La REGIONE di MILANO: cosa cambierebbe se Milano diventasse una città regione

Una città stato è una città che gode di un grado più o meno ampio di sovranità. Le città stato interne a stati sovrani hanno lo status di regioni, distretti federali, comunità autonome, cantoni o stati, a seconda del tipo di ordinamento di cui fanno parte. La caratteristica comune è di coincidere con una delle parti di cui è suddiviso il territorio nazionale senza avere organi intermedi tra loro e lo stato centrale. Lo stato italiano è suddiviso in regioni: una città stato in Italia è una città con lo status di regione. A differenza dei principali paesi europei, allo stato attuale l’Italia non ha nessuna città stato ma solo città metropolitane che rappresentano un organo intermedio tra la regione e il comune.
Eppure la nostra Costituzione consente la possibilità a Milano di acquisire lo status di regione.

MODELLI INTERNAZIONALI

Milano potrebbe diventare una città regione (“Regione di Milano”) seguendo i più diffusi
modelli amministrativi esistenti a livello internazionale. Sono città-stato o città regione, città come Madrid, Berlino, Amburgo, Brema, Vienna, Bruxelles, Londra, Buenos Aires, Hong Kong, Città del Messico, Budapest, Mosca, San Pietroburgo o le città cantone della Svizzera.
Unica eccezione al modello di autonomia regionale è quello di Parigi che ha un’autonomia
dettata da leggi speciali.
L’ordinamento italiano consente di acquisire lo status di regione.

COME DIVENTARE REGIONE DI MILANO

Il principale riferimento è l’articolo 132 (parte II titolo V) della Costituzione italiana
che recita nel primo comma:

Si può con legge costituzionale, sentiti i Consigli regionali, disporre la fusione di Regioni
esistenti o la creazione di nuove Regioni con un minimo di un milione d’abitanti, quando
ne facciano richiesta tanti Consigli comunali che rappresentino almeno un terzo delle
popolazioni interessate, e la proposta sia approvata con referendum dalla maggioranza
delle popolazioni stesse
[cfr. XI].
Questo meccanismo attiverebbe una nuova regione, la regione “Milano”, attraverso una
richiesta dal basso fatta dai rappresentanti politici dei cittadini che dovrebbe essere
poi suggellata dalla volontà popolare. Vanno sentite le regioni, con parere obbligatorio ma
non vincolante, e deve prendere la forma di legge costituzionale. Quindi occorre che vi sia
intesa politica tra il governo locale della città e il parlamento nazionale.

Ottenuta l’autonomia ordinaria Milano può poi percorrere la strada prevista è dall’articolo 116 terzo comma, che consente alle regioni di ottenere forme speciali di autonomia
contrattandole con lo stato.
Ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, concernenti le materie di cui al terzo
comma dell’articolo 117 e le materie indicate dal secondo comma del medesimo articolo
alle lettere l), limitatamente all’organizzazione della giustizia di pace, n) e s), possono
essere attribuite ad altre Regioni, con legge dello Stato, su iniziativa della Regione
interessata, sentiti gli enti locali, nel rispetto dei princìpi di cui all’articolo 119. La legge
è approvata dalle Camere a maggioranza assoluta dei componenti, sulla base di intesa
fra lo Stato e la Regione interessata.
Si può ipotizzare che Milano dopo aver ottenuto lo status di regione potrebbe richiedere
questa forma di autonomia singolarmente o in modo congiunto con la regione Lombardia.

I PRINCIPALI VANTAGGI A DIVENTARE REGIONE DI MILANO (INVECE CHE OTTENERE L’AUTONOMIA CON LEGGI SPECIALI)

Rispetto alla situazione attuale, i vantaggi principali sono quelli di avere più competenze a livello cittadino. Al momento le principali decisioni sul territorio cittadino sono di competenza del Governo centrale che decide non solo il budget da assegnare alla città metropolitana di Milano ma anche come questo budget deve esser suddiviso tra le diverse spese. Milano deve passare attraverso lo stato per qualunque decisione riguardante una modifica territoriale che impatti sulla Sovrintendenza (che dipende dal Ministero), quindi sia che riguardi la riapertura dei Navigli che la ristrutturazione di un palazzo o l’apertura di un parco. Tutto questo invece potrebbe essere deciso in autonomia.
Anche sulle politiche del lavoro o di interventi sul bilancio Milano non ha alcuna autonomia
rispetto allo stato. Anzi, ha la stessa identica autonomia di qualunque altro comune d’Italia,
piccolo o grande, nonostante che Milano produca oltre il 10% del PIL nazionale. Diventare città regione significa anche poter avere competenze che ora sono assegnate alla Lombardia, come la gestione dei fondi europei, la promozione del territorio, l’istruzione o la sanità.
Rispetto all’ipotesi della legge speciale, il principale vantaggio è che diventare città regione
significa un intervento strutturale non modificabile nel medio termine da parte del governo.
Una volta diventata regione Milano non ha più bisogno di chiedere allo Stato nulla che non sia previsto dalla legge e dalla Costituzione.
La legge speciale invece comporta una decisione del governo e del parlamento che potrebbe risultare anche transitoria, in caso di cambio di governo o di strategia politica. Significa pertanto un modo per essere sempre dipendente dalla decisioni del governo centrale che in qualunque momento può intervenire a modificare o anche eliminare l’autonomia speciale con una semplice azione governativa.

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ANDREA ZOPPOLATO

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