Dai Celti agli Scienziati: le MAPPE dell’espansione di Milano

Milano nasce tonda e cresce in ogni direzione

#1 I luoghi di Mediolanum Credits: storiadimilano.it

Milan col cœr in man è una delle frasi che meglio descrive la città della Madonnina.
Ma qual è esattamente il cuore di Milano? Sono le storie delle persone che l’hanno abitata e vissuta, amata e odiata. In una parola: plasmata.
Ebbene, le persone hanno propriamente forgiato Milano, conformazione conservata e immortalata nei secoli da alcuni tra i più grandi artisti, cartografi e innamorati della storia della città ambrosiana

Dai Celti agli Scienziati: le MAPPE dell’espansione di Milano

# 1 Milano e le sue strade, la nascita celtica e “i luoghi romani”

#1 I luoghi di Mediolanum Credits: storiadimilano.it

Milano nasce celtica. Lo testimoniano alcune tradizioni linguistiche ma, in particolar modo, la forma originaria della pianta urbana, un’anatomia tramandata per millenni.
L’oppido celtico della fondazione di Medelhan (così si chiama la precisa scelta dei Celti di costruire le loro città in forma ellittica), si può intravedere ancora intorno a Palazzo Marino e la Scala, nel solco curvilineo tracciato da alcune vie limitrofe.


Sono poi stati i romani ad espandere l’oppido celtico, creando i luoghi di Mediolanum con tutti gli elementi distintivi dell’urbe romana: il palazzo imperiale, il Circo e il teatro, l’ossessione romana per la porta che conduce a Roma e il Decumano.
Santa Tecla è la prima cattedrale, molte altre chiese importanti si trovano, in questa mappa, fuori dalle mura romane. L’orografia ricopre una parte fondamentale dei luoghi romani, come fiumi e canali impiegati per alimentare agricoltura, terme e vie di navigazione. Da allora i confini di Milano si sono ingranditi in ogni direzione.

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#2 Mappa del 1158 durante l’assedio del Barbarossa

#2 Milano nel 1158 Credits: Urbanfile Blog

La prima testimonianza di una Milano che non c’è più viene dalla ricostruzione mappale di una città cristallizzata durante l’assedio del Barbarossa; la mappa riporta l’anno di creazione 1158.
L’espansione di Milano si vede dalla doppia cerchia di mura, che presentano le sei porte storiche come ingressi alla città.
In corrispondenza dell’accesso occidentale, Porta Giovia, è “simulata” la bastionatura a forma di stella che rinforzerà il Castello dopo il Rinascimento.
Barbarossa e i suoi alleati avrebbero poi fatto breccia a Porta Tosa, entrando in città, sfollando i milanesi fuori dalle mura, per poi distruggere e saccheggiare ogni risorsa.
Placata la sua furia, torna a comandare il suo Impero, mentre i milanesi si organizzano intorno alle rovine per dargli una Sacra Ambrosiana Lezione di umiltà.



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# 3 Il canto d’amore di Bonvesin De La Riva e l’oggettività di Galvano Fiamma alla fine XIII secolo

#3 Galvano Fiamma Credits: Pinterest

Uomini contemporanei tra loro, Bonvesin de la Riva e Galvano Fiamma, con tutta probabilità si influenzano a vicenda tracciando due mappe della città di Milano, entrambe descritte o disegnate di forma circolare.
Oggettivamente parlando, quella di Galvano Fiamma segue un rigoroso criterio topografico: disegnata in doppia scala, una per l’interno delle mura e l’altra più piccola per riportare i luoghi esterni. Le due corone concentriche tracciano le mura: nella prima cerchia sono riportati i nomi delle porte, nella seconda i nomi delle pusterle.
Galvano Fiamma mette per la prima volta le distanze, espresse in “braccia milanesi”, arrivando a tradurre la lunghezza delle mura in 10.644 braccia.

Bonvesin de La Riva giunge alla misura finale di 10.141 braccia milanesi. Bonvesin è sicuramente meno rigoroso di Fiamma, scrive il suo “De Magnalibus Mediolani”, cioè le “Meraviglie di Milano”, per consegnare ai posteri una guida storica e turistica della città, nella quale desidera conservare per la storia alcune delle caratteristiche principali di Milano.
Il cantore raccoglie, iperbolizzandoli, tratti distintivi come l’istinto innato per la libertà, esortando al ripensamento delle grandi conquiste milanesi dell’Età Comunale, rivolgendosi ad alcuni protagonisti, chiamando in causa per la prima volta i milanesi.

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# 4 La Milano di Leonardo nel XV secolo come nel futuro

#4 Leonardo Credits: Milano Nei Secoli

Durante il suo soggiorno sforzesco, Leonardo traccia una mappa di Milano, sotto forma di schizzo nel suo Codice Atlantico.
Leonardo abbozza in grande sintesi, concentrandosi sui punti nevralgici della capitale del Ducato, diviso in due approfondimenti.
Il primo si concentra sulla pianta circolare delle mura romane, il secondo sulle mura medievali e sembrano appunti e schizzi per realizzare una futura pianta che purtroppo non è mai stata completata.

Sulla mappa di Leonardo è molto evidente la Cittadella oltre Porta Ticinese, poi S. Eustorgio e il suo laghetto che oggi è la Darsena, nonché una previsione sul futuro: Leonardo si dedica a Porta Nuova e Porta Orientale, come un uomo che dal futuro sia tornato nel Rinascimento per indicare le future zone di tendenza di Milano.
Le mura esterne della città, misurate da Leonardo, assommano a 9.147 braccia milanesi, poi corrette in 9.177. Il “buco” in corrispondenza della Porta Orientale e Porta Romana, può essere interpretato come funzionale a questa correzione.

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# 5 Lafrery e la comparsa della Tenaglia 1560-1570

#5 Lafrery Credits: Repertorio di Milano, Raccolta Bertarelli

Una delle più intriganti mappe di Milano è sicuramente quella redatta da Antoine Du Perac Lafrery, pubblicata nel 1570 ma probabilmente risalente a 10 anni prima, che riporta a noi la presenza di un rinforzo delle mura la cui esistenza è leggendaria: la Tenaglia.
Durante la realizzazione della bastionatura voluta dagli Spagnoli, i rinforzi avrebbero dovuto proteggere sia la città che il Castello, grazie alla realizzazione di mura e baluardi che avrebbero conferito, alla fortezza, la forma di una stella.

Prima di completare tutti i baluardi, si è cercato di proteggere il Castello e la sua corte attraverso la realizzazione di un sotterfugio, la cosiddetta Tenaglia.
Altro non era che non una finta porta di ingresso al castello, un doppione di Porta Giovia, ma che nella realtà era una formidabile trappola in cui far cadere i nemici.
La Tenaglia si estendeva a Nord, verso il Borgo degli Ortolani, laddove oggi si trova per l’appunto la Via di Porta Tenaglia.

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# 6 La prima vera mappa in scala milanese, G.B. Clerici 1580

#5 GB Clerici
Credits: Repertorio di Milano, Raccolta Bertarell

Giovan Battista Clerici è il cartografo che fa fare salti di qualità alle mappe di Milano, consegnando ai signori della storia ricostruzioni della città e dei dintorni.
La mappa cittadina del 1580, espressa in braccia milanesi, sembra un’ideale continuazione di quella di Lafrery. La Tenaglia è ancora presente e si staglia oltre i baluardi a stella della bastioniatura sforzesca.

Dimensioni e lunghezza della Tenaglia sono imponenti. Spiccano pure, ben fatte, le ricostruzioni di alcune delle strade cittadine.
Nel 1600 Clerici redigerà poi una mappa dei dintorni della città di Milano, espressa in pertiche Milanesi. Sono presenti molti dei nomi delle cascine o delle tenute agricole dei dintorni della capitale del Ducato, molte vie di terra e di acqua.

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# 7 L’omaggio degli scienziati del 1844, a cura di Luigi Zuccoli

Settima ed ultima escursione, resa possibile dal sito Repertorio di Milano e dalla condivisione digitale della collezione Bertarelli, con un omaggio realizzato da Luigi Zuccoli nel 1844.
Questa è la rappresentazione di una Milano preunitaria, con dettagli della circonvallazione, la ricostruzione della forma della città, l’individuazione dei comuni limitrofi e circondata dal richiamo orografico di Alpi e Appennini circostanti.
Nella mappa a colori sono segnati, orientati correttamente, i principali luoghi di Milano, le porte sono ben evidenziate ed è realizzata una vista prospettica, basata osservando Milano dalla cima del Duomo.

Sono segnalati i centri della futura Città Metropolitana e dell’hinterland milanese. Invitiamo i lettori a scorrere questa mappa (piena di dettagli), per individuare il proprio quartiere, il “corpo santo” di provenienza, nonché il proprio comune extra milanese di residenza: Zuccoli vi aveva già pensato.
L’orografia intorno è basata sull’osservazione dell’orizzonte da quel luogo privilegiato.

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# Milano oggi

#8 Quartieri oggi Credtis blog.urbanfile.org

Luigi Zuccoli ha usato il metodo che usiamo ancora oggi se ci rechiamo sulle Terrazze del Duomo. La vista da lì, nelle giornate terse, spinge lo sguardo e la fantasia sulla grandezza di Milano. Da allora ci sono state le profonde riforme e piani urbanistici che hanno annesso i Corpi Santi alla città, consegnandoci Milano come la conosciamo adesso.
Salendo sotto la Madonnina oggi, osservando come ha fatto l’esperto italiano nel 1844, oggi sono visibili i cambiamenti repentini subiti dalla ex capitale dell’Impero Romano e del Ducato di Milano, che ora detiene il primato di capitale morale dell’Italia.

I nomi dei quartieri sono ancora in evoluzione.
Si aggiungeranno gli ex scali, il villaggio olimpico e chissà quali (e quanti) altri.

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LAURA LIONTI

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