La SCUOLA MIGLIORE è in FINLANDIA: i segreti di un successo che potrebbe ispirarci

La Finlandia conosce il segreto per la scuola perfetta

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Non dobbiamo spostarci dall’Europa per trovare il Paese con la migliore scuola del mondo. Purtroppo non è l’Italia ad alzare il trofeo, ma la Finlandia. Per chi non lo sapesse ha una superficie maggiore dell’Italia ma una densità di popolazione pari ad un decimo del Bel Paese con poco più di 5 milioni e mezzo di abitanti. Sarà per questa situazione di grandi spazi non abitati, natura incontaminata e aria pulita che devono aver trovato il giusto equilibrio necessario per creare la scuola perfetta. Vediamo quali sono i segreti del suo successo. 

La SCUOLA MIGLIORE è in FINLANDIA: i segreti di un successo che potrebbe ispirarci

# Solo scuole pubbliche con professori preparati, motivati e ben retribuiti

credits: repubblica.it

Iniziamo a dire che tutte le scuole sono pubbliche e tutte del medesimo livello. Questo evita un disequilibrio tra gli studenti che hanno pari opportunità e trattamento anche in considerazione del fatto che i professori sono tutti altamente qualificati e ben retribuiti. Ovviamente, la qualità dei professori è dovuta al grandissimo rispetto che viene riconosciuto ad un ruolo strategicamente fondamentale per la crescita culturale e umana dei ragazzi.


Per insegnare alle elementari, i futuri maestri devono conseguire una laurea magistrale e una specializzazione ed è uso comune che, durante il percorso universitario, si venga inseriti a supporto degli insegnanti di ruolo al fine di rendere ogni futuro maestro una persona preparata e aggiornata.

# Il principio didattico: sperimentazione e collaborazione

Essere sempre al passo vuole dire non avere paura di cambiare e sperimentare. Nel 2015, sono state abolite le lezioni con l’insegnante alla cattedra evitando che gli alunni diventino parte passiva delle lezioni. Il docente si muove e interloquisce continuamente con i ragazzi in un rapporto di piena collaborazione.

Anche riguardo alle materie non esiste una rigidità tale che non consenta di modificare o addirittura eliminare alcuni contenuti a vantaggio di altri. Questo può avvenire solo se si crede nella ricerca. Non esiste alcun approccio di interesse politico o clientelare ma ci si basa su risultati di sperimentazione e raccolta di dati che vengono elaborati al fine di ottenere il massimo risultato.



# Pochi compiti e molto gioco: ogni ora 15 minuti per giocare

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Il gioco è inserito negli orari scolastici al punto che per ogni 45 minuti di lezione devono seguirne 15 di gioco. Una mente per essere attiva e ricettiva deve essere sempre fresca e, fondamentale per tutti, i bambini devono essere bambini e non macchine nelle quali imputare dati. Questo è un concetto ben chiaro anche per il tempo che gli alunni passano fuori da scuola.

Il tempo libero deve essere dedicato allo sport e alle attività ludiche evitando di caricare gli alunni con compiti che li tengono impegnati per molte ore con i danni che ne conseguono. Uno degli obiettivi è quello di ottenere ottimi risultati con il lavoro in classe con il beneplacito da parte dei genitori che ripongono la loro fiducia nella scuola.

# E i voti?

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Nessun voto fino ai 13 anni. In Finlandia si è convinti che un corretto approccio pedagogico sia quello di evitare qualunque umiliazione per gli alunni che possono impara a leggere, scrivere e fare calcoli, oltre ad imparare tre lingue, esattamente come imparano a camminare, giocare o correre. Solo giudizi e mai negativi. Per chi rimane indietro solo frasi stimolanti per spronare a fare meglio e colmare un eventuale divario.
Questo percorso inizia con il nido e le materne (in Finlandia fino al settimo anno di età) dove persone altamente qualificate lavorano sulla preparazione dei futuri studenti. Sempre e solo in ambito pubblico.

Questi risultati sono riportati dal PISA, acronimo di Influential Programme for International Student Assesment, Istituto creato dall’Ocse che valuta il grado di apprendimento e di abilità raggiunti nel periodo di studi fino ai 15 anni circa. Molto ben posizionate ci sono anche le scuole nipponiche, della Nuova Zelanda e della Corea del Sud. Anche Hong Kong e Canada spiccano per gli ottimi risultati conseguiti
 

# In Italia nessun voto… per le scuole

credits: uppa.it

Basti dire che in Italia non sono ancora stati definiti degli standard di apprendimento volti a valutare le scuole e gli alunni.

In questo caso…nessun voto.
 

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ROBERTO BINAGHI

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Roberto Binaghi
Nato a Milano il 25 agosto 1965. Sin da bambino frequento l’azienda di famiglia (allora una tipografia, ora azienda di comunicazione e stampa) dove entrerò ufficialmente a 17 anni. Diplomato Geometra all’Istituto Cattaneo a 27 anni e dopo aver abbandonato gli studi grafici a 17, mi iscrivo a Scienze Politiche ma lascio definitivamente 2 anni dopo per dedicare il mio tempo libero alla famiglia e allo sport. Sono padre di Matteo, 21 anni, e Luca, 19 anni. Sono stato accanito lettore di quotidiani e libri storico-politici, ho frequentato gruppi politici e di imprenditori senza mai tesserarmi, per anni ho seguito la situazione politica italiana collaborando anche con L’Indipendente allora diretto da Vittorio Feltri e Pialuisa Bianco (1992-1994). Per questioni di cuore ho iniziato a seguire il mondo del basket dilettantistico ricoprendo il ruolo di dirigente della società Ebro per oltre 10 anni e della Bocconi Basket FIP dal settembre 2019 (ruolo che ricoprirò anche per la prossima stagione). Nel corso degli anni ho contribuito allo sviluppo di alcune start-up e seguito alcuni progetti di mia ideazione che hanno come obiettivo la rivalutazione del patrimonio meneghino oltre che un chiaro interesse sociale.