Il rivoluzionario QUARTIERE della FELICITÀ che sembra fatto di lego colorati

Trasformare una vecchia area industriale nella città dei Lego? È stato fatto in una capitale europea

Credits: @earthbestshots IG

In una città dell’Est l’eterna sfida della riqualificazione urbana è stata non solo raccolta, ma anche brillantemente vinta con un progetto che ha trasformato una vecchia area dismessa nel “quartiere delle felicità”. Vediamo dove si trova e perchè potrebbe ispirare anche Milano. 

Il rivoluzionario QUARTIERE della FELICITÀ che sembra fatto di lego colorati

# Dal Microraion agli hashtag di Instagram

Credits: doveviaggi IG

Protagonista di questa avventura è, inaspettatamente per queste latitudini, uno dei quartieri di Kiev, uno di quelli più segnati dalla rigida e funzionale filosofia ex Sovietica dei microraion (o micro distretti), rivoltato completamente da un semplice ingrediente: il colore.


Archimatika, lo studio coinvolto nella riqualificazione con sede in Russia, in Norvegia e proprio a Kiev, ha trovato nel microsaion la perfetta base in bianco e nero dei giochi per bambini da colorare.
Ma se vi sembra che colorare questi edifici sia stato un gioco, facciamoci un giro tra le vie di Comfort Town, per capire i segreti del successo: il quartiere della felicità di Kiev è infatti uno dei luoghi più visitati dell’intera Ucraina e vive come un influencer, il cui successo è dato dagli hashtag di Instagram.

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# Abitanti felici, costi contenuti, record di turisti

Credits: @earthbestshots IG

Questo è il mantra che seguono alcuni studi di architettura, l’ispirazione da seguire per realizzare le migliori riqualificazioni.
A misurare dai consensi che Comfort Town raccoglie, sia dalle interazioni social che dai racconti live dei viaggiatori, il mantra ha funzionato.
Il quartiere è stato disegnato privilegiando le differenze e presenta palazzi di svariate altezze e dimensioni. Dopodiché, il trionfo dei colori pastello impiegati si è rivelata la scelta più azzardata ma quanto mai vincente.
Tutta Comfort Town si estende per 40 ettari complessivi.



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# Non solo facciate piatte

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I blocchi modulari sono la scelta pratica, intrapresa per la prima volta da Archimatika, per contenere i costi della riqualificazione.
Il distretto, però, è finemente rifinito da aree verdi, zone pedonali saldamente riparate dalle sedi stradali riservate al traffico veicolare e servizi.
L’invariabilità delle facciate piatte e le ampie finestre delle case è spezzata in maniera dirompente, grazie ai colori che spaziano dal rosa, al giallo e all’azzurro che, oltre a conferire alla zona l’aspetto di un urbanismo tattico verticale, regalano un puzzle metropolitano di altezze e dimensioni che ne fanno un cocktail vincente.
Dalla prospettiva di cittadini e visitatori, tutte le differenze che da molto vicino sembrano scollegare tra loro gli elementi, sono invece abbelliti da viali alberati, una grande cittadella scolastica, realizzata riqualificando le vecchie fabbriche abbandonate, 4.600 m² dedicati allo sport all’aperto e ad un gigantesco impianto sportivo completo di piscine e palestre, nonché caffè, servizi, uffici ed un grande centro commerciale che serve appunto Comfort Town.

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# Un’idea per Milano?

Credits: doveviaggi IG

Se questo esperimento perfettamente riuscito, tanto da fare inserire Reheneratorna Street nelle tappe di visita di Kiev, può insegnare qualcosa, è che si possono ottenere risultati ottimali anche usando blocchi prefabbricati e di facile assemblaggio a livello costruttivo.
Una volta pronti i palazzi, poi, si possono rifinire in molteplici modi, ad esempio colorando l’esterno delle facciate per abbellire tutto il quartiere.
Il pensiero corre ai giudizi che stanno suscitando molti dei nuovi palazzi milanesi, come la Torre Aurora. Sicuramente dovremmo abituarci a fare meno polemiche intorno alle scelte urbanistiche dei nostri amministratori, però è anche vero che tutti i nuovi palazzi sono legati insieme da un sottile comune denominatore: sono tutti monocolore.
Per fortuna questo colore è il bianco, quello di un foglio da disegno. Che sia questo il segreto?

Fonte: Si Viaggia

LAURA LIONTI

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