THE SIGN: il nuovo polo sui NAVIGLI che rivoluziona lo SKYLINE di Milano

Lo sbarco sui navigli di "The Sign": il nuovo polo che sfida lo smart working per rivoluzionare lo skyline milanese

credit: progettocmr.com

Lo sbarco sui navigli di “The Sign”: il nuovo polo che sfida lo smart working per rivoluzionare lo skyline milanese.

THE SIGN: il nuovo polo sui NAVIGLI che rivoluziona lo SKYLINE di Milano

La cerchia dei Navigli divide le periferie dal centro città, dentro la cerchia, fuori la cerchia. Ma è proprio in questa terra di mezzo – nel quartiere «nascosto» tra i Navigli, Romolo e la Barona – che sono sbarcate due multinazionali con i loro uffici, per contrastare quella che sembra essere la più grande sfida per la Milano post-covid: lo smart working. Tra le contraddizioni dell’incontro periferia-centro, tra le fattorie didattiche e il design, le case popolari e i loft, è arrivato il nuovo polo “The Sign” sui terreni dell’ex fonderia Vedani.


# Contro lo smart working: una scossa elettrica simboleggia il flusso dei lavoratori in movimento

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Il cuore del progetto che intende ripopolare gli uffici mentre tutto il resto della città si dedica allo smart working, è un complesso di tre grandi edifici, le cui facciate alternano vetrate a lembi dorati. Al centro c’è il simbolo, o meglio il “segno“, che ha dato il nome all’intero polo: un movimento trasparente che corre lungo le facciate, simbolo del flusso dei lavoratori in movimento. La notte il flusso si illumina, sembrando una continua scossa elettrica.

# Convivio: “Siamo ottimisti. I nostri spazi sono occupati al 95%”

credit: progettocmr.com

Le multinazionali che occupano i 40 mila metri quadrati di uffici e spazi flessibili sono al momento due, ma una terza è già in trattativa: Aon (assicurazioni), che già da marzo scorso occupa gli spazi, e Ntt Data (information technology), che è entrata alla fine del mese di aprile. La società che gestisce il progetto, Convivio, punta tutto sulla qualità dei propri spazi e l’ad – Alexei Dal Pastro – ha dichiarato: «Nonostante il calo degli investimenti stranieri e la pandemia, siamo ottimisti. Perché in città lo stock di uffici è di bassa qualità e c’è grande domanda di sostituzione. E i nostri spazi sono occupati con tassi oltre il 95%».

# Nel quarto edificio arriverà la nuova sede di L’Oréal 

Credits Urbanfile – Nuova sede L’Oreal

Il centro direzionale The Sign avrà presto un quarto edificio, il D, che si aggiunge ai tre già esistenti e ospiterà la nuova sede italiana di L’Oréal in trasloco dal quartiere Primaticcio. Il nuovo palazzo riprende i tratti che caratterizzano gli altri tre edifici, un’alternanza ritmica di vetro e materiali opachi cangianti che dinamizzano la facciata con nuances che virano al blu, ed è stato progettato per ottenere le certificazioni LEED Platinum, WELL e Wiredscore.



Credits Urbanfile – Biblioteca Iulm

Dietro al nuovo edificio verrà realizzata la nuova grande Biblioteca per lo IULM su progetto dello studio di architettura Citterio Viel, che prevede la trasformazione di un complesso esistente in un edificio sospeso su un grande anfiteatro, con aule, laboratori e una grande terrazza. Il termine dei lavori è previsto per il 2023.

# Il progetto è parte di un più ampio scopo: la rivoluzione dello skyline milanese

credits: repubblica.it – Skyline

“The Sign” ha dovuto rispettare degli obblighi mirati alla riqualificazione dell’area circostante, ad esempio sono stati costruiti e sistemati marciapiedi, alberi, piste ciclabili, illuminazioni e aiuole per il rifacimento di via Calindri, via Bo, via Filargo, via Svevo e via Santander, senza contare la riqualifica di piazza Bilbao. Il commento dell’ex-assessore Maran ad aprile di quest’anno: «L’area tra la Barona e Famagosta è in grande trasformazione con il fermento dei Navigli e l’insediamento di aziende con progetti che riqualificano gli spazi pubblici».

Il nuovo polo, costruito con le migliori tecnologie sostenibili, è parte di un più ampio scopo: la rivoluzione dello skyline milanese. «Progetti come The Sign – spiega l’architetto Massimo Roj, di progetto Cmr (Torri Garibaldi) – rigenerano la città, restituendo vita a luoghi dimenticati». 

Fonte: Il corriere

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ROSITA GIULIANO

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