La PORTA per gli INFERI si trova in Italia. E sembra che si stia riaprendo

Secoli di mistero avvolgono le sue acque e da poco si sono tinte di rosso, sarà forse l'accesso all'inferno?

credits: IG @peppnapp

Virgilio e Dante avevano trovato qui la porta degli inferi e prima di loro tra le sue sponde si disputò la leggendaria guerra di Zeus contro i Titani. Secoli di mistero avvolgono le acque di questo lago che da poco si sono tinte di rosso rendendolo ancora più inquietante. Gli antichi avevano forse ragione?

La PORTA per gli INFERI si trova in Italia. E sembra che si stia riaprendo

# Un’oasi naturalistica tormentata dal mistero

credits: IG @fusyollarda

Incastonato in un cratere di un vulcano ormai spento, c’è un bacino d’acqua dall’origine antichissima: il lago d’Averno. Situato nel comune di Pozzuoli, tra la frazione di Lucrino e il sito archeologico di Cuma, è considerato il più suggestivo dei cinque laghi dell’area flegrea.


Ad oggi è un’oasi naturalistica ricca di fascino, ma un tempo il paesaggio era diverso. Le sue acque da secoli sono intrise di storie e leggende ed è noto a tutti per essere il protagonista di una delle domande più tormentate della storia: l’inferno esiste?

# Perfino gli uccelli si tengono alla larga 

lago d'Averno
credits: facebook Dario Grande

È proprio sulle sponde d’Averno che personaggi illustri giurano di aver trovato le porte dell’inferno. All’epoca fumi densi e nauseabondi si innalzavano dalle sue rive e le colline intorno erano ricoperte di un bosco fitto di alberi scuri. Le esalazioni sulfuree che scaturivano dal lago impedivano la vita agli animali. Ed è proprio per la sua natura insolita, per l’epoca misteriosa, che gli venne dato questo nome: “Averno” dal greco “a-ornis” che vuol dire luogo senza uccelli.

# Gli antichi posero qui l’ingresso al Regno dei Morti

La natura inquieta e il continuo movimento della terra che circondava le acque del lago suggestionò gli antichi, tanto che qui vi posero l’ingresso dell’Ade, il regno dei morti. Sulla sua riva Odisseo venne ad incontrare l’indovino TiresiaEnea rivide il padre Anchise e Orfeo provò ad incantare con la sua musica Plutone, per riavere la sua amata Euridice. Sempre qui, in tempi ancora più remoti, le sue acque furono teatro dello scontro fra Zeus e i temibili Titani.



# L’inquietante cambio di colore: la porta degli inferi si sta riaprendo?

lago d'Averno
credits: IG @dom.g_89

E dopo Virgilio che descrisse queste acque nel sesto libro dell’Eneide, nel lago d’Averno perfino Dante vi trovò l’accesso agli inferi. Nella sua Divina Commedia ne parlò al punto tale che molti esperti avevano suggerito che quella selva oscura facesse riferimento alla vegetazione che circonda l’area.

Sono molti i quesiti che rimangono senza risposta, ma che sia mito o realtà non sembra importare ai turisti che, incuriositi da questo velo di mistero, ogni anno visitano le rive d’Averno. Ma quest’anno a rendere la leggenda ancora più coinvolgente ci pensa la natura. Il lago si è tinto di un rosso fiammeggiante. Un caso o la porta degli inferi si sta davvero aprendo?

# Una visione più incantevole che infernale

credits: copernicus

Ma sebbene il collegamento con le antiche leggende sia singolare, purtroppo, per i superstiziosi, la colorazione caratteristica rosso rubino del lago d’Averno non ha nulla a che vedere con l’inferno e le sue anime perdute.

È la natura ad averci messo lo zampino e il perché lo specchio d’acqua abbia assunto questa tinta è ormai cosa nota. Lo spiega l’Agenzia campana per l’ambiente Arpac: a causarlo è la fioritura stagionale di alghe color rosso bruno. Queste, sostenute dal cianobatterio Planktothrix rubescens, proliferano all’interno delle acque del lago e fioriscono nei periodi più freddi o in concomitanza di temperature fredde notturne. Proprio durante il mese di aprile i cianobatteri sono risaliti in superficie facendo diventare il lago una macchia rossa ben visibile anche dai satelliti dell’Agenzia spaziale europea.

Una visione che incanta e suggestiona e che rende il lago d’Averno ancora più peculiare. Le sue foto stanno facendo il giro del mondo e, grazie alle sue acque, oltre a ricordare antiche storie sepolte, oggi il lago del mistero si candida anche alla ristretta cerchia dei laghi colorati del pianeta.  

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SARA FERRI

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Laureanda in scienze psicosociali della comunicazione all’università Milano-Bicocca. Nutro da sempre un forte interesse per la psicologia, la filosofia e tutto ciò che riguarda la società. Sento il bisogno costante di comunicare, di scoprire nuove realtà e sono alla continua ricerca della bellezza collaterale. Per questo cerco di sperimentare ogni forma di espressione artistica, suono il basso in una band e amo viaggiare. Credo nella continua evoluzione e nel cambiamento e spero un giorno di poter contribuire a migliorare la vita delle persone anche attraverso la scrittura.