La stagione MAGICA di Milano

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andrea cherchi (c)
andrea cherchi (c)

Me ne sono accorto quando vivevo all’estero. Milano mi mancava sempre ma c’era un periodo che mi mancava di più. Questa nostalgia supplementare iniziava a metà febbraio. Pensavo a Milano di quando le giornate si allungano, di quando l’aria si fa più tersa e si alternano giornate di inverno con altre in cui respiri il profumo della primavera.

A questo pensavo quando dalla finestra vedevo ancora la neve sulle strade di Berlino, sotto a un cielo grigio che negli sterminati inverni berlinesi a volte fa pensare che abbiano messo un tetto. Mesi di grigio finché si apre, spesso per fare cadere la pioggia.

Febbraio a Milano non è solo il mese in cui si risvegliano le giornate e riscopri l’azzurro nel cielo. Appaiono i primi fiori e soprattutto la città riprende la sua vita più piena, dopo il letargo dei mesi precedenti, interrotto solo a Sant’Ambrogio e Natale. Febbraio riparte alla grande, con la stagione degli eventi. La settimana della moda, forse quella più vera dell’anno, e poi è il mese del Carnevale che a Milano dura sempre qualche giorno in più.

Provate a immaginare tutto questo in una città del nord Europa, ancora immersa nelle atmosfere plumbee dell’inverno. Un freddo che si diffonde nell’animo anche perchè dura troppo. Già, vivendo a Berlino mi sono accorto che non è il freddo dell’inverno berlinese il problema. No, il problema è la sua lunghezza, un inverno che non finisce mai. Anzi che dura anche quando 1000 chilometri a sud si vedono i primi colori della primavera.

Se già febbraio era una sofferenza, era ancora niente rispetto a marzo. Perchè a marzo a Milano la primavera ha davvero inizio. Ogni giorno ti arriva qualcosa in più. Più luce, più energia, la città riparte a razzo. Si lavora come dei pazzi, si esce per aperitivi infiniti, ci si toglie un capo a settimana e nei fine settimana si inizia a dividersi tra neve, lago e mare. Marzo a Milano è fantastico soprattutto se si vive a Berlino. Già. Ci sono inverni che a Berlino durano anche in primavera. Mi ricordo una fine marzo in cui camminavo sulla neve al Treptower Park. E quello che mi sconfortava di più era che mi sentivo come in montagna ma senza monti. Sì, quando mi chiedevano che cosa mi mancasse più di Milano, il cibo? Il mare? Il clima? No, amici berlinesi, se dovevo scegliere quello che mi mancava di più la mia risposta era una sola: le montagne.

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Vivere nel freddo, in un’atmosfera di inverno perenne e pensare che la prima montagna sensata è 800 chilometri più giù, ti prende il cuore più di una canzone di Celentano in pizzeria a Kreuzberg. Neve senza montagna è un assurdo per noi milanesi, come il mare d’inverno è un concetto che la mente non considera. A Berlino erano le montagne a mancarmi di più. E dopo le montagne al secondo posto veniva aprile.

Sì, perchè se la nostalgia di febbraio a marzo si fa vibrante, ad aprile diventa un attacco di fame. Voglia di prendere e tornare a Milano per divorarla, come Terence Hill faceva con la pentola di fagioli davanti a un falò di uno spaghetti western. Ad aprile anche a Berlino inizia ad affacciarsi un po’ di primavera. Un po’ di sole, tanta pioggia, la gente ricomincia a uscire di casa. Per un berlinese sembra un momento magnifico. Ma per chi è di Milano l’aprile berlinese è una copia sciapa, come il baraccone di Tropical Island, come la mozzarella fatta in Olanda o i camerieri che si fingono italiani ma in realtà vengono dal Montenegro. Perchè mentre Berlino si risveglia Milano ad aprile diventa il centro del mondo.

Ha inizio la festa, forse la festa di un’intera città, più bella e raffinata che esista al mondo. Aprile a Milano è il Fuorisalone, l’esplosione di creatività, sette giorni in cui Milano diventa il palcoscenico della creatività mondiale. Sono stato in molti luoghi nella mia vita, ho partecipato ad alcuni degli eventi rinomati, soprattutto ho conosciuto persone di ogni luogo. E chiunque sia mai stato al Fuorisalone concorda che non esista nulla al mondo che lo avvicini. Stare via da Milano in quei giorni è come andare dormire a capodanno alle dieci di sera. Può essere qualcosa di alternativo però sai che tu sei lì ma il mondo è da un’altra parte. Il mondo ad aprile è a Milano.

Quando termina il Fuorisalone potrebbe sembrare la fine del mondo. Da internazionale Milano torna italiana. Il mondo lascia le sue strade. Sembrano i titoli di coda. E invece no. E’ solo l’inizio di una stagione tutta in accelerata. Dopo la settimana di smaltimento dei postumi del Fuorisalone, una settimana che in realtà non so perchè ma è sempre bellissima, con quella sensazione di serena gratificazione che segue una notte di passione, a Milano si fa ciao ciao al resto del mondo. Sì perchè mentre altrove si aspetta il primo maggio, in Italia ci siamo inventati la festa della liberazione. Un 25 aprile che quasi sempre si unisce al primo maggio, a volte lo si fa partire perfino da Pasqua. Aprile a Milano è una scacchiera di feste, di eventi, di ponti che rende più felici delle ferie di agosto.

Si è così arrivati al primo maggio. A Berlino è un giorno stravagante. Agli inizi abitavo sulla Wiener Strasse, la strada dove ogni primo maggio da mille anni alle 9 in punto si danno appuntamento manifestanti e poliziotti per prendersi a legnate. Se le danno come non ci fosse un due maggio fino al tramonto quando come ci fosse il triplice fischio, si sospende la quarta guerra mondiale e tutti fanno ritorno alla vita ordinaria di tutti i giorni. A Berlino il primo maggio ti fa venire voglia di andartene via, più di qualunque altro giorno dell’anno. Una follia. Proprio il giorno in cui a Milano non c’è nessuno ed è un godimento doppio: chi c’è vive la città solo per sé, chi non c’è se la sta godendo da qualche altra parte.
E quando si ritorna in città ad accoglierti c’è qualcosa di unico. In tedesco Mailand significa terra di maggio. A Berlno ho capito che forse è davvero così: Milano a Maggio arriva al massimo di sé. Dopo una rincorsa iniziata a metà febbraio è a maggio che Milano sboccia, fiorisce nei suoi infiniti alberi e mentre a Berlino finalmente arriva la primavera, Milano ancora una volta è più avanti. Milano a maggio è un mese che ti viene in voglia di non perderti neanche un minuto, un mese in cui primavera ed estate danzano assieme, come una collezione della fashion week, Maggio a Milano è una stagione unica al mondo, la stagione di una meravigliosa storia d’amore che ha avuto inizio a San Valentino e che sfuma solo quando l’estate si fa sfacciata.

ANDREA ZOPPOLATO

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Andrea Zoppolato
Più che in destra e sinistra (categorie ottocentesche) credo nel rispetto della natura e nel diritto-dovere di ogni essere umano di realizzare le sue potenzialità, contribuendo a rendere migliore il mondo di cui fa parte.