🔴 I GREEN PASS: la proposta della Commissione europea e i molti nodi da sciogliere

Quali sono i pro e i contro dei passaporti vaccinali?

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La Commissione Europea ha dato ieri il via libera alla proposta dei Green Pass, passaporti vaccinali che permetterebbe ai cittadini europei, in possesso di alcuni requisiti, di tornare a viaggiare liberamente. Molti Paesi si sono dimostrati favorevoli ed altri hanno già iniziato a rilasciare alla popolazione vaccinata un certificato che ne attesta la somministrazione. Ma sono anche molti i nodi ancora da sciogliere, l’iniziativa infatti potrebbe incontrare diversi ostacoli. Scopriamo quindi quali sono i pro e i contro dei passaporti vaccinali.

I GREEN PASS: la proposta della Commissione europea e i molti nodi da sciogliere

# Che cosa sono i passaporti vaccinali?

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Per prima cosa, è bene chiarire che cosa si intende quando si parla di “passaporto vaccinale”, “Green Pass” o “Certificato verde digitale”. Si tratta di un documento sanitario, cartaceo o digitale, comune a tutti gli Stati Membri che servirà ad attestare tre diverse “certificazioni”: il certificato di avvenuta vaccinazione, il certificato di tampone effettuato e con esito negativo oppure un certificato medico di attestata guarigione da Covid-19 negli ultimi 180 giorni.  


Questo certificato potrebbe entrare in vigore quest’estate quando, secondo i piani UE, il 70% della popolazione adulta avrà ricevuto il vaccino, in modo da ripristinare viaggi e turismo in tempo per le vacanze estive.

La proposta però sta ancora prendendo forma e deve passare attraverso un processo di approvazione che coinvolgerà il Parlamento ed il Consiglio Europeo.

# Verso una mobilità internazionale più libera

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Il passaporto vaccinale europeo non nasce come documento obbligatorio ed il suo scopo non è quello di imporre il vaccino. Il suo obiettivo è quello di facilitare gli spostamenti internazionali ed esentare chi ne sarà in possesso dalle restrizioni che i singoli stati impongono ai viaggiatori, come per esempio quarantena e tamponi obbligatori. Questo significa che tutti coloro che, per qualsiasi motivo, non saranno in possesso del Green Pass, potranno comunque viaggiare, ma saranno costretti a rispettare le varie limitazioni.



Lo scopo è quindi quello di dare una spinta al turismo, settore tra i più colpiti dalla pandemia. Il passaporto vaccinale andrebbe soprattutto a beneficio di quei Paesi la cui economia si basa su turisti e viaggiatori, come Grecia, Spagna e Italia.

Il Green Pass sembra essere quindi l’unico strumento in grado di ripristinare la mobilità europea e di gestire in modo più semplice gli spostamenti internazionali. Per questo motivo molti Stati, come Grecia, Croazia, Danimarca si sono dimostrati favorevoli ed altri, come Islanda e Cipro, hanno già iniziato a distribuire ai propri cittadini i certificati.

# L’ostacolo sanitario: il vaccino non blocca totalmente il contagio

Non tutti però sembrano essere così favorevoli al Certificato verde e sono in realtà molti i nodi ancora da sciogliere.

Il primo ha base scientifica. Il passaporto vaccinale si basa sull’ipotesi che le persone vaccinate non siano più contagiose, anche se vengono a contatto con il Virus. Finora però non ci sono certezze su questa capacità dei vaccini che, anche se bloccano i sintomi della malattia, non ne impediscono completamente la trasmissione. La giustificazione scientifica alla base della proposta sembra quindi venir messa in discussione, tanto che il Centro Europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie si è dichiarato contrario. La direttrice del Centro, Andrea Ammon, ha dichiarato: “Abbiamo indicazioni che se una persona vaccinata viene infettata dal Coronavirus è contagiosa a un livello inferiore, quindi c’è apparentemente una riduzione nella trasmissione, ma non sappiamo fino a che punto”.

# Gli ostacoli giuridici: la difficoltà di accesso ai vaccini e il trattamento dei dati personali

Ci sono però anche altri ostacoli, di tipo giuridico, sulla strada del passaporto vaccinale. Le disuguaglianze nelle campagne vaccinali e la difficoltà di accesso al vaccino possono creare un effetto escludente e di disuguaglianza tra i cittadini dell’Unione. In merito a questo alcune perplessità arrivano anche dall’Italia, Assoturismo Roma Confesercenti esprime infatti seri dubbi a fronte delle poche vaccinazione che vengono realmente effettuate. Il documento apparirebbe quindi discriminante per chi non ha ricevuto il vaccino, non può o non vuole farlo.

Altro tipo di rischio sarebbe poi quello legato alla privacy dei dati personali. Il Garante per la protezione dei dati personali ha dichiarato che le informazioni relative allo stato vaccinale sono particolarmente delicate e un loro trattamento non corretto potrebbe determinare conseguenze gravissime. I problemi di sicurezza e la possibile presenza di certificati falsi, come era successo nel caso dei tamponi molecolari, sono sicuramente alcuni elementi da non sottovalutare e che necessitano di una completa regolamentazione.

Insomma, la strada verso il passaporto vaccinale è ancora lunga, ma soprattutto ripida e ricca di ostacoli. Nelle prossime settimane vedremo se questa proposta passerà e diventerà ufficialmente attiva per la tanto attesa estate 2021.

Fonti:internazionale.it , money.it

Continua a leggere: La UE vuole il PASSAPORTO VACCINALE, il garante della privacy dice NO. E tu? (Vota il sondaggio) 

CHIARA BARONE

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