Un trasporto pubblico DA FAVOLA a Milano Città Stato

L’autonomia della Città Metropolitana di Milano porterebbe in dote risorse per realizzare un sistema di trasporti capillare in tempi rapidi, senza l’aiuto dello Stato, per competere con i migliori al mondo

autonomia trasporto pubblico
Credits: motorbox.com

Milano vedrà entro il 2023 l’inaugurazione completa della linea M4 Linate-San Cristoforo, che rimarrà entro i confini urbani, mentre sono in studio di fattibilità le relative estensioni ad est per Segrate e ad ovest per Trezzano sul naviglio con orizzonte: 2030.

Quindi prima di dieci anni, se tutto andasse liscio, i comuni dell’hinterland posti alle due estremità della linea non avranno un collegamento veloce con il centro città.

Identico esempio per il prolungamento della linea M5 verso Monza: se i tempi saranno rispettati sarà utilizzabile dal 2027.

QUAL È IL PROBLEMA PRINCIPALE?

Come spesso accade è la mancanza di risorse finanziarie utili ad elaborare gli studi di fattibilità e le successive fasi di progettazione, nonché ovviamente a coprire il costo più impattante che riguarda la realizzazione dell’infrastruttura trasportistica.

Infatti in entrambi casi sopra citati, ovvero per la linea M4 e il prolungamento M5 (così come quasi per tutte le altre infrastrutture), tocca allo Stato fare la parte del leone a seguito di valutazione positiva del progetto e stanziamento di risorse da parte del CIPE ( Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica), nell’ordine del 60-70% del costo totale dell‘opera, mentre alla Regione e Comune, in quest’ordine, spetta il residuo.

È SOLO QUESTO L’OSTACOLO AD UN TRASPORTO PUBBLICO STELLARE?

Il secondo aspetto, che si lega indissolubilmente al primo, è quello relativo alle competenze e funzioni attribuite ad un ente territoriale, al fine di sviluppare efficacemente la propria azione governativa e rispondere celermente alle esigenze dei suoi cittadini.

Nella condizione attuale né la Città Metropolitana né il Comune di Milano sono in grado di operare in libertà e soprattutto non sono funzionali l’una all’altra; il Comune di Milano si occupa sempre di fare da regista su un territorio che riguarda anche la Città Metropolitana, che non ha risorse, senza averne i poteri di gestione.

 

COSA CAMBIEREBBE CON L’AUTONOMIA

 

#1 FUNZIONI E COMPETENZE

La Città Metropolitana di Milano trasformata in Città Stato/Regione avrebbe tutte le competenze e funzioni fondamentali per agire nello sviluppo di tutta la mobilità, dell’area comprendente tutti i comuni interessati, in maniera organica nell’ottica del beneficio collettivo di tutto i cittadini.

Questa azione diretta su un’area così vasta consentirebbe di procedere spediti con tutto il programma di mobilità previsto, aprendo comunque alle osservazioni dei cittadini dei comuni interessati alle opere, senza il rischio di vedere allungati i tempi di realizzazione a causa di poteri limitati.

 

#2 RISORSE FINANZIARIE

Il tema delle risorse entra in gioco successivamente all’avvallo di un progetto: in caso di autonomia Milano riuscirebbe a realizzare infrastrutture di mobilità senza richiedere fondi e approvazioni di spesa da enti esterni, riducendo sia i rischi di mancata realizzazione delle opere che i tempi dall’approvazione alla messa in funzione.

#3 SOGNARE È POSSIBILE?

  • Una Circle-Line sul percorso delle tangenziali?
  • Un Hyperloop chi ci porti da un estremo all’altro della città in 2 minuti?
  • Metropolitane che colleghino tutta l’area metropolitana?
  • Tunnel per ciclisti, pedoni o auto a guida autonoma?

Un esempio concreto può rendere più di mille parole: se Milano fosse come Madrid, che trattiene il 50% delle imposte locali, potrebbe realizzare 5 linee metropolitane… OGNI ANNO!

L’autonomia è lo strumento per avere il migliore sistema di trasporti possibile e realizzare altri sogni oggi preclusi a Milano.

FABIO MARCOMIN

 

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