I PONTI sui NAVIGLI: storia e curiosità dei tesori sull’acqua di Milano

Quali storie e curiosità custodiscono i ponti sui Navigli?

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Sulle orme della filosofia di Alexander Langer, percepiamo i ponti non fini a sé stessi, ma con un valore simbolico: la capacità di superare ogni confine. Quali sono le storie e le curiosità legate ad alcuni dei ponti sui Navigli?

I PONTI sui NAVIGLI: storia e curiosità dei tesori sull’acqua di Milano

# Il Ponte dello Scodellino: un quartino per entrare e un ristoro per chi arrivava

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Nella Milano storica si contavano circa una cinquantina di ponti, di cui 26 sulle sponde del Naviglio interno. Oggi di questi ponti storici ne sono rimasti in scarsa quantità. Cominciamo dalla storia dei battaglieri che, per attraversare il punto in cui il Naviglio Grande si immette nella Darsena di Milano, pagavano il transito con lo Scudello, una moneta del valore di un quarto di scudo. Da qui la più probabile denominazione del Ponte Scodellino, ma un’altra affascinante vicenda legata all’origine del nome è quella dei “Comballi”, i conducenti delle chiatte e dei barconi, che da Sesto Calende navigavano verso il Naviglio trasportando i materiali per le costruzioni della città. Il loro punto di arrivo era la Darsena, uno dei più importanti scali merci dell’epoca, e trovavano ristoro nel consumo di una scodella di minestra nell’osteria adiacente al ponte.


# Ponte Richard Ginori: costruito come la Tour Eiffel

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Con la stessa tecnologia della Tour Eiffel, nel 1908 venne costruito un ponte mobile lungo l’Alzaia del Naviglio Grande, caratterizzato da una struttura di ferro imponente, atto alla sopportazione di 600 chili per metro quadrato. La costruzione di questo ponte fu realizzata per collegare la fabbrica Richard Ginori alla Ferrovia di Stato, stiamo quindi ricordando, come avrete intuito, il Ponte Richard Ginori.

# Il ponte della Madonnina: un tempo c’era un ritratto della Vergine

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Attraversiamo poi il Ponte Alda Merini. Inizialmente conosciuto nel 1531 come “Ponte della Madonnina” per la presenza di un ritratto sacro all’altezza di via Corsico, rivela che al tempo della sua costruzione era fatto di legno, e successivamente riedificato in ghisa fino a progredire, nel ‘900, con l’attuale conformazione in cemento e in ferro.

# La riqualificazione della Darsena tra osservazione, sosta e meditazione

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Nei progetti di riqualificazione del Naviglio Grande c’è il Ponte ciclopedonale Lombardini, concepito come “elemento di unione” attraverso un’area pedonale protetta dal traffico urbano, che diventa un punto di osservazione, sosta e meditazione. Le sezioni in acciaio e le balaustre trasparenti alleggeriscono l’impatto del ponte con il luogo circostante, ispirandosi alla leggerezza di una libellula. Anche l’illuminazione con sistemi a LED per la riduzione del consumo si integra e valorizza l’architettura della struttura con diversi livelli di luminosità.



Un altro esempio costruito nell’ambito della riqualificazione della Darsena è il ponte che collega le sponde tra i viali Gorizia e Gabriele D’Annunzio. Un ponte agile, caratterizzato da una struttura in metallo e contrasti cromatici, un Ponte che è stato intitolato ad Alexander Langer… “Sul mio ponte si transita in entrambe le direzioni, e sono contento di poter contribuire a far circolare idee e persone”.

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TATIANA CAGLIA

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