Le REGOLE assurde per viaggiare in COREA del NORD

Un viaggio nello stato più totalitario della nostra epoca


Viaggiare è qualcosa che hai dentro, o ti piace o no. Di questi tempi, però, trovare qualcuno che non abbia voglia di fare la valigia e scappare lontano sembra impossibile. Il bello di progettare una vacanza è il viaggiare con l’immaginazione, prima ancora di prenotare qualcosa: si pensa di voler scoprire culture, scovare posti inimmaginabili, andare dall’altra parte del mondo. Ma come sarebbe se il viaggio diventasse un’esperienza di puro terrore?

Le REGOLE assurde per viaggiare in COREA del NORD

No non si sta parlando di andare in qualche parco di divertimenti, in una qualsiasi attrazione horror, e neppure di qualche avventura un po’ pericolosa, ma piuttosto di come sarebbe un viaggio nello stato più totalitario della nostra epoca. La Nord Corea. Ecco qua tutte le assurdità che bisogna sapere prima di pensare di fare un’esperienza nella Corea del Nord, senza avere troppa paura.


# La progettazione del viaggio: informazioni quasi inaccessibili (fino al 2013 solo per la capitale)

Credits: asianew.it
Pyongyang

Partiamo col dire che trovare informazioni sulla Nord Corea è pressoché impossibile. Non ci sono voli diretti nello Stato, né dall’Italia né da quasi nessun altro Paese del mondo. La cosa più comoda da fare è andare in Cina e cercare un volo da lì, meglio se in un viaggio di gruppo. Se si citano poi le mete che si possono visitare, anche queste sono ben difficili da pensare. Fino al 2013 l’unica città “turistica” della Corea del Nord era la capitale Pyongyang, col tempo si sono conosciute poi altre zone, precisamente quelle a sud del Paese, al confine con l’altra Corea, e qualche area più a nord.

# L’arrivo: consegna del passaporto 

Una volta che si riesce ad avere accesso allo Stato, passato il confine, si viene perquisiti e spogliati dei propri oggetti (telefono, pc) e della propria identità, metaforicamente ma anche letteralmente, infatti ti viene tolto persino il passaporto. Tutti questi beni vengono riconsegnati alla fine della permanenza nel Paese. In poche parole, una volta arrivati in Corea del Nord, ci si trova completamente soli e tagliati fuori dal mondo. Qui, ricordiamo, non c’è alcuna connessione.



# In giro per la Corea del Nord mai da soli

Credits: north-korea-travel.com
Ryugyong hotel

Parte la visita per la città. Qui i turisti sono costantemente accompagnati da una guida, presente a tutte le ore, che li porta a visitare la città e controlla che non entrino in contatto con gli abitanti locali. Oltre alla guida, si è solitamente affiancati da un fotografo, mandato direttamente dal dipartimento della propaganda per verificare che le foto fatte siano idonee, altrimenti si assicura che vengano cancellate. È assolutamente vietato fotografare qualsiasi cosa faccia pensare alla Nord Corea come uno Stato povero! Se si gira per la città poi le strade sono quasi vuote. In ogni angolo si trovano immagini e statue dei grandi leader, davanti ai quali i visitatori devono assolutamente inginocchiarsi.

# La sensazione di essere osservati

Credits: vice.com
Turista in Corea del Nord

In Corea del Nord si avrà per forza la sensazione di essere osservati, come se qualcuno ti stesse seguendo per tutto il tuo soggiorno (qualcuno oltre alla guida e al fotografo che già lo fanno). Non sarà solo una sensazione, sarà proprio così. Tra i fatti assurdi accaduti ai turisti in Nord Corea si è sentito di chi stava guardando la televisione e magicamente il canale è cambiato o di chi si è trovato impossibilitato di uscire dal proprio hotel per qualche strana ragione. E poi c’è quella strana gentilezza che si percepisce nei tuoi confronti: abitanti che sorridono ai turisti e inespressivi di fronte a qualsiasi altra cosa, guide turistiche che vietano categoricamente di fare qualcosa, ma sempre con il sorriso e con quell’atteggiamento di chi ti sta facendo un complimento e non di chi ti sta comandando.

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BEATRICE BARAZZETTI

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