Gli INCREDIBILI BUNKER al Parco Nord (Fotogallery di Andrea Cherchi)

Uno dei luoghi più misteriosi e tragici della città

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Il fotografo di Milano, Andrea Cherchi, ci porta alla scoperta di uno dei luoghi più misteriosi e tragici della città: il bunker antiaereo Breda al Parco Nord. 

Gli INCREDIBILI BUNKER al Parco Nord (Fotogallery di Andrea Cherchi)

# I bunker a servizio dell’insediamento industriale di Breda

I Bunker Breda, per la precisione della V° Sezione Aeronautica della Breda, sono dei rifugi antiaerei che risalgono al periodo della Seconda Guerra Mondiale. Situati all’interno del Parco Nord erano al servizio dell’insediamento industriale di Breda. Le uscite non sono facilmente individuabili e l’accesso è consentito solo su prenotazione con visite guidate. Scoperti casualmente durante dei lavori di manutenzione del Parco Nord, erano ricoperti da vegetazione infestante, sono stati recuperati con una funzione didattica. La porzione del percorso visitabile è di oltre 30 metri ed è “illustrato” da una mostra permanente realizzata dal Parco con EUMM Ecomuseo Urbano Metropolitano di Milano Nord. 

# La loro realizzazione e come funzionavano

Credits: oggiesco.com – Mappa bunker

I Bunker Breda furono costruiti in cemento armato sulla base di progetto tedesco, ma si scelse di prediligere la lunghezza rispetto alla profondità per mancanza di tempo. In caso di attacco aereo una prima sirena avvisava della partenza degli aerei, una seconda l’inizio imminente dei bombardamenti e infine una terza sirena la fine degli stessi. I singoli bracci del bunker erano separati ed isolati da pesanti porte che separavano gruppi di 40 persone per un tempo massimo di 3 ore. Passato questo tempo l’ossigeno si esauriva.

# Il percorso guidato all’interno del bunker

All’interno nel percorso guidato si viene immersi a 360 gradi nelle “atmosfere” del periodo: superata una bomba a grandezza naturale realizzata con l’uncinetto, si possono sentire bombe che scoppiano, rumore di aerei, sirene, per poi passare a sedersi su delle panchine sulle quali il pubblico sperimenta la sensazione della permanenza nei rifugi e la vicinanza con il prossimo come durante la guerra. A corredo dell’esperienza si possono osservare immagini della Milano bombardata e la storia della sua ricostruzioni fino agli anni ’70.

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Fonte: Oggiesco

Foto: Andrea Cherchi

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FABIO MARCOMIN

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Fabio Marcomin
Giornalista pubblicista. Laurea in Strategia e Comunicazione d’Impresa a Reggio Emilia. Il mio background: informatica, marketing e comunicazione. Curioso delle nuove tecnologie dalle criptovalute all'AI. Dal 2012 a Milano, per metà milanese da parte di madre, amante della città e appassionato di trasporti e architettura: ho scelto Milano per vivere e lavorare perché la ritengo la mia città ideale.