COVID: 6 volte più dei casi ufficiali. Il TASSO DI LETALITÀ crolla dell’85%

Quasi 800.00 persone in Lombardia risultano aver contratto il virus, quasi 8 volte più dei dati ufficiali. La conseguenza? Il tasso di letalità reale scende sotto al 2%, molto inferiore ad altre patologie infettive come la Sars al 9,6% o Ebola al 50%, Con questo basso tasso di letalità, inferiore dell'85% rispetto alle statistiche ufficiali, ha senso mantenere il Paese in uno stato d'emergenza?

Fonte: Istat - Ministero della Salute

L’Istat ha pubblicato i risultati del test sierologico fatto a campione sulla popolazione italiana per calcolare la reale diffusione del Covid. I risultati mostrano che chi ha avuto contatti contatti con il virus generando anticorpi sia sei volte superiore rispetto al numero di persone rilevate dalle statistiche ufficiali. Un dato che ha una grande incidenza anche sul tasso reale di letalità della malattia che si riduce notevolmente: con 1.750.000 casi totali scende al 2%. Un dato che lo stesso Ministro della Salute Speranza comunicava in data 27 febbraio 2020. Il confronto con i tassi di letalità della Sars al 9,6% e del virus Ebola al 50%, lo riporta a poter esser considerato un virus con un indice di letalità più simile a una infezione virale di raffreddamento. Vediamo i risultati dell’indagine.

COVID: 6 volte più dei casi ufficiali. Il TASSO DI LETALITÀ crolla dell’85%

# Tasso di letalità scende sotto al 2%

Istat e Ministero della Salute hanno comunicato i dati dell’indagine sierologica svolta l’indagine sulla popolazione, che è considerata statisticamente valida. Su 64.660 individui sono risultate con IgG positivo una percentuale che su scala nazionale porta a un milione e 482.000 persone, il 2,5% della popolazione, il che significa che le persone entrate in contatto con il virus sono sei volte di più rispetto al totale dei casi registrati ufficialmente durante la pandemia. La conseguenza più immediata è il crollo del tasso di letalità, il rapporto tra il numero di decessi e quello di contagiati, che passa dal 14% a meno del 2%, registrando un calo di oltre l’85%.


# In Lombardia i positivi sono 8 volte di più di quelli ufficiali: 754.331

Fonte: Istat – Minsitero della Salute

Le differenze territoriali sono molto accentuate e la Lombardia raggiunge il massimo con il 7,5% di sieroprevalenza, ossia sette volte il valore rilevato nelle regioni a più bassa diffusione, soprattutto del Mezzogiorno. Dall’indagine sulla sieroprevalenza in Italia “non emergono differenze significative per quanto riguarda il genere“. “Uomini e donne sono stati colpiti nella stessa misura dal Sars-CoV-2 così come emerso anche da studi di altri Paesi. Per quanto riguarda l’età, è interessante notare come il dato di sieroprevalenza più basso sia riscontrabile per i bimbi da 0 a 5 anni, 1,3%, e per gli ultra 85enni, 1,8%, due segmenti di popolazione per età verosimilmente più protetti e, quindi, meno esposti durante l’epidemia”, rileva il report. Gli operatori della sanità sono i più colpiti, con il 9,8% e gli addetti alla ristorazione superano il 4%. Il 27,3% delle persone che ha sviluppato anticorpi Covid-19 non ha avuto alcun sintomo. 

# La direttrice dell’Istat Sabbadini “Tutte le regioni del Sud sono sotto l’1% mentre la Lombardia arriva al 7,5%

I dati ci dicono che le persone contagiate sono una piccola parte, ma anche che non si può assolutamente abbassare la guardia, conta molto la responsabilità individuale, seguire le regole, distanze, mascherine e lavarsi le mani, che sono state fortemente seguite dalla popolazione“. Lo ha detto la direttrice centrale Istat, Linda Laura Sabbadini, intervenendo alla presentazione dei risultati dell’indagine di sieroprevalenza su Sars-Cov-2. “Il territorio è la chiave di lettura fondamentale di questa pandemia – ha aggiunto – tutte le regioni del Sud sono sotto l’1% mentre la Lombardia arriva al 7,5%“.

# 80% contagi avvenuti in famiglia. Con un tasso di letalità inferiore al 2% ha senso proseguire con lo stato di emergenza?

Fonte: Istat e Ministero della Salute

Un altro dato interessante, come da grafico in alto, è che circa l’80 % dei contagi è avvenuto in ambito familiare, un indizio di come il lockdown potrebbe avere favorito questo tipo di diffusione, essendo costretti a rimanere in casa a contatto con gli altri componenti della famiglia.


Con un tasso di letalità inferiore al 2%, cinque volte inferiore alla SARS e 25 volte inferiore a Ebola, che pone il Covid più vicino a una seria malattia di raffreddamento, si pone ancora di più l’interrogativo sul senso di proseguire con lo stato d’emergenza e con le restrizioni adottato che stanno avendo pesanti ripercussione su economia e psicologia del Paese. 

FABIO MARCOMIN

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Pubblicato da Milano Città Stato su Martedì 2 giugno 2020

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