Le CASE CUBICHE: baracconata o d’ispirazione anche per Milano?

A metà tra il fiabesco e il futuristico, a Rotterdam si trovano le case cubiche

Credits: @davewlbg case Rotterdam

Tra le attrazioni più iconiche della città di Rotterdam si trovano sicuramente le case cubiche progettate dall’architetto olandese Piet Blom. Si tratta di una fila di 39 case giallo acceso inclinate, una accanto all’altra e sopraelevate da terra. Trovatisi davanti bisogna capire se si ha di fronte un tipico villaggio da fiaba o un’architettura futuristica, ma probabilmente entrambi. Le Kubuswoningen (letteralmente case cubiche) sono un elogio alla follia, lo stesso architetto ammette che per idearle bisogna essere mossi da un po’ di pazzia e decide di far scrivere all’ingresso del complesso Ehi, cos’è questo? Questo è un palazzo, o è questo un luna park?” .

Le CASE CUBICHE: baracconata o d’ispirazione anche per Milano?

# Le case cubiche di Rotterdam non sono le uniche olandesi

Credits: Erodoto108
case cubiche Helmond

Le case a cubo inclinato di 45°  furono costruite tra il 1982 e il 1984 nella zona di Blaak, vicino al Markthal, il nuovo mercato coperto di Rotterdam. In realtà non furono queste le prime case olandesi di tale forma e inclinazione, l’architetto Piet Blom le aveva già progettate e fatte realizzare nella città di Helmond, famosa perché centro creativo del design olandese. Degna quindi della sua fama è Helmond ad ospitare, negli anni ’70, le prime case cubiche dell’Olanda, completamente identiche a quelle di Rotterdam ma di color legno e con rifiniture verdi, un po’ più sobrie del giallo acceso.


# Un boschetto surreale

Credits: @davewlbg
case Rotterdam

L’obiettivo delle case cubiche di Rotterdam era quello di connettere il centro cittadino e il vecchio porto, andando a creare un vero e proprio quartiere con spazi comuni, giardini, negozi e bar. Tutte le 39 case, inoltre, vanno a formare un camminamento pedonale, perfettamente funzionale se si considera il grande traffico della strada vicina.

L’architetto voleva che l’insieme delle case, visto nel complesso, desse l’impressione di essere davanti ad un bosco urbano. I pali di cemento e le scale sono i tronchi, mentre le chiome sono le vere e proprie celle abitative, un bosco sicuramente surreale ma con un po’ di immaginazione si potrebbe dire che si coglie l’idea di Piet Blom. Una foresta stilizzata dal nome di Blaakse Bos, ovvero Bosco di Blaak.

# Un nuovo concetto di abitazione

Credits: @cristinagrecchi67
case cubiche

Se già dall’esterno si nota la “follia” del progetto, l’interno mostra come Piet Blom abbia innovato il concetto di abitazione, rivisitando gli spazi abitativi e inventandone di nuovi. Le case sono adibite ad appartamenti indipendenti organizzati su 3 piani e, seppure sembra impossibile guardandole, c’è un sacco di spazio: 100 mq in totale. Per capire come possano essere organizzate le case inclinate all’interno, è possibile soggiornare in una di queste diventata ostello StayOkay, oppure visitare la casa museo nel terzo cortile. Si dice, anche se non si è sicuri sia vero, che gli inquilini delle case scappino dopo qualche anno, il motivo non è difficile immaginarlo, abitare in queste case non deve essere il massimo della comodità!



Continua la lettura con: Il PALAZZO delle BOLLE: storia e immagini della casa più COSTOSA e DESIDERATA del mondo

BEATRICE BARAZZETTI

Riproduzione vietata al sito internet che commette violazione di copyright appropriandosi di contenuti e idee di altri senza citare la fonte        

Se vuoi collaborare al progetto di Milano Città Stato, scrivici su info@milanocittastato.it (oggetto: ci sono anch’io)        

ENTRA NEL CAMBIAMENTO: Ti invitiamo a iscriverti alle nuove newsletter di milanocittastato.it qui: https://www.milanocittastato.it/iscrizione-newsletter/
Ti manderemo anche notizie che non pubblichiamo sui social. Riservato agli iscritti della newsletter: inviti a eventi, incontri e feste organizzati o promossi da Milano Città Stato

Il nostro sogno per l’Italia? Un’Italia federale, con forte autonomia per le aree urbane e i territori omogenei. Un Paese che premi il fare rispetto al non fare, con una forte propensione all’innovazione, che valorizzi le sue eccellenze distintive e che miri a essere sempre migliore, mettendo al centro il cittadino libero e responsabile verso la comunità.