I SUPERMERCATI dei milanesi: PRIMATI e MISTERI di Carrefour ed Esselunga

Primati e storie meno edificanti legate ai due grandi punti di riferimento per i milanesi

credits: quifinanza.it

Durante il primo e temiamo non ultimo lockdown, si è aperta la sfida dei supermercati milanesi. Quelli che hanno gestito meglio le code, quelli con lo stock migliore, quelli con più sanificanti per i clienti e aspetti simili. A Milano, i maggiori marchi simbolo della grande distribuzione organizzata sono due: Carrefour ed Esselunga. Ambedue le aziende sono state responsabili, oltre naturalmente che di lodevoli iniziative, anche di storie più o meno inquietanti. Andiamo a vedere qualche aneddoto che pochi conoscono.

I SUPERMERCATI dei milanesi: PRIMATI e MISTERI di Carrefour ed Esselunga

# CARREFOUR: la multinazionale francese che ha fatto fortuna in Italia


La catena di discount nata nel 1959 in Francia ha trovato sviluppo in Italia dal 2009, prevalentemente nella zona centrosettentrionale del paese, mentre a partire dal 2013, dopo essere sbarcato in Sicilia, il marchio transalpino ha aperto in Puglia, Calabria e Basilicata. Nella sua rete globale comprensiva di marchi affiliati, conta 100mila dipendenti e 35 miliardi di euro di utile netto. Come tutte le grandi aziende, il curriculum di Carrefour è fatto di luci e ombre, una in particolare molto singolare nella sua drammaticità. Non molti sono a conoscenza, infatti, che il supermercato della ‘rotatoria’ è stato responsabile di un incredibile errore finito in tragedia.

# La promozione finita in tragedia: 3 morti e 30 feriti

Nel novembre del 2007, a Chongqing (Cina centro-meridionale), è stata presentata un’offerta di olio di colza in sconto per i festeggiamenti del decimo anniversario della prima apertura nel paese. La promozione ha riscosso grande aspettativa, e centinaia di cinesi si sono messi in fila dalle quattro del mattino per accaparrarsi uno sconto su un prodotto che, dall’inizio dell’anno, aveva subito rincari del 30%. All’apertura dei cancelli, diversi clienti sono finiti a terra e sono stati travolti e schiacciati dalla massa. Alla fine, si conteranno 3 morti e 30 feriti. E tutto per una bottiglia di 5 litri d’olio.

# ESSELUNGA: La S più famosa d’Italia 

credits: italiaatavola.net

Fondato da Bernardo Caprotti nel lontano 1957, in pieno boom economico, da un’idea di sviluppo del magnate americano Nelson Rockefeller, il supermercato con la S più famosa d’Italia ha rappresentato, per lungo tempo, l’unico riferimento milanese e poi italiano per la spesa degli italiani. A differenza dei concorrenti come, appunto, Carrefour e Coop, che puntano anche su centri vendita di dimensioni più ridotte ma diffusi in maniera più capillare, i supermercati Esselunga si trovano quasi esclusivamente in grandi città o nelle loro immediate vicinanze. Inoltre è presente quasi soltanto nel nord Italia: in particolare in Lombardia, Piemonte, Emilia, Toscana e nel Lazio a Roma ed Aprilia. Snocciolando qualche numero, Esselunga nel 2014 ha raggiunto il sedicesimo posto nella lista delle aziende italiane col maggior fatturato. 24mila dipendenti e quasi 300 milioni di euro di utile netto, le coordinate finanziarie (dati del 2018). Anche la S gigante, però, si porta dietro qualche controversia della quale, si sa, è difficile liberarsi, soprattutto quando sentenze a parte se ne impossessa il passaparola. Noi ovviamente non siamo qui per prendere posizione su chi avesse torto o ragione, ma i fatti sono indubbiamente curiosi e val la pena di riportarli.



# Quando a trarti in inganno è una tua dipendente

Una dipendente del punto vendita Esselunga di Viale Papiniano a Milano affermò, il 2 febbraio 2008, che le fosse stato impedito di recarsi al bagno per un intero turno di lavoro. Al termine del turno, recatasi in ospedale, le venne diagnosticata una cistite emorragica. Tornata al lavoro dichiarò d’essere stata aggredita da uno sconosciuto nei bagni del supermercato,  fece causa e i sindacati indissero uno sciopero. Pare poi che i clienti abituali solidarizzarono con i dipendenti, boicottando l’esercizio commerciale e stracciando le tessere fedeltà. Esselunga minacciò querele per il danno d’immagine subito  dando la propria versione dell’accaduto, e a novembre 2009 la vicenda venne archiviata dalla magistratura perché fu dichiarato, in sede giudiziale, che la donna mentì: decisiva fu la perizia dell’ex psichiatra nella quale venne dichiarata affetta da disturbi psichici, e l’archiviazione era stata richiesta a ottobre dallo stesso pubblico ministero. La dipendente fu anche colta in flagranza di reato dal personale di sorveglianza per aver sottratto alcune confezioni di alimentari. La donna avrebbe ammesso la propria responsabilità e la società di Caprotti, dopo aver presentato una denuncia-querela, la licenziò.

Continua la lettura con Il primo supermercato d’Italia venne aperto a Milano in viale Regina Giovanna

CARLO CHIODO

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