La “PICCOLA BOLOGNA” tra i borghi più belli d’Italia

Pieve di Cento è un borgo pieno di storia, conosciuto anche come "Piccola Bologna" per i magnifici portici che attraversano le sue vie

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Credits: siviaggia.it

Un paese tra Bologna, Ferrara e Modena, chiamato Pieve di Cento, è considerato uno dei borghi più belli di Italia. Con la sua popolazione di circa 7000 abitanti, ha mantenuto la confermazione che conosciamo oggi per secoli. Vediamo come si è evoluta la sua storia e cosa ha da offrire ai giorni nostri.

La “PICCOLA BOLOGNA” tra i borghi più belli d’Italia

# Dalle paludi a uno splendido borgo

Credits: siviaggia.it

Le prime fonti che parlano di abitazioni nell’area dove ora sorge Pieve risalgono all’VIII secolo d.C.. Al tempo, però, la maggior parte dell’area era una zona paludosa e le poche case che nascevano appartenevano a pescatori, lavorando nel vicino fiume Reno.

Il nome dell’attuale città nasce proprio perché, ad un certo punto, divenne una “Pieve”, ovvero un territorio soggetto alla Chiesa. Fu così che venne edificata l’attuale Collegiata di S. Maria Maggiore, posizionandola in un luogo elevato rispetto alle paludi circostanti. In quei secoli, era gestita dal Vescovo di Bologna che aveva la facoltà di dare in concessione ai contadini le terre circostanti. In cambio, questi avrebbero dovuto lavorare e rendere fertili i terreni, oltre che vivere in quella zona stabilmente.

Dopo altri cento anni, quando nacque la necessità di difendersi dalle invasioni barbariche, venne deciso di circondare la Chiesa e il centro abitato da una cinta muraria. Fu così che prese forma il centro storico di Pieve di Cento che conosciamo oggi.

Dopo secoli e secoli sotto la proprietà dello stato pontificio, nel 1865, nel borgo venne fondata la Società operaia di Mutuo Soccorso, che soppiantò le iniziative di tipo religioso, e la Società Mutua Cooperativa dei braccianti, per dare lavoro ai contadini.

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# La Pieve di Cento di oggi

Credits: piuweb.net

Dato il suo lungo percorso, Pieve di Cento è ricca di tradizioni, storia e cultura. Uno dei suoi simboli è la maestosa Rocca Medievale, sede permanente del Museo delle Storie di Pieve, in cui è conservata tutta la storia del territorio. Parlando di musei, la cittadina ospita anche il Museo MAGI 900, fondato dal collezionista Giulio Bargellini. Al suo interno è possibile ammirare cimeli dei protagonisti dell’arte e della cultura visiva tra il XX e XXI secolo, come Guttuso, Ligabue o Modigliani. Menzione d’onore anche ai famosi portici che la rendono, come da suo soprannome, una “Piccola Bologna” a tutti gli effetti e sotto i quali si possono fare lunghe passeggiate.

Credits: castelliemiliaromagna.it – Rocca Medievale di Pieve di Cento

Come già citata, inoltre, è presente la Chiesa da cui tutto è partito: la Collegiata di S. Maria Maggiore. Ristrutturata nel 2012 in seguito al terremoto, ora può essere visitata in tutto il suo splendore e conserva anche dipinti di Guido Reni e del Guercino. Seguendo il tema storico e culturale, troviamo anche la Pinacoteca Civica e il Teatro Comunale “Alice Zeppilli”, un teatro “all’italiana” con la platea e i palchetti.

Credits: it.wikipedia.org – Collegiata di S. Maria Maggiore

Per concludere, uno dei piatti tipici che si può gustare come una particolarità del borgo sono i “Maccheroni al pettine”. Il nome deriva dal metodo di preparazione, in quanto la pasta viene arrotolata su una bacchettina con il “pettine”, per conferirgli la tipica striatura. La tradizione ha portato la Pro Loco del paese persino a creare una sagra dedicata a questo tipo di pasta e, ogni anno, la propone con i tre tipi di condimenti più adatti: ragù alla bolognese, sugo allo speck o sugo alla pievese (ragù con il cotechino di maiale).

Credits: pastafrescamodena.com

Fonte: travelemiliaromagna.it

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MATTEO GUARDABASSI

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Matteo Guardabassi
26 anni, studente in Teoria e Tecnologia della Comunicazione all’Università di Milano-Bicocca, ma attualmente collocato nella mia regione natale, le Marche. Sono uno spirito curioso insaziabile, mi piacciono le opere di fantasia e spesso mi faccio ispirare anche dalla realtà.