Milano CAR FREE: lo stesso obiettivo, due modi opposti di raggiungerlo

Milano città stato significa avere un altro approccio rispetto alla situazione attuale: due modelli opposti di rapporti dell’amministrazione con i cittadini

metropolitana di stoccolma
metropolitana di stoccolma

Una quindicina di anni fa ho vissuto per sei mesi a Stoccolma. Nella capitale svedese non ho mai sentito la necessità di usare l’auto. I mezzi pubblici funzionavano a meraviglia, la metropolitana pulita come un hotel di lusso, strade in condizioni perfette dove era bellissimo circolare in bici o anche solo passeggiare, confortati dalla luce delle abat-jour che gli abitanti ponevano accanto alle finestre per contribuire a dare luce all’esterno.

In caso di sciopero della metro l’amministrazione rimborsava ai cittadini il costo dei taxi che, tra l’altro si trovavano ovunque e a prezzi accessibili. La città sembrava fare di tutto per incentivare i cittadini a usare i mezzi pubblici e la dimostrazione dello scarso successo che avevano le auto era l’assenza di benzinai in città.

abat-jour, finestre di Stoccolma
abat-jour, finestre di Stoccolma

Lo stesso mi è capitato a Berlino. In teoria era una città fantastica per le auto. Strade larghe, vialoni infiniti e privi di traffico, parcheggi disponibili dappertutto, quasi sempre gratuiti, un’autostrada urbana che scorre dentro la città. Eppure anche a Berlino solo di rado mi toccava prendere l’auto, anzi era sempre l’ultima soluzione. Perché la metropolitana era il mezzo più veloce che consentiva di raggiungere qualunque luogo, anche grazie alla perfetta integrazione tra U-Bahn, metro sotterranea, e S-bahn, metro sopraelevata, oltre alla circle line che univa tutte le periferie con le decine di linee della metro. La metro correva 24 ore al giorno con frequenza rapidissima, quasi mai capitava di attendere sulla banchina. Anche a Berlino i taxi erano dappertutto a un costo quasi stracciato. C’era perfino la possibilità delle corse da un euro: prendevi un taxi, indicavi la direzione e venivi portato fino al limite del costo di un euro. Metodo ideale per percorrere tanti brevi tragitti.

La mappa della metro di Berlino
La mappa della metro di Berlino

Entrambe le città erano un paradiso delle auto, senza traffico e con parcheggi ovunque, eppure nessuno usava l’auto.

Nemmeno a Milano uso l’auto. Ma qui il motivo è opposto. Non la uso non perché sia agevole muovermi con i mezzi pubblici o sulle due ruote, anzi. Ad andare in bici o in scooter si rischia la vita su strade sconnesse, tra buche, pavé divelto e binari che sbucano dal nulla. Se si gira in metro la sera l’ansia è ricordarsi di prendere l’ultima metro, per non parlare delle attese sulla banchina la domenica o per la follia dell’orario estivo. E in caso di acquazzone trovare un taxi diventa impossibile e se lo trovi ti costa un occhio.

A Milano l’auto non si usa non perché si hanno a disposizioni opportunità migliori, ma perché qui è un inferno. Tra traffico per strade che si restringono sempre di più, parcheggi impossibili e il rischio di multe salatissime. Già, le multe. Le multe italiane sono la cosa meno costituzionale che esista visto che 50 euro per un ricco sono uno scherzo ma per chi ha uno stipendio normale sono un dramma. A Berlino le multe sono ridicole, in Svizzera sono proporzionali al reddito. Altro segno di qualcosa che è duro accettare, ma la verità è che da noi se si vuole raggiungere una politica comune lo strumento è quello della repressione dei comportamenti contrari, attraverso multe e sanzioni.

Un tipo di politica da città di paesi arretrati, dove è facile ottenere dei risultati ingabbiando la vita delle persone con divieti e punizioni. D’altra parte questa è una conseguenza logica: in una città che non ha nessuna libertà o autonomia dal governo centrale, diventa automatico ridurre a sua volta libertà e opportunità per i cittadini. Una logica che facendo perno sul meccanismo della punizione fomenta un atteggiamento negativo e divisivo tra i cittadini oltre che una frustrazione nell’individuo che reprime la sua innata libertà di azione.

Esempi di questo modo di agire sono molti. Prendo l’ultimo caso, il nuovo progetto di Corso Sempione. Dove oggi parcheggiano le auto tra il viale e il controviale verranno costruite delle ciclabili. Si perderanno così 500 posti auto in poche centinaia di metri. Iniziativa lodevole quella delle piste ciclabili ma perchè non fare qualcosa anche per chi viene danneggiato da questo provvedimento? Le 500 auto che restano tagliate fuori che fine faranno? E si è calcolata la perdita di indotto per i locali di una zona che viene scelta anche per la relativa facilità di parcheggio? Quindi ancora una volta il prezzo del perseguimento del fine politico viene pagato creando problemi che si dovrebbero compensare, ad esempio costruendo nuovi parcheggi a costi accessibili, riducendo così la libertà di azione di alcuni cittadini.

Milano città stato significa l’opposto. Non per l’obiettivo che rimane in questo caso quello di una città car free, ma per la modalità di raggiungerlo. Significa avere poteri che consentono di aumentare opportunità e libertà dei cittadini, in cui il fine politico si persegue perché si fa tutto il possibile per rendere più conveniente circolare senza auto, esattamente come avviene al di là delle Alpi. Dove i taxi sono liberalizzati, costano poco e li trovi ovunque, i mezzi urbani e interurbani sono integrati e raggiungono ogni destinazione, le corse hanno alta frequenza e le puoi prendere anche di notte, le strade sono in perfetto stato e ci sono tante aree di verde pubblico. Non solo. Sono città dove non si fa la guerra alle auto, ma si creano tutte le condizioni per farle lasciare a casa o fuori dalla città, come costruire grandi parcheggi gratuiti in prossimità delle fermate della metro oppure le si fa correre interrandole in tunnel o lungo arterie scorrevoli attorno alla città.

Queste sono città al servizio del cittadino, figlie di un’autonomia responsabile estesa a livello locale, dove la strada per l’attuazione di qualunque visione politica passa sempre attraverso l’aumento di libertà per il cittadino invece che la sua riduzione con gabelle, multe e punizioni.

da noi se si vuole raggiungere una politica comune lo strumento è quello della repressione dei comportamenti contrari, attraverso multe e sanzioni.                     Milano città stato significa l’opposto. Non per l’obiettivo che rimane quello di una città car free, ma per la modalità di raggiungerlo CHE AUMENTA LA LIBERTA’ DEL CITTADINO SENZA CONTRAPPOSIZIONI TRA CITTADINI DI SERIE A E CITTADINI DI SERIE B.

ANDREA ZOPPOLATO

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