ALBEROBELLO, la città dei trulli: le 7 ATTRAZIONI UNICHE al MONDO

Scopriamo 7 cose che si possono trovare solo qui

Credits Giulia Gasperini-unsplash - Rione Monti Alberobello

Alberobello è conosciuta in tutto il mondo per i suoi caratteristici trulli, modello costruttivo di architettura spontanea, dal 1996 sono Patrimonio mondiale dell’umanità dall’UNESCO. Non lontano dalla Valle d’Itria e dalle colline della Murgia, nel sud della Puglia, questo paesino di poco meno di 11.000 abitanti lascia tutti a bocca aperta con la sua distesa di abitazioni dai tetti a cono sovrastati da pinnacoli.

Scopriamo 7 cose che si possono trovare solo qui.


ALBEROBELLO, la città dei trulli: le 7 ATTRAZIONI UNICHE al MONDO

#1 Casa D’Amore, la prima costruzione permanente del paese

@giulia_buenaonda IG – Casa d’Amore

Casa D’Amore è la prima costruzione permanente del paese, il primo edificio realizzato con l’utilizzo della malta e terminato in un anno particolare: il 1797. In quella data infatti ad Alberobello, all’epoca un villaggio di soli trulli, venne conferito il titolo di “città regia” dal re Ferdinando IV di Borbone.  

#2 Il Rione Aia Piccola, il nucleo abitativo più autentico

@chiariapil IG – Riona Aia Piccola

Il Rione Aia Piccola rappresenta il nucleo abitativo più autentico di Alberobello, ideale per una passeggiata fuori dal tempo con piazzette, vicoli ciechi e trulli di varia foggia e dimensioni che creano qui scorci davvero unici. Ci sono circa 400 trulli e nessun negozietto di souvenir. Il nome aia piccola deriva dalla presenza di una piccola aia, in contrapposizione ad una grande nella vicina piazza delle Erbe, e richiama l’antica usanza dei contadini di battere pubblicamente il grano.

#3 La leggenda del “Trullo Siamese”

@primadeltramonto IG – Trullo siamese

Una delle strutture più originali è sicuramento il trullo doppio, conosciuto come “Trullo Siamese”, con due ingressi, uno per ogni trullo, affacciati su due strade differenti. L’originalità di questo trullo sta soprattutto nel fatto che le stanze erano precedentemente comunicanti attraverso una porta. Dietro questo particolare abitazione si cela una leggenda, che simboleggia la storia di amore e odio che travolse due fratelli nel lontano 1400, a causa di una donna promessa sposa del fratello maggiore che si invaghì di quello minore.



#4 S. Antonio da Padova, l’unica chiesa trullo nel mondo

@jacopo_18 IG – Chiesa S. Antonio da Padova Alberobello

Un’altra attrazione da non perdere è la chiesa di S. Antonio da Padova, la cui particolarità è il fatto di essere l’unica chiesa nel mondo fatta a trullo. Relativamente recente rispetto ai trulli, è stata inaugurata nel 1927 e si raggiunge passeggiando in salita fra i trulli del Rione Monti. 

#5 Rione Monti, il fashion district di Alberobello

@Giulia Gasperini-unsplash – Rione Monti Alberobello

Il Rione Monti, la zona di trulli più estesa con circa 1000 esemplari, è il più conosciuto di Alberobello. Formato da caratteristiche stradine parallele, tutte in salita e che portano sulla cima del “monte”, dove si trova la chiesa a trullo, è la zona dello “shopping” locale dove si possono acquistare i souvenir del paese. Qui infatti si trovano laboratori estemporanei che mostrano come si lavora la pietra per realizzare i trulletti o il ricamo dei canovacci tradizionali.

#6 Il belvedere con lo skyline di trulli

@Samueles -pixabay – Skyline trulli

Dal belvedere adiacente alla chiesetta di Santa Lucia, in Piazza San Girolamo II D’Acquaviva D’Aragona, è possibile ammirare uno skyline unico nel suo genere: centinaia di coni con i pinnacoli dei trulli che svettano tra le viuzze.

#7 Il “Re dei Trulli”

@algon_algone IG – Trullo Sovrano

Il Trullo Sovrano è il re dei trulli, il più grande nucleo abitativo realizzato ad Alberobello. Tra i primi ad essere costruito con la malta, presenta due piani divisi da una scala in muratura invece che in legno come i più comuni trulli con soppalco. La parte originale è l’ala sinistra, costruita agli inizi del 1600, la parte restante è stata realizzata nella prima metà del 1700 per conto della famiglia benestante del sacerdote Cataldo Perta che la utilizzò come dimora. Oggi è una casa museo dove si può scoprire come si svolgeva la vita di una volta nel paese.

 

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FABIO MARCOMIN

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