🔴 SMART WORKING. A Milano 9 AZIENDE su 10 lo fanno ancora, oltre il 60% lo vuole rendere STRUTTURALE

In due anni è quadruplicato il numero delle aziende che lo vogliono rendere strutturale

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L’ultimo report realizzato del centro studi di Assolombarda certifica la trasformazione dello smart working da modalità di lavoro contingente a strutturale. Vediamo i numeri che testimoniano questo cambio radicale e forse definitivo nella cultura aziendale della città.

SMART WORKING. A Milano 9 AZIENDE su 10 lo fanno ancora, oltre il 60% lo vuole rendere STRUTTURALE

# 9 aziende su 10 adottano ancora lo smart working

Pexels-pixabay- Ufficio vuoto

Pubblicato un report del centro studi di Assolombarda che ha visto più di 250 imprese nella città metropolitana di Milano del manifatturiero e dei servizi avanzati coinvolte. Il risultato? La trasformazione dello smart working da modalità di lavoro contingente durante la pandemia a strutturale. Nel primo trimestre del 2022, oltre 8 aziende su 10 attive nella città metropolitana avevano ancora almeno un dipendente in smart working, pari al 22% del forza lavoro totale.


I settori in cui le percentuali sono più elevate sono quelle dei servizi, con il 91%, rispetto all’industria che si ferma al 79%. A Milano città lo smart working è praticato in misura maggiore: al 90%, contro il 78% dell’hinterland. 

# Oltre il 60% delle aziende lo vuole rendere strutturale

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Un altro dato che emerge dall’analisi è che se fino al 2019, l’anno prima dell’arrivo del Covid-19, solo 3 imprese su 10 ricorrevano al lavoro agile e i lavoratori in smart working erano appena il 15%, oggi le aziende milanesi che hanno affermato di voler ricorrere a questa modalità lavorativa in modo strutturale in futuro è il 63%. Tra le imprese di Assolombarda nell’area di Milano, Monza Brianza, Lodi e Pavia che hanno introdotto lo smart working in modo strutturale la quota di smart worker arriva al 27%, con punte del 43% nei servizi rispetto al 17% dell’industria.

Il commento di Diego Andreis, vicepresidente di Assolombarda con delega a Politiche del lavoro, Sicurezza e Welfare: “Lo smart working negli ultimi due anni è un modello organizzativo che ha visto una forte accelerazione ed è oggi entrato a far parte della cultura aziendale diffusa. Nel 2021 Confindustria, insieme alle organizzazioni sindacali, ha sottoscritto il Protocollo nazionale sul lavoro in modalità agile con lo scopo di fissare le linee di indirizzo per la contrattazione collettiva nazionale, aziendale e/o territoriale. Quando finirà il periodo di emergenza che ha condizionato il ricorso diffuso allo smart working, pertanto, non ci troveremo impreparati”.



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FABIO MARCOMIN

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