7 cose che vorremmo SCOMPARISSERO insieme al COVID

In psicologia si dice che i complessi costellano. In parole semplici significa che attorno a una sfiga si forma una costellazione di sfighe. Abbiamo svolto un piccolo sondaggio per individuare le cose legate all'emergenza Covid che si vorrebbe scomparissero. Questa è la classifica delle prime sette. 


In psicologia si dice che i complessi costellano. In parole semplici significa che attorno a una sfiga si forma una costellazione di sfighe. Abbiamo svolto un piccolo sondaggio per individuare le cose legate all’emergenza Covid che si vorrebbe scomparissero. Questa è la classifica delle prime sette. 

7 cose che vorremmo SCOMPARISSERO insieme al COVID

#7 Comitato-tecnico-scientifico e annesse task force

Agli amanti del cinema d’autore il Comitato Tecnico Scientifico ricorda “Il Grande Capo”, film capolavoro di Lars Von Trier. E’ la storia di una piccola azienda dove il vero capo si inventa un “grande capo” che in realtà non esiste, per poter attuare decisioni impopolari sui dipendenti, come ridurre lo stipendio o licenziare. Sempre colpa del Grande Capo. Tutto va avanti liscio finchè per vendere l’azienda il vero capo deve mostrare questo “grande capo” al potenziale compratore. A quel punto è costretto ad assumere un attore che impersoni il Grande Capo. Finirà che l’attore si immedesimerà troppo nella parte.


In Spagna è scoppiato uno scandalo: sembra che il loro Comitato Tecnico Scientifico in realtà non esistesse neppure, ma che era un modo per avallare decisioni in realtà prese dal Governo. Non ci meraviglieremmo troppo se fosse lo stesso anche da noi. Nell’attesa abbiamo imparato che qualunque cosa abbinata alla menzione “comitato tecnico scientifico” significa grande sfiga. 

#6 Lo Stato d’Emergenza

Il prossimo ottobre sarà quasi un anno che siamo in uno stato d’emergenza. E’ un po’ come il Comitato Tecnico Scientifico: ci si accorge della sua esistenza solo quando le cose si mettono male. 



Anche se non succede niente ricordarci che siamo in uno stato d’emergenza ci ricorda sempre di pensare al peggio. 

Re Conte (di Duilio Forte -c)

#5 Virologi ed epidemiologi in tv e nei giornali

Secoli di progresso e di fiducia nella scienza sono stati spazzati via da qualche mese di emergenza Covid. In poco tempo abbiamo imparato che la scienza è una fede: bisogna scegliere da che parte stare e a quel punto si trova qualche scienziato che dice le cose che ti vuoi sentire dire. 

#4 Le mascherine

Prima considerate inutili, in piena pandemia non erano obbligatorie, con i contagi in calo sono diventate un totem. Se incontri una persona in strada e le vuoi parlare devi indossare una mascherina ma se prendi un caffè in un locale la puoi togliere, mascherina al bancone, senza mascherina seduti, mascherina di sinistra, senza mascherina di destra. Non se ne può più.

Credits: oceanasian.org – Mascherine recuperate in mare

#3 L’attuale Governo

Al terzo posto compare l’attuale Governo. Una media tra quelli che lo mettono al primo posto, considerandolo un amplificatore di questa calamità, usata spesso in modo strumentale per estendere i propri poteri e la durata del governo, e chi invece lo ritiene un dono dal cielo e spera che rimanga per sempre. 

#2 Gli articoli del terrore

I veri artefici della paura. Ogni giorno un tam tam incessante, tutti i principali organi di informazione sembrano quel frate che ricorda a Troisi che deve morire in Non ci resta che piangere. 

#1 Il distanziamento sociale

Vince il nostro sondaggio l’espressione più brutta di questa pandemia. Il distanziamento sociale sembra uscito da un saggio di Marx per giustificare una rivoluzione di classe. Ormai tutti noi quando ci avviciniamo a qualcuno sentiamo crescere la paura nell’altro come se fossimo apportatori di morte sicura. Non so perchè ma il distanziamento sociale ci ricorda il Tristo Mietitore dei Monty Python. Beh, speriamo che il finale di questa epidemia sia un po’ diverso. 

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