L’AUTONOMISTA Bonaccini riporterà il PD a NORD?

Già in passato si era speso per l'area più produttiva del Paese. Manterrà la stessa linea in caso di vittoria su Zingaretti?

credits: @sbonaccini (INSTG)

Dopo la caduta del “Conte bis” con le imbarazzanti giravolte della direzione, il cambio al vertice nel Partito Democratico sembra sempre più cosa certa e il presidente dell’Emilia Romagna è il favorito alla successione di Zingaretti. In passato si era speso molto per l’area più produttiva del Paese: manterrà la stessa linea in caso di vittoria al congresso?

L’AUTONOMISTA Bonaccini riporterà il PD a NORD?

# La resa dei conti all’interno del Partito Democratico

Con la fine dell’esecutivo giallo-rosso nel Partito Democratico sembra iniziata la resa dei conti. Dopo i vari annunci disattesi “mai con Renzi”, “o Conte o morte”, “Si a Draghi, ma senza la Lega al governo” le diverse correnti all’interno del partito spingono per arrivare a Congresso e lo stesso Zingaretti sembra avvallare questa scelta per “non farsi mettere all’angolo”. Al contrario lo sfidante Bonaccini, presidente della Regione Emilia Romagna, sembra volere buttare acqua sul fuoco: “Il congresso? L’unica cosa che mi vede favorevole in questo momento è sconfiggere la tragedia sanitaria che ci ha colpito e far ripartire l’economia“.   


# Bonaccini pronto per la scalata alla leadership nazionale. In caso di vittoria su Zingaretti il Nord avrebbe più peso nell’agenda politica?

Invocato come leader del futuro Pd dall’ala più moderata del partito, dagli ex renziani di Base Riformista alla cosiddetta “fronda” degli amministratori del Nord, di cui farebbero parte il sindaco di Milano Sala, di Bergamo Giorgio Gori e di Firenze Dario Nardella, il presidente emiliano-romagnolo invita dunque a rinviare la discussione congressuale a dopo la vittoria sul Covid. Appare evidente comunque che si tratti solo di una questione di tempo e presto o tardi si aprirà ufficialmente la partita al successore di Zingaretti e Bonaccini sembra essere il favorito per il ruolo si segretario.

# Ad Agosto dello scorso anno Bonaccini richiamava Conte a non dimenticarsi il Nord del Paese

In caso di vittoria la visione romanocentrica dell’attuale leader del Pd potrebbe lasciare spazio a una più autonomista e rivolta al Nord del presidente della Regione Emilia-Romagna, che già in passato si era speso in questo senso. Rivediamo alcune delle sue dichiarazioni.

In un’intervista a “la Stampa nell’agosto del 2020 Stefano Bonaccini sollecitava il governo a non creare distinzioni per aree geografiche sugli interventi da mettere in campo per far ripartire l’economia nel Paese dopo il Covid. In particolare non riteneva opportuno prevedere fiscalità di vantaggio, per il Sud, ma puntare sulla tutela del lavoro e favorire investimenti pubblici e privati:



  • più che con fiscalità di vantaggio per aree, settori o categorie, sono convinto che il lavoro si crea con gli investimenti pubblici e privati”.
  • “Nel Nord si concentra buona parte della forza produttiva del Paese, con capacità di innovazione e ricerca fra le principali al mondo. Per questo è impossibile ripartire senza ascoltare questi comparti.”
  • “Abbiamo vissuto una pandemia senza precedenti: tutelare il lavoro è una priorità assoluta, al Sud come al Nord.

Continua la lettura con: BONACCINI: “CONTE non dimentichi il NORD”

FABIO MARCOMIN

Se vuoi collaborare al progetto di Milano Città Stato, scrivici su info@milanocittastato.it (oggetto: ci sono anch’io)

ENTRA NEL CAMBIAMENTO: Ti invitiamo a iscriverti alle nuove newsletter di milanocittastato.it qui: https://www.milanocittastato.it/iscrizione-newsletter/
Ti manderemo anche notizie che non pubblichiamo sui social

Le città più internazionali e aperte al mondo sono delle città stato come #Amburgo #Madrid #Berlino #Ginevra #Basilea #SanPietroburgo #Bruxelles #Budapest #Amsterdam #Praga #Londra #Mosca #Vienna #Tokyo #Seoul #Manila #KualaLumpur #Washington #NuovaDelhi #HongKong #CittàDelMessico #BuenosAires #Singapore

Il nostro sogno per l’Italia? Un’Italia federale, con forte autonomia per le aree urbane e i territori omogenei. Un Paese che premi il fare rispetto al non fare, con una forte propensione all’innovazione, che valorizzi le sue eccellenze distintive e che miri a essere sempre migliore, mettendo al centro il cittadino libero e responsabile verso la comunità. 


Articolo precedenteIl coro dei sì
Articolo successivoUNIVERSITÀ: un anno di stop nel SILENZIO. Gli studenti: “Siamo in fondo alla lista”.
Fabio Marcomin
Laurea in Strategia e Comunicazione d’Impresa a Reggio Emilia, ICT & Marketing è il mio background. Curioso del futuro e delle tecnologie più innovative: Bitcoin, cryptovalute e blockchain sono le parole che mi guidano da alcuni anni. Dal 2012 a Milano, per metà milanese da parte di madre, amante della città e appassionato di trasporti e architettura: ho scelto Milano per vivere e lavorare perché la ritengo la mia città ideale.