Le 5 ABILITÀ personali che saranno più importanti per la CARRIERA nel futuro

Il mondo del lavoro è in continuo cambiamento e in maniera imprevedibile, soprattutto dopo una pandemia mondiale. Una ricerca prova a far chiarezza.

Credits: wired.it

La ricerca prende il nome di “Professioni 2030: il futuro delle competenze in Italia” ed è stata condotta da Ernst&Young, un network mondiale di servizi professionali e consulenza. Andiamo a scoprire cosa potrebbe riservarci il futuro per il mondo del lavoro.

Le 5 ABILITÀ personali che saranno più importanti per la CARRIERA nel futuro

# I fattori di cambiamento: crisi e tecnologia

Credits: generazionevincente.it

I risultati della ricerca evidenziano che il futuro dell’occupazione sarà influenzato da due fattori principali: l’evoluzione tecnologica e l’attuale crisi che stiamo attraversando. Ciò riguarderà anche le competenze richieste, le quali dovranno puntare sulla digitalizzazione e sull’iperconnessione per gestire le sfide tecniche e gestionali. Per questo motivo, potrebbe essere necessario sia un aggiornamento degli attuali lavoratori sia nuovi tipi di formazione per gli studenti che lavoreranno in futuro.


# Le proiezioni per i vari settori

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I trend mostrano che più di un terzo della forza lavoro attuale è impiegata in professioni che cresceranno nei prossimi 10 anni (circa il 36%), mentre altre rimarranno stabili (per il 20%), la maggior parte decrescerà (per il 44%).

In maniera non troppo sorprendente, forse, oltre ai fattori legati alla tecnologia, sarà in crescita anche la cultura, l’insegnamento e la formazione. Tutti settori fondamentali anche per crescere una nuova generazione più consapevole dei cambiamenti in atto.

Tra i trend più negativi, invece, troviamo l’industria e l’agricoltura, in quanto la proiezione sembra dare maggiore fiducia al settore terziario dei servizi e delle persone.



Credits: controradio.it.

# Le tre grandi trasformazioni nel lavoro

Secondo lo studio, inoltre, le professioni si trasformeranno in tre modalità differenti:

La prima è per scissione, ovvero un’attività che abbiamo sempre considerato competenza di una sola figura professionale sarà divisa in due ruoli separati. Un esempio è lo specialista delle interfacce umane. Abbiamo poi per fusione, quindi il processo inverso al primo, due professioni considerate differenti saranno unite in un’unica mansione. Una nuova professione che si formerà in questo modo sarà il progettista di visite ed eventi virtuali. Infine, la modalità per ibridazione, ovvero professioni che subiranno influenze da altri settori, riguarderà manovali, giornalisti ed esperti legali per le imprese. A basso tasso di ibridazione, invece, troviamo architetti, dentisti e avvocati.

Sarà presente, dunque, uno stravolgimento dei posti e delle competenze così come le conosciamo oggi, unendo o separando più coefficienti.

# Le cinque competenze fondamentali

Credits: formretailblog.it

Parlando di competenze, i dati ne hanno individuate cinque che saranno fondamentali:

  1. La prima è saper risolvere problemi complessi. La capacità chiamata di “problem solving” sarà un punto focale per districarsi in un mondo del lavoro sempre più complesso e superare le avversità da soli o in un team. L’elasticità mentale sarà un fattore imprescindibile per raggiungere i propri obiettivi.
  2. La seconda è l’apprendimento attivo. Si tratta di un tipo di attività opposta all’apprendimento passivo, caratterizzato principalmente dall’ascolto di un docente. In quello attivo, infatti, colui che è apprende è coinvolto in attività in prima persona, fornisce le risposte alle domande, riflette e genera idee.
  3. La terza è l’adattabilità, ossia la capacità di rimanere flessibili nelle situazioni più diverse. In un mondo del lavoro in continuo cambiamento, può capitare sempre più spesso di trovarsi a cambiare ruolo o mansione. Ciò vale anche quando ci si ritrova, all’improvviso, a lavorare con nuove persone che potrebbero avere idee e modi di fare molto diversi dai nostri.
  4. La quarta è saper comprendere gli altri. Sempre parlando dei colleghi, il dialogo è fondamentale per poter lavorare al meglio. Quando è il nostro turno, dobbiamo essere pronti a capire i messaggi che gli altri vogliono comunicarci, in modo da poter eseguire un lavoro di squadra efficiente e senza incomprensioni.
  5. La quinta è ascoltare attivamente. Anche in questo caso, l’ascolto attivo è un processo più profondo di quello passivo. Si tratta di una predisposizione a comprendere il punto di vista altrui, nonché le motivazioni, i pensieri e le aspettative del nostro interlocutore. Ciò è fondamentale per mantenere un atteggiamento aperto e imparziale, per recepire fino in fondo cosa vuole esserci veicolato.

Tutte caratteristiche che, da qui ai prossimi 10 anni, ci porteranno ad un graduale processo di trasformazione a cui dovremo farci trovare preparati.

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MATTEO GUARDABASSI

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