L’ELISIR di LUNGA VITA si chiama MILANO

Non lo diciamo noi milanesi, lo dice la scienza

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Non lo diciamo noi milanesi, lo dice la scienza. A Milano è stato scoperto l’elisir, o meglio la proteina, di lunga vita.

L’ELISIR di LUNGA VITA si chiama MILANO

A1, quante volte abbiamo sentito e usato questa combinazione? Pensando all’autostrada del sole, ad esempio, la A1 Milano-Napoli.
Esiste un altro tipo di A1, ed è un’autostrada della salute, che parte sempre da Milano per arrivare a salvare il genere umano dai rischi di ictus e infarto. Per sempre.


# Il carattere genetico A-1 Milano

credit: Loscrivodame

C’è un mistero che circonda alcuni abitanti di una delle località più belle del mondo, Limone sul Garda. Questa cittadina della provincia di Brescia, ha dato i natali ad alcune persone che sono in tutto e per tutto uguali al resto della popolazione, ma possiedono una felice anomalia che li rende unici al mondo.

Si tratta di una quarantina di persone in tutto, le quali hanno subito una vera e propria mutazione genetica, che li rende del tutto esenti dai pericoli di infarto e ictus: nel loro sistema cardiocircolatorio non c’è alcuna possibilità di trovare depositi di grasso e di colesterolo.
Le cosiddette scorie vengono portate direttamente al fegato, e da lì metabolizzate senza creare pericoli.
Questo straordinario carattere genetico si deve ad una proteina, che lo scopritore ha chiamato A-1 Milano.

In seguito ad alcuni approfondimenti e studi, si è poi scoperto che la mutazione ha carattere ereditario, seppure non universale. Si trasmette da una generazione all’altra con uno schema che a tutt’oggi non è ancora stato codificato. Quindi può capitare che anche tra fratelli e sorelle, uno o più di loro la abbiano oppure no.
Quel che è certo – ricostruendo l’albero genealogico di questi speciali limonesi – è che tutti discendono da una coppia di coniugi trentini, Catarina Zito e Cristoforo Pomaroli, sposati nella seconda metà del settecento e che hanno iniziato a scompigliare le carte della normale evoluzione umana, rendendo i loro eredi i custodi di questo tesoro.



# 421 di colesterolo, 1.820 di lipemia… e non sentirlo

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La storia della scoperta medica, inizia nel gennaio del 1974 quando il Sig. Valerio Dagnoli, ferroviere di mezza età dal fisico asciutto, inizia a soffrire di disturbi gastro enterici.
Come sempre in questi casi si inizia dalle analisi di routine, che danno un responso impietoso: 421 di colesterolo e 1820 di lipemia. I medici mettono subito in allarme Dagnoli, prospettando il peggio.

«Ma se non sono mai stato così bene?» protesta il paziente, costringendo gli specialisti ad andare più a fondo, anche perché ogni farmaco utilizzato per abbassare gli allarmanti livelli di trigliceridi, in realtà produceva gli effetti opposti.
A quel punto si decide  di interpellare un ricercatore farmacologico di fama mondiale, il milanese Cesare Sirtori che, con l’aiuto di esami specifici, scopre una proteina certamente un mutante, cui assegna il nome di A-1 Milano in onore della città dove viene isolata.

C’è da considerare che Limone è stata una località piuttosto isolata fino agli anni ’30 del secolo scorso. L’isolamento, interrotto dalla costruzione della strada Gargnano-Riva, il clima mite della zona e le abitudini alimentari dei cittadini limonesi, a base di pesce del lago, agrumi e olio locale, hanno certamente influito sulla circoscrizione territoriale e familiare della proteina.

Si apre una nuova strada di ricerca, che coinvolge tutti gli abitanti di Limone Sul Garda.
Praticamente tutti i limonesi vengono sottoposti ad esami per individuare A-1 Milano. A circa 850 cittadini viene prelevato il sangue.
Due dei figli di Valerio Dagnoli, giovani portatori della apolipoproteina, vengono invitati a San Francisco per sottoporsi a rigide ricerche scientifiche che durano un mese e che porteranno ad individuare l’esatta natura dell’anomalia genetica.

# I signori degli “anelli” della catena evolutiva

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I ricercatori di San Francisco identificano l’errore molecolare responsabile di questa straordinaria mutazione.
In pratica la apolipoproteina A1, presente nel sangue di tutti noi ed anche di diverse specie animali, è composta da una catena di 243 anelli.
I portatori della proteina A-1 Milano hanno uno di questi anelli, per l’esattezza il 173esimo, che è diverso e conferisce il dono straordinario di proteggere il corpo da accumuli di grasso nell’apparato cardiocircolatorio.

Niente arteriosclerosi, o infarti e ictus quindi. In questo senso, si tratta di un vero e proprio elisir di lunga vita, ed in effetti circa il 10% della comunità di Limone, raggiunge e supera con una certa facilità, la soglia dei 100 anni.
Dal momento della scoperta, Limone sul Garda è al centro delle attenzioni di un’intera comunità scientifica di eccellenza assoluta.

Viene organizzato dal Prof. Sirtori, un ciclo di 5 conferenze dedicate all’argomento e con sede a Limone sul Garda, che richiamano relatori e ricercatori da ogni angolo del mondo.
Altri studi sono stati condotti dal centro di ricerca di Bethesda, vicino Washinghton D.C., grazie anche alla disponibilità di Davide Girardi e Amelio Segala, che vi si sono recati per fare da cavie di laboratorio e sottoporsi agli esami e alle richieste della scienza.

# Tanti benefici accertati, ma il farmaco?

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Dopo che il brevetto per la sintesi di A-1 Milano è stato venduto ad una farmaceutica americana, dagli Stati Uniti è arrivato l’annuncio che la apolipoproteina speciale è stata riprodotta sinteticamente, ma un farmaco non è stato mai realizzato, pare per gli eccessivi costi di produzione.

Nel frattempo molti studi condotti su animali, hanno dimostrato che ripetute iniezioni di mutante, hanno un effetto benefico su scompensi cardiaci e arteriosclerosi.
A Pisa si sta cercando di somministrare A1 Milano attraverso latte geneticamente modificato e le risultanze di questi esperimenti, rivelano una sensibile diminuzione delle placche di arteriosclerosi.
Adesso il Prof. Sirtori ha deciso tornare a Limone sul Garda alla guida di una nuova equipe di luminari, per andare ancora più a fondo e studiare le eventuali mutazioni della proteina in questi anni di assenza di esami sul campo.

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L’obiettivo è davvero ambizioso: dimostrare che la somministrazione della apolipoproteina A-1 Milano, sia uno strumento di efficacia risolutiva nel trattamento degli scompensi cardiaci. «Lo studio del sistema immunitario nei portatori della A1 Milano – spiegano i responsabili della ricerca – consentirà di fornire strategie innovative per il trattamento di patologie come le malattie croniche articolari ed anche lo sviluppo dei tumori».

L’unica ricerca che si è arresa, al momento, è solo quella che riguarda il perché è avvenuta questa mutazione? Potremmo non saperlo mai. Quel che ci piacerebbe vedere, però, è l’elisir di lunga vita portare il nome di due città lombarde: Limone sul Garda e Milano.

Fonti:
Rino Di Stefano
Giornale di Brescia 

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LAURA LIONTI

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