La BAMBINA con le ali di FARFALLA: l’opera simbolo della nuova Berlino parla VENEZIANO

«In futuro pensiamo di realizzare murales virtuali solo attraverso la realtà aumentata»


Dopo la caduta del muro di Berlino, la parte Est della città è diventata il fulcro della vita notturna berlinese. Pochi sanno che uno dei protagonisti della scena artistica proviene dal Veneto. E sta lavorando a un progetto che potrebbe rivoluzionare la street art mondiale. 

La BAMBINA con le ali di FARFALLA: l’opera simbolo della nuova Berlino parla VENEZIANO

Fino all’arrivo del Covid, nei quartieri di Kreuzberg e di Friedrichshain, una elevata concentrazione di locali notturni, bar e punti di ristorazione a basso costo rendevano la città molto viva. 


Per gli amanti della street art Berlino è un paradiso e questi due quartieri ne rappresentano il punto più alto con opere dei più grandi artisti del settore.

Infatti, questi quartieri si sono affermati nel tempo anche, e soprattutto, grazie a un cospicuo numero di artisti provenienti da tutto il mondo, che hanno trovato nell’area dell’ex Berlino Est la loro dimora preferita.

# L’artista: Michele Tombolini

Oggi vi parlo di uno di loro, Michele Tombolini. Veneziano, classe ’63.



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Credits: @michele_tombolini (IG)

Le sue opere spaziano dalla realizzazione di installazioni allo street art, passando per la performance. La cronaca sociale è ciò di cui si nutre per trarre spunto per le sue opere. Le tematiche che affronta sono forti ed attuali: la povertà, i migranti e la prostituzione minorile. Michele infatti, da tempo, collabora anche con la ECPAT (End Child Prostitution, Child Pornography and Trafficking of Children for Sexual Purposes), una Onlus internazionale che lotta contro il turismo sessuale, la prostituzione e la pornografia a danno dei minori.

Michele vive ancora a Venezia, ma ha trascorso il biennio 2015-2017 proprio a Berlino.

In questo periodo ha scelto la facciata di un bel palazzo al civico 36 di Krossener Strasse, nel bel mezzo di Friedrichshain, per la sua opera Butterfly.

# Butterfly: Il progetto

 

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Credits: @patrick_albertini_photography (IG) – Butterfly, Michele Tombolini

«Una bambina con le ali azzurre ed una croce sulle labbra, emblema delle violenze, domestiche e non, subite da giovanissimi che vorrebbero solo volare con la fantasia e vivere l’infanzia». Proprio accanto all’opera sorge una scuola. «È stata una scelta voluta, in questo luogo l’opera acquista un senso ancora maggiore», racconta Michele. 

L’immagine fa parte del progetto internazionale “Indelible Marks – Contro l’abuso dei minori”. L’opera è stata montata in maniera definitiva in pvt il 28 settembre 2015.

# L’incontro con la realtà aumentata

«Anche se di definitivo, quando si parla di Urban Art, c’è ben poco. Tutto è temporaneo ed è per questo che più che murales io definisco Butterfly un Temporary Work, per quanto aggirato da una soluzione che d’ora in poi espanderemo in tutto il mondo, quello della realtà aumentata», sentenzia Michele.

L’idea di base è che la facciata del palazzo di Butterfly, se viene inquadrata con uno smartphone o tablet, lascia spazio a una serie di animazioni collegate al tema della violenza sui minori. E’ stata anche un’app ad hoc (Experenti), scaricabile gratuitamente sui principali app store. L’app, sviluppata nel padovano, permette di vedere la bambina con le ali azzurre scomparire nel muro e lasciare spazio a storie e video. E si tratta solo di una delle possibilità della realtà virtuale elaborata per questo murales.

L’intenzione di Michele è chiara: «In futuro pensiamo anche di realizzare murales virtuali solo attraverso la realtà aumentata. Ci saranno dei pannelli sui palazzi che sono stati selezionati per le opere e chiunque potrà puntarci sopra il proprio smartphone o tablet».

Continua la lettura con: A BRESCIA una STREET ART da brividi: Aut Aut nella top 50 dei murales più BELLI al mondo

LUCIO BARDELLE

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