I MATTI di MILANO

Quali personaggi fuori dalle righe sono passati di qua oppure sono ancora a piede libero?

Cappellaio matto

Di matti, si sa, a Milano ce ne sono moltissimi. Questa città meravigliosa infatti è un po’ malata anche lei: oscilla nervosamente dalla quiete alla massima velocità e agitazione nell’arco di pochi secondi. Occorre starle dietro e per chi non ne è abituato è complesso. E’ un attimo perdersi.

Lo scrittore Paolo Nori ha proprio scritto un libro sull’argomento intitolato “Repertorio dei matti della città di Milano” in cui, con delle brevi pennellate, tratteggia ritratti di tanti abitanti di Milano quantomeno…eccentrici…


I MATTI di MILANO

# Il più famoso: quello che scrive nei muri della città “Baal culo” o “Lucifero culo”

Il più famoso è quello che scrive nei muri della città “ Baal culo” o “Lucifero culo”. Ultimamente, aggiornando il suo repertorio in periodo pandemico, ha iniziato anche a scrivere “Virus=baal”. Pare che una volta, beccato sul fatto, gli abbiano chiesto: “ Lei sa chi lasci questi messaggi sui muri?” ed egli abbia risposto: “Sarà un matto”.

# Quello che considerava Lambrate il quartiere migliore del mondo

Uno viveva a Lambrate e considerava il suo quartiere il migliore del mondo. Se un amico gli chiedeva: “Secondo te dov’è la migliore gelateria di Milano?”- egli rispondeva: “A Lambrate”. La birra? Solo al Birrificio di Lambrate. Pare che un tempo avesse avuto una fidanzata che abitava nel quartiere Gallaratese. La storia finì presto perché lui non sopportava le storie a distanza.

# L’esibizionista della metro

Uno è un cantante che si esibisce nei vagoni della metro. Il suo marchio di fabbrica è il suo saluto al pubblico con cui non manca mai di iniziare le sue performances. Al grido di: “Ciao Milano!!” parte a cantare con acuti e tono un po’ altalenante. Quando finisce si rivolge ai passeggeri e dice sempre: “Fatemi almeno un applauso, me lo sono meritato”.



# La sua oca era come il suo barboncino

C’è uno che andava a spasso attaccato ad un’oca. La teneva al guinzaglio come fosse un barboncino. Voleva molto bene all’oca e quando essa morì cadde in depressione.

# Quello che nitrisce per prenotare la fermata

C’è uno che sul tram per prenotare la fermata nitrisce come un cavallo e fa finta di tirare le redini per fermare la carrozza.

# Quello che credeva di essere il figlio della Regina Elisabetta II

C’è quello che credeva di essere il figlio della regina Elisabetta II. Tutti i giorni ai suoi colleghi diceva: “Sono il figlio di Elisabetta d’Inghilterra!”. Loro ovviamente ridevano e lo prendevano in giro, dicendogli che era più bello di suo fratello Carlo. Un anno l’azienda per cui lavorava organizzò per Pasqua un viaggio a Londra ed egli aveva aderito subito. Quando furono davanti a Buckingham Palace egli cercò di arrampicarsi sui cancelli al grido di : “Mamma, mamma!!”. Due colleghi riuscirono a portarlo via prima delle guardie.

# Il “disturbato” dei campi di calcio

Uno è un papà di un bimbo che gioca a calcio. Accompagna sempre suo figlio agli allenamenti e alle partite. Quando arrivano raccomanda sempre al figlio: “Mi raccomando, saluta i signori!”. Durante la partita però lo si sente urlare: “Spaccagli le gambe!!”.

# Il tale che voleva leggere i suoi pensieri con una risonanza magnetica

C’era poi uno con una lunga barba bianca, morbida e capelli sottilissimi e disordinati. Si presentava ogni martedì dal suo medico perché gli prescrivesse una risonanza magnetica. Voleva infatti vedere che percorso facessero i suoi pensieri.

# La poetessa della città

Una viveva in ripa di Porta Ticinese 47 tranne quando la rinchiudevano al Paolo Pini. Scriveva poesie. Il suo appartamento era pieno di oggetti, di quadri che i suoi amici le regalavano. Il pavimento era pieno di cicche di sigaretta e i muri erano coperti da numeri di telefono, come fosse una rubrica.

Si potrebbe andare avanti ancora molto e stilare un lungo elenco di matti..
A volte però mi chiedo: siamo davvero sicuri che noi siamo i sani?

GIULIA PICCININI

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Publiée par Milano Città Stato sur Mardi 2 juin 2020

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