Le 30 CONTRADE di Milano

Le 30 contrade di Milano
Le 30 contrade di Milano

Non solo Siena. Anche Milano aveva le sue contrade. C’era la Contrada dell’Agnello (nei pressi di via dell’Agnello), la contrada dei Rostri, la contrada Capitana (Porta Nuova), la contrada della Lupa, come attesta la testina di lupa sul palazzo d’angolo tra via Torino e via Lupetta. Nel Sestiere di Porta Romana c’erano la Contrada della Cicogna e quella delle Capre. Altre contrade dai nomi evocativi erano quella del Torchio, della Piscina e della Mazza.

In totale la Milano del Rinascimento era divisa in 30 contrade e 6 Porte o sestieri.


Le 30 CONTRADE di Milano

# Le contrade più importanti a livello storico, economico e sociale

Le 30 contrade di Milano
Le 30 contrade di Milano

Le sei contrade caratterizzate dal titolo “nobile, ovvero le più importanti contrade di Milano, da un punto di vista storico, economico e sociale erano: la Nobile Contrada del Cordusio, la Nobile Contrada della Cicogna, la Nobile Contrada di Sant’Ambrogio, la Nobile Contrada della Rosa, la Nobile Contrada delle Farine, la Nobile Contrada dei Bossi. Confinavano con la Contrada dei Rostri, formando una fascia circolare intorno ai suoi confini, e questo consentiva loro di essere le uniche a fregiarsi del titolo “nobile” vista anche la loro posizione centrale rispetto all’abitato di Milano. Ci poteva essere solo una contrada nobile nei sestieri e per questo ce n’erano solo 6.

La Contrada dei Rostri invece che era al centro di Milano, circondata dalle Contrade Nobili, era chiamata la Capitana di Milano per il fatto che all’interno dei suoi confini c’era il municipio della città, il Palazzo della Ragione, al cui interno era custodito il gonfalone municipale di Milano, senza contare il Carroccio: un simbolo molto importante per la Milano medievale.

# La scomparsa e l’oblio nel ‘700

Esaurita la loro funzione militare e sociale, per le contrade di Milano iniziò un progressivo fenomeno di oblio che portò alla loro scomparsa ufficialmente dalle mappe di Milano nel 1889 in occasione dell’approvazione del primo piano regolatore della città di Milano, il Piano Beruto. Dal Settecento il termine “contrada” iniziò a indicare, anche nella toponomastica ufficiale, le strade invece dei rioni. Infini dal XIX secolo, le strade iniziarono a essere a prendere il titolo di vie: via Monte Napoleone è un esempio di questo cambiamento, infatti fino al Settecento era conosciuta come contrada di Sant’Andrea.



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