Le prime 5 COSE di MILANO che vengono IN MENTE a un non milanese

Quali sono le prime cinque cose che un non milanese pensa del capoluogo meneghino?

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credits: @photophonico IG

L’opinione italiana su Milano è decisamente migliorata negli anni, anche se il Covid e la gestione lombarda della crisi hanno un po’ offuscato la percentuale di risalita. Siamo soliti vivere di luoghi comuni e leggende metropolitane sulle città che non conosciamo, e anche il capoluogo meneghino non è risparmiato. Ecco le prime cose che un non milanese pensa, passando per Milano o dovendosi trasferire qui per lavoro?

Le prime 5 COSE di MILANO che vengono IN MENTE a un non milanese

#1 La nebbia

credits: tibyk6406 IG

È indubbiamente un retaggio un po’ anni’80, i tempi da allora sono cambiati non poco e neppure il clima è da meno, probabilmente a causa del riscaldamento globale che ha innalzato le temperature un po’ ovunque. Sta di fatto che il “avete solo la nebbia”, un tempo appannaggio di cori da stadio, è sbarcato e si è diffuso capillarmente in tutto il territorio italiano, anche nelle regioni limitrofe alla Lombardia. Una sciocchezza comprovata dai fatti: la Milano nebbiosa che avvolgeva i meridionali trasferitisi qui per lavoro è ormai un lontano e remoto ricordo e, quando ve n’è ancora, si concentra soprattutto nelle zone poco edificate dei comuni limitrofi alle grandi città. Con buona pace degli sfottò del Centro Italia e dei nostri vicini qui al Nord, come se poi a Torino o Venezia ci fosse meno nebbia che a Milano.

#2 Si mangia male

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Fra le tante fesserie che girano nel belpaese. Il cuore pulsante delle passioni italiane risiede stabile in cucina, da dove si diffondono come tentacoli tradizioni, usanze e costumi che hanno milioni di forme, agli antipodi da un comune all’altro, figurarsi fra province e regioni. Il campanilismo culinario c’è sempre stato. Al Centro Sud ci si vanta di avere piatti migliori, ma forse perché il carattere degli italiani lì è mediamente più propenso a decantare le proprie ricette rispetto al Nord, dove la cucina è ricchissima, solo inevitabilmente diversa, anche per questioni stagionali/metereologiche.

Certo, al cuor non si comanda e allo stomaco neppure. Ognuno ha le proprie preferenze, ma siamo proprio sicuri che uno spaghetto alle vongole sia più nobile d’un piatto di brasato con polenta?

#3 La moda e lo shopping

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Caposaldo inossidabile del pensare nostrano: il fashion. Le boutique d’alta moda e il connubio con il mondo dello shopping (nonché delle nuove forme social di promozione brand di moda e affini, che non esistevano trent’anni or sono) è vivo e vegeto per i quartieri di Milano, e sta crescendo a una velocità pazzesca.

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E su questo, non c’è pandemia che tenga. Milano è, e resterà, la capitale italiana e internazionale della moda, e in Italia, questo, lo sanno bene dappertutto. Anche chi non ci è mai stato.

#4 I soldi

credits: pepperjess_

A braccetto con la moda c’è il mondo del business, da sempre il braccio forte di Milano. Il dito di Cattelan in piazza Affari non ha fatto altro che aumentare la fama moderna della Borsa, la quale era già in auge nelle decadi precedenti, e non solo per l’immaginario collettivo legato agli Yuppies e della Milano di cui tanto abbiamo parlato. Milano è ancora la capitale italiana della finanza e del commercio, e questa etichetta resta salda nelle idee della stragrande maggioranza degli italiani.

#5 La nightlife

credits: disco_milan

Qui non possiamo che confermare tutto a occhi chiusi. La vita notturna di Milano è sempre stato uno dei motivi principali per i quali i giovani si trasferivano qui, a partire dagli studenti universitari fino alle fughe nei weekend di ragazzi provenienti da fuori, per trovare clubs e locali che in buona parte d’Italia non si trovano. Come a dire, non tutto ciò che si pensa è un luogo comune. Perché quando questa dannata situazione sarà alle spalle, la nightlife ripartirà col turbo, per bruciare in breve tutto il tempo perduto rimasta ferma ai paddock.

Ora tocca a voi. Diteci, cosa pensavate di Milano prima di trasferirvi qui? Era come ve l’aspettavate?

Continua la lettura con: Le 5 regole degli ANNI ’90 da ripristinare a Milano 

CARLO CHIODO

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Carlo Chiodo
Nasco a marzo del 1981. Milanese moderno, ostinato e sognatore, alla costante ricerca di una direzione eclettica di vita. Laurea in Lingue e Comunicazione, sono appassionato di storia contemporanea, amante del cinema e del surf da onda. Dopo il romanzo d'esordio (Testa Vado Croce Rimango, 2016) ho pubblicato con Giovane Holden edizioni una silloge di racconti (Diario di Bordo, 2020).