rientrerebbero nella fascia peggiore per livello di inquinamento complessivo.

Previsioni Arpa AQI

A livello di PM 10 invece solo la nostra città avrebbe però una qualità dell’aria molto scarsa. Il traffico non è la fonte di PM10 più importante, incide solo per il 20% tra scarichi e usura dei freni, ma il riscaldamento a legna con il 40% oltre a tante altre fonti di PM10 secondarie causate soprattutto dalle attività agricole. Non stupisce quindi che nel 2020 nonostante il perdurante lockdown la qualità dell’aria sia stata peggiore dell’anno precedente, con le centraline dell’Arpa che hanno segnato lo sforamento di Pm10 per 90 giorni contro i 72 del 2019.

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Previsioni PM10 Lombardia Arpa

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# Best practice internazionali da attivare a Milano

#1 L’importanza del monitoraggio delle fonti inquinanti (San Pietroburgo)

Per la municipalità di San Pietroburgo la lotta all’inquinamento deve avvenire principalmente attraverso la mappatura di tutte le fonti inquinanti del territorio. A quel punto se si conoscono tutti gli inquinanti, si può sottoporre obiettivi di riduzione dell’inquinamento a ciascuno di loro, premiando chi li raggiunge e applicando una tassazione speciale per chi non lo fa. L’obiettivo è di ridurre del 30% l’inquinamento in città entro il 2025.

#2 Le torri antismog che puliscono l’aria fino a 30kmq in Cina

Credits: South China Morning Post

A Xian nella Cina orientale è in fase di ultimazione una torre di 100 metri d’altezza che purifica l’aria in un’area di 10 kmq, sfruttando l’energia solare, grazie a una produzione di 10 milioni di metri cubi di aria pulita. Una dozzina di stazioni di monitoraggio ha fornito una percentuale di riduzione del PM 2.5 fino al 15%, dimostrando come la tecnologia a pannelli solari in inverno, quando lo smog è più intenso, sia ancora più efficiente. In progetto una torre da 500 metri che ridurre l’inquinamenti in un’area di 30kmq.

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#3 Premiare imprese e condomini che riducono l’inquinamento (Rotterdam)

 

smog free tower (rotterdam)

Da Rotterdam si sono presentati alcuni risultati di ricerche e sperimentazioni sul tema dell’inquinamento in Olanda. Tra i riferimenti più interessanti ci sono quello di utilizzare apparecchi di depurazione dell’aria da mettere nelle piazze e un sistema di incentivi, come il wi fi gratuito, per i condomini che riescano a ridurre l’inquinamento.

#4 I cannoni d’acqua a Torino contro il PM10

Nel capoluogo piemontese sono in fase di test i cannoni che si usano nei cantieri edili e nelle demolizioni per bagnare le polveri, per abbattere il Pm10. I luoghi individuati per la sperimentazione sono le zone nei pressi di scuole e ospedali. 

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#5 La trasformazione dei palazzi da soggetti passivi a soggetti attivi contro l’inquinamento atmosferico (Pechino e Alto Adige)

purificatore d’aria (cina)

Politiche analoghe stanno percorrendo due aree caratterizzate da una situazione ambientale opposta: Cina e Alto Adige. In Cina l’inquinamento atmosferico è un problema grave specie in alcune zone. Per ridurlo non basta operare riducendo gli agenti inquinanti ma occorre trasformare i palazzi in soggetti capaci di rendere l’aria pulita. A questo fine stanno utilizzando delle tecnologie come quella di usare vernici antismog che stanno dando ottimi risultati nelle zone più inquinate. Il concetto di “casa attiva” è anche al centro della ricerca nell’Alto Adige dove, nonostante le condizioni ambientali eccellenti, la sensibilità sul tema è ai massimi livelli nel mondo.

#6 La possibilità di utilizzare tecnologie di avanguardia per ridurre l’inquinamento atmosferico outdoor e indoor

Esistono materiali capaci di ridurre gli inquinanti in modo naturale, sistemi di ventilazione in esterno, tecnologie innovative come quello dei lampioni malesi che puliscono l’aria e uccidono le zanzare. Milano dovrebbe introdurle creando dei sistemi di sperimentazione magari mettendo i diversi municipi in competizione tra loro. 

#7 Delibere che possano incentivare i palazzi a dotarsi di tecnologie capaci di ridurre l’inquinamento

L’amministrazione di Milano potrebbe agire per abbattere l’inquinamento a costo zero, ossia senza gravare sulle finanze comunali. Basterebbe adottare una delibera simile a quelle per favorire in passato l’uso di marmitte catalitiche: in questo caso si potrebbe stabilire che tutte le case entro i prossimi anni debbano svolgere un ruolo attivo contro l’inquinamento, dotandosi ad esempio di vernici capaci di ridurre l’inquinamento. Chi non lo fa pagherebbe una pollution tax che andrebbe a finanziare la ricerca contro lo smog.

#8 Lo spunto a diventare città leader nella lotta all’inquinamento dell’aria

La sensazione è che Milano sia molto indietro sul tema delle politiche contro l’inquinamento atmosferico se la si raffronta alle altre città del mondo. Anche se si spera in un miglioramento, il ritardo è consistente e diventa difficile immaginare che Milano possa aspirare a un ruolo di leadership nella qualità dell’aria in città. Più alla portata sembra quella di attirare sul territorio, grazie ad investimenti coperti dal Recovery Fund, le migliori aziende e i più bravi ricercatore nell’ambito della depurazione dell’aria. Si tratterebbe di avere borse di investimento anche consistenti che verrebbero ripagate in termini di sviluppo di tecnologie di depurazione. 

#9 Coinvolgimento dei cittadini e collaborazione internazionale: come Città del Messico è uscita dalla classifica delle città più inquinate del pianeta  

Città del Messico è una città di 25 milioni di abitanti. E’ posta su un altopiano e questo porta ad avere una più bassa percentuale di ossigeno nell’atmosfera. La combinazioni di diversi elementi esogeni e interno alla città, ad esempio la presenza di depuratori che bruciano i rifiuti dentro la città, ha portato Città del Messico a venire descritta come città più inquinata del mondo all’inizio di questo millennio. Nel giro di quindici anni però la situazione è decisamente migliorata e ha portato la capitale messicana a uscire dalla lista delle 20 città più inquinate del pianeta e a porsi traguardi più ambiziosi per il prossimo futuro. La leva di Città del Messico è data dalla collaborazione tra cittadini e imprese con la pubblica amministrazione e allo sviluppo di collaborazioni a livello internazionale, fatto in cui Milano al momento risulta sul tema dell’inquinamento dell’aria piuttosto carente. 

#10 I vantaggi che si possono avere dal possedere un’autonomia legislativa dallo stato centrale in termini di politiche ambientali (San Pietroburgo, Città del Messico e Pechino)

Uno dei vantaggi dell’autonomia è di poter avere più strumenti e agilità nel focalizzarsi su un problema tipico dell’area urbana, come quello dell’inquinamento. San Pietroburgo è distretto federale, insieme a Mosca e Sebastopoli, e questo le consente di avere un contatto diretto con il governo e di poter adottare politiche sperimentali sul territorio in grande autonomia. Città del Messico ha lamentato il fatto di vedere ridotta la sua autonomia dal prossimo passaggio da distretto federale a semplice città stato, status che le consentirà comunque di avere ampi gradi di autonomia dal governo centrale. Pechino sta ricevendo una forma di autonomia simile a quella di una città stato insieme a Shanghai e ad altre due città cinesi, per poter competere a livello di attrattività con la città stato di Hong KongSono questi esempi di città stato che mirano ad utilizzare il loro status proprio per essere più innovative ed efficaci nel migliorare la qualità dell’aria urbana. 

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# EXTRA. Investire sulla mobilità per ridurre la dispersione di inquinanti: le nostre 5 idee

Il N02 è uno degli altri pericolosi inquinanti insieme a PM2,5 e PM10, che mettono a rischio la salute delle persone, e che è prodotto principalmente dagli scarichi di auto e motoveicoli. Quindi per ridurne l’impatto l’unica soluzione è investire sulla mobilità alternativa e limitare lo spostamento dei mezzi privati in città. Ecco le nostre 5 proposte:

#1 Realizzare delle circle line veloci su rotaia
Una delle carenze nel trasporto pubblico milanese sono le linee circolari veloci. Si potrebbe partire dal creare una vera circle line sul tracciato della S9 chiudendo l’anello ad ovest, trasformare in metrotranvia o metropolitana la linea 90-91 e ipotizzare altre due linee circolare sui percorsi delle tangenziali interne e esterne.

#2 Parcheggi d’interscambio ampi e gratuiti ai capolinea della metro
Per agevolare chi vive fuori Comune e lasciare l’auto all’esterno dovrebbero esser garantiti parcheggi d’interscambio gratuiti in numero maggiore rispetto all’attuale, aumentando l’offerta della mobilità in sharing e creando piattaforme logistiche integrate per i trasporti commerciali.

#3 Tunnel sotterranei da nord a sud e da est a ovest per dirottare il traffico nel sottosuolo
Un modo per non fare disperdere gli inquinanti prodotti dai veicoli è quello dirottare il traffico sotto la superficie della città. Si potrebbe riprendere il progetto del tunnel di 4 km, ipotizzato tra il 2008 e il 2009, tra piazza Repubblica e Forlanini, o il tunnel di 14.5 chilometri che dall’aeroporto di Linate avrebbe dovuto portare al quartiere dell’Expo.

#4 Rinforzare tutto il sistema di metropolitane, con aperture 24H, nuove linee e prolungamenti fino ai confini della Città Metropolitana
Metropolitana aperta 24 ore al giorno almeno nei weekend, integrazione tra passante e linee metropolitane, nuove metrotranvie a est, sud e ovest, la sesta linea metropolitana da Certosa a Ripamonti e il prolungamento di tutte le linee al confine con la Città Metropolitana e infine collegamenti rapidi con i 3  aeroporto.

#5 Diventare Milano città stato: per avere poteri e risorse necessari a far fronte alle esigenze di tutta la comunità milanese
Diventando Città Regione potremo disporre fino a 11 miliardi di risorse da investire in parte nella lotta allo smog, diventando una città leader contro l’inquinamento, seguendo l’iter previsto dall’art.132 della Costituzione Italiana.

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FABIO MARCOMIN

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Fabio Marcomin
Giornalista pubblicista. Laurea in Strategia e Comunicazione d’Impresa a Reggio Emilia. Il mio background: informatica, marketing e comunicazione. Curioso delle nuove tecnologie dalle criptovalute all'AI. Dal 2012 a Milano, per metà milanese da parte di madre, amante della città e appassionato di trasporti e architettura: ho scelto Milano per vivere e lavorare perché la ritengo la mia città ideale.