3 IDEE per MILANO, se avesse l’autonomia delle città stato INTERNAZIONALI

Se Milano avesse le risorse economiche e l'autonomia di una città stato, queste sarebbero 3 idee che vorrei realizzare.

Credits: www.thecornermilano.it

Se Milano avesse le risorse economiche e l’autonomia di una città stato, queste sarebbero 3 idee che vorrei realizzare.

3 IDEE per MILANO, se avesse l’autonomia delle città stato INTERNAZIONALI

Tre idee pratiche per la Milano che vorrei:

#1 Una cultura pluridisciplinare per muoversi in mondo nuovo e più complesso

Credits: culturaeculture.it

L’unione fa la forza… in questo caso cultura. Oggigiorno è sempre più importante possedere una cultura pluridisciplinare, non solo perché questa ci permette di possedere gli strumenti e le risorse per comprendere, decifrare e rielaborare criticamente la quantità di informazioni con cui giornalmente veniamo in contatto, ma anche perché la conoscenza di vari ambiti permette di rispondere alla complessità che il mondo del lavoro oggi richiede per affermassi.

Se oggi tornassi studente di architettura al Politecnico mi piacerebbe avere la possibilità di partecipare a corsi di economia in Bocconi, di marketing in Cattolica, di arte a Brera e di biotecnologie in Bicocca. Usufruire quindi di una convenzione fra le eccellenti università di Milano, che permetta di muoversi liberamente fra i vari Atenei, e permetta di creare un’offerta formativa unica al mondo per qualità ed eterogeneità. Oltre a questo, e più importante, questa convenzione permetterà di formare le menti di giovani ragazzi che, terminati gli studi, potranno ambire ad iniziare il loro personale percorso lavorativo che metterà a frutto le loro caratteristiche personali.

#2 Implementare i “quartieri dei 20 minuti” per evitare il progressivo svuotamento della città

La pandemia ha accelerato il processo di digitalizzazione e remotizzazione delle nostre vite. Non si sente più solo parlare di smart-working e di lavoro da remoto… molte aziende si stanno riorganizzando oggi per la fase post pandemia per lasciare ai loro dipendenti l’autonomia per scegliere di recarsi o meno in sede. Questo cambio nella routine lavorativa giornaliera sta a significare principalmente due aspetti. Il primo è che le città, coi loro enormi edifici adibiti ad uffici che attraevano ogni giorno migliaia di lavoratori si svuoteranno. Il secondo è che i lavoratori, svincolati dall’epicentro geografico della sede lavorativa potranno scegliere di abitare dove preferiranno.

È per questo che nel futuro di Milano si pone una grande sfida: se non sarà capace di incrementare la qualità di vita offerta per attirare cittadini, vedrà un progressivo svuotamento, con conseguente impoverimento. Un modo per attirare cittadini attivi, è quello di implementare la già conosciuta idea dei “quartieri dei 20 minuti”. Questa strategia però permette al massimo di non vedere decrescere il numero di persone che vivono a Milano. Per incrementarle è necessario ed urgente avviare un piano di sviluppo e riqualificazione edilizio sostenibile e convenzionato. Il patrimonio edilizio milanese è contemporaneamente vecchio, inefficiente ed eccessivamente costoso se rapportato al livello degli stipendi. Avviare un piano che da un lato riqualifichi esteticamente ed energeticamente i nostri edifici milanesi, che si basi sul risanamento dell’esistente e non sulla demolizione/costruzione permetterà un accesso più facilitato alla residenza risolvendo un problema oggi sottovalutato: quello del deflusso verso l’hinterland per necessità economica, e non per scelta.

#3 Addio al capitalismo: bisogna puntare sulla crypto economy

credit: masterdc.com

Ringraziare ed abbandonare il capitalismo ed il consumismo che ci stanno portando alla catastrofe ecologica. Siamo cresciuti con il mantra Tacheriano “there is no alternative”, ed era vero… per molti anni non c’era effettivamente un’alternativa al capitalismo. La carenza si presentava a vari livelli: culturale, economico e sociale. Combattere il capitalismo era solo una vana opera di negazione, di auto esilio, in un universo di privazioni, dove prima o poi si finiva per ritornare preda dello sfavillante ed accattivante mondo consumistico. Oggi fortunatamente esiste l’alternativa che stavamo tutti aspettando: la bitcoin economy. Ovvero un’economia basata sul bitcoin e sul mondo delle cryptovalute! Questo mondo che nasce dagli eccessi sregolati della crisi finanziaria del 2008 è infinitamente altro rispetto alla narrazione mainstream di avida speculazione che i media tradizionali ci presentano. Il Bitcoin rappresenta una rinascita filosofica e culturale basata sull’individuo, sulla sua autonomia e il suo benessere, contro il pragmatismo e gli interessi delle grandi corporazioni, stati o banche o multinazionali o fondi di investimento che siano. Milano dovrebbe scoprire e puntare totalmente su questo nuovo trend che sarà il fondamento della società di domani. Cogliere per tempo questo cambiamento oltre a posizionarla all’avanguardia tecnologica ed economica, avvantaggiandola su tutte le altre città del mondo, rappresenterebbe anche un grande vantaggio per i Milanesi che potrebbero sperimentare per primi una nuova congiuntura sociale più umana e vicina a quei valori di cui oggi si avverte la mancanza.

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FEDERICO POZZOLI

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