L’ANTENATO del più celebre cocktail milanese è il Mi-To: il MILANO-TORINO

Dal vermouth la storia di uno dei cocktail italiani più famosi al mondo

Credits: speziology

Dal vermouth al Negroni, la storia di uno dei cocktail italiani più famosi al mondo.

L’ANTENATO del più celebre cocktail milanese è il Mi-To: il MILANO-TORINO

# Due versioni sulla nascita: fine ‘800 o nei primi anni ’30 dopo l’inaugurazione dell’autostrada A4 tra Milano e Torino

Il MiTo, nato probabilmente intorno alla metà dell’Ottocento e antesignano di Americano, Negroni & co, veniva realizzato con una miscela di Campari e Punt e Mes (Vermouth), liquori tipici rispettivamente di Milano e Torino. Secondo una versione alternativa della storia, il drink esordisce nel 1932 per celebrare l’inaugurazione del tratto dell’A4 tra le città. 


Il Milano Torino si prepara con la tecnica build e si serve di un bicchiere Old Fashioned. Si versa dunque nel bicchiere con ghiaccio Vermouth rosso e Bitter, dopodiché si va a completare il cocktail con una fettina d’arancia come decorazione.

# Il signor Carpano e il signor Campari tra Milano e Torino

Il Camparino in Galleria

Partiamo però dagli albori del drink. Nel 1786 il signor Antonio Benedetto Carpano, dopo molti tentativi, mette a punto la ricetta del vermouth o vermut sotto i portici di piazza Castello a Torino. Il nome con cui si diffonde la nuova bevanda però è “Punt e mes”, perché viene servito miscelato, una parte di vermouth e mezza di china.

Dopo quasi un secolo invece a Milano nel 1860, nel suo bar “Il Camparino” in Galleria, Campari lancia il nuovo aperitivo amaro: un bitter con una miscela di sessanta ingredienti in piena concorrenza con il rivale piemontese. La sintesi tra le due città si concretizza nel Mi-To: una parte di Punt e mes, una parte di Campari, servito liscio perché il ghiaccio era allora troppo costoso e poco reperibile.



# Da MiTo al Negroni, nato per gioco a Firenze

Credit: progressonline.it

Solo pochi anni e un ingrediente in più e l’aperitivo per eccellenza in Italia diventa l’Americano, con la semplice aggiunta del ghiaccio. Secondo alcune teorie, questo drink prende il nome dall’usanza degli americani di servire i loro drink “on the rocks” negli old fashion glass, secondo altre il suo nome sarebbe stato dedicato al pugile italiano Primo Carnera, famosissimo a quel tempo negli USA

Un altro discendente del MI-TO, considerato uno dei simboli dell’aperitivo italiano nel mondo, è il Negroni: nato per gioco e per moda, prende il nome dal conte Camillo Negroni che chiese al barista di rinforzare il suo americano con del gin, per omaggiare i suoi viaggi a Londra. Gli ingredienti: campari, gin, vermouth rosso, mezza fetta d’arancia e ghiaccio.

# La targa affissa presso il Caffè Giacosa, ex Cafè Casoni, a Firenze

Credits: fabiocamboni.it

Spinto da Fantasiosa golosità, il conte Camillo negroni aggiungeva un poco di gin all’americano che veniva a bere con gli amici d’ogni giorno, il conte Camillo provocò in questo modo l’involontaria invenzione del Negroni e la sua diffusione nel mondo elegante dell’epoca, che lo ebbe irripetibile signore. Meritano altrettanta e grata memoria la disponibilità di Fosco Scarselli primo ignaro miscelatore e la costanza del caffè Giacosa a mantenere vivo ricordo dell’evento”.

FABIO MARCOMIN

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Fabio Marcomin
Laurea in Strategia e Comunicazione d’Impresa a Reggio Emilia, ICT & Marketing è il mio background. Curioso del futuro e delle tecnologie più innovative: Bitcoin, cryptovalute e blockchain sono le parole che mi guidano da alcuni anni. Dal 2012 a Milano, per metà milanese da parte di madre, amante della città e appassionato di trasporti e architettura: ho scelto Milano per vivere e lavorare perché la ritengo la mia città ideale.