Le 5 CAPITALI MALATESTIANE

I 5 luoghi della famiglia simbolo della Romagna


I Malatesta furono un’antica famiglia che regnò a Rimini e in alcune zone della Romagna dall’XIII al XV secolo, lasciandosi alle spalle numero tracce ed estendendo i loro domini a diverse città.

Ripercorriamo i loro passi attraverso 5 città che, con i loro monumenti più importanti, ancora portano la testimonianza della grandezza di questa famiglia.


Le 5 CAPITALI MALATESTIANE

# Rimini: la patria dei Malatesta e la tragedia di Paolo e Francesca

credits: @castello_di_gradara

Rimini è la città per eccellenza ricondotta ai Malatesta poiché è il luogo a cui apparteneva la nobile famiglia. Il suo migliore rappresentante fu Sigismondo Pandolfo Malatesta, chiamato anche il Lupo di Rimini, il quale non fu solamente uno dei personaggi più controversi e odiati per le sue imprese politico-militari, ma viene ricordato anche perché fu un grande mecenate artistico. Con i Malatesta, in particolare con uno dei tanti figli illegittimi di Pandolfo, Rimini conobbe il suo periodo di massimo splendore.

Tuttavia, la città fu anche la testimone di una delle più grandi tragedie che segnò la storia di questa famiglia. L’orribile vicenda si svolse nel castello di Gradara. Questa è una storia di due innamorati, Paolo e Francesca, che sicuramente la maggior parte dei lettori conosce, in quanto citati da Dante nelle pagine della Divina Commedia. L’elemento che attira l’interesse all’interno del castello, è proprio la stanza di Francesca e la botola dalla quale l’amante si è calato per sfuggire a Giangiotto accecato di gelosia. Rimasto, però, impigliato in un chiodo, Giangiotto poté infilzarlo ma non solo lui: anche Francesca che si era messa davanti per difendere l’innamorato. 

Infine, tra i monumenti principali legati alla famiglia Malatesta troviamo il Tempio Malatestiano. Innalzato per la città e per celebrare il “Dio Immortale” nel 1450, è ornato da una maestosa facciata realizzata dallo stesso Leon Battista Alberti, ispiratosi all’arco trionfale romano. Il tempio oggi conserva il crocifisso di Giotto e un affresco di Piero della Francesca.



# Fano e la rocca malatestiana a difesa della città

credits: i luoghi del silenzio

La città di Fano deve ai Malatesta l’ampliamento della cinta muraria e la costruzione della “Rocca Malatesta”.  Venne realizzata su antichi resti romani e medievali di un’area portuale tra il 1448 e 1452 da Matteo Nuti, insieme a Brunelleschi, per il volere di Sigismondo Malatesta di fortificare la città. In due tempi diversi, vennero costruiti il recinto interno attorno a un mastio e successivamente le mura esterne vennero estese. Malgrado i cambiamenti subiti, la Rocca fortificata mantenne la sua caratteristica forma rettangolare con grossi torrioni di vedetta ai fianchi.

Fano fa da cornice anche alla splendida corte malatestiana nella quale d’estate vengono allestiti spettacoli musicali e canori, concerti e balletti. Qui, troviamo anche l’ex Chiesa di San Francesco, fatta costruire proprio da Sigismondo con l’idea di farne una cripta familiare. All’epoca considerata come l’edificio più bello, è oggi diventata un rudere che ospita le spoglie di Paola Bianca Malatesta.

# Cervia e il Malatesta Tour

credits: turismo.comunecervia.it

Tra le numerose città che i Malatesta hanno conquistato, troviamo anche la bella cittadina di Cervia. Da qui passa il “Malatesta Tour“, un’escursione in bicicletta che va a toccare le principali città testimoni della grande influenza di questa famiglia. La storia di Cervia è particolarmente legata alla produzione di sale, per questa ragione possiamo trovare il Magazzino torre, dove il sale veniva lavato e asciugato, e il Magazzino Darsena, destinato al suo immagazzinamento.

# Cesena e la biblioteca malatestiana

Malatestiana Library, Cesena

Un periodo di grande fioritura cultura, economica e politica coinvolse la città di Cesena sotto al dominio del Malatesta. L’unico esempio di biblioteca umanistica ancora perfettamente conservata si trova a Cesena, città che è stata sotto al dominio della famiglia dal 1378 al 1465. Realizzata da Malatesta Novello, si tratta si una meravigliosa biblioteca monastico-rinascimentale che nulla ha da invidiare al Tempio malatestiano.

# San Giovanni di Marignano, chiamato anche “Il Granaio dei Malatesta”

credits: altarimini.it

Un piccolo comune di 9.475 abitanti che però porta il “peso” della lunga influenza della famiglia Malatesta. In pochi sanno che questo borgo era una capitale malatestiana. Particolarmente sviluppato nel campo dell’agricoltura, grazie ai suoi terreni e le sue colline fertili, ci si riferiva a San Giovanni di Marignano come il “Granaio dei Malatesta” proprio per la sua abbondanza di grano (e di ottimo vino) e per le sue 100 fosse ipogee.

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SELENE MANGIAROTTI

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