Il Monte Amiata: il DINOSAURO ROSSO di Milano

A Milano da anni c'è un "dinosauro", ma pochi lo conoscono. Dove si trova e perché è tanto amato a livello internazionale?

Credits: permilano.it

A Milano da anni c’è un dinosauro, ma pochi lo conoscono. Dove si trova?

Il DINOSAURO ROSSO di MILANO: il RE delle PERIFERIE

Molteplici scenari apocalittici che riguardano la città di Milano sono stati immaginati, ma nessuno avrebbe mai pensato che sarebbe arrivato davvero un dinosauro. In realtà questo di cui tratteremo oggi non è un dinosauro vivente, ma lascia allo stesso modo sbalorditi. Ma dove è possibile vederlo? E perché è così pazzesco?


# Un “dinosauro rosso” di periferia

Conosciuto da non molti milanesi ma apprezzatissimo a livello internazionale, il “dinosauro rosso” si trova in zona Gallaratese, nei pressi della stazione metropolitana San Leonardo. Si tratta del complesso residenziale del Monte Amiata e per entrare è infatti necessario chiedere permesso a chi, all’interno del dinosauro, ci vive.

Credits: permilano.it

L’edificio è stato progettato dagli architetti Carlo Aymonino e Aldo Rossi alla fine degli anni ’60 ed è stato concepito seguendo il paradigma del “frammentismo”. Aymonino infatti concepiva la città come un intreccio complesso e diversificato, così, allo stesso modo è stato progettato il Monte Amiata, che colpisce proprio per la sua forma e i suoi colori insoliti.

# Una sola regola: un ordinato disordine

credit: Instagram @somewhereinmilan

Cinque edifici di colore principalmente rosso, ma non solo, compongono l’intrecciato corpo del dinosauro e osservando l’edificio non si può che perdersi nella sua complessità. Gli architetti hanno scelto come regola principale quella di limitare al minimo le regole, eppure un ordine all’interno di questo caos cromatico c’è. Ed è proprio questa copresenza di ordine e disordine a stupire la scena internazionale di architetti e urbanisti, che invidiano alla nostra città questi palazzi di periferia tutt’altro che ordinari e incolori.



# La microcittà utopica nella città

credit: le-strade.com – Monte Amiata (1967-1972)

Ma perché un complesso residenziale periferico ha il nome di un Monte?

Per rispondere a questa domanda è necessario tornare indietro sino a quando il complesso non era neppure un’idea: al dopoguerra. E’ proprio in questi anni che l’omonima società mineraria decide di acquistare il terreno su cui il complesso poi sorgerà, consapevole che sia destinato all’edilizia economico-popolare. Nonostante la consapevolezza, quando si parla di edilizia popolare non si pensa certo ad un complesso multicolore e multiforme che ha tra i suoi obiettivi principali quello di rappresentare una microcittà utopica. Quest’idea fuori dal comune venne ad Aymonino, che progettò appositamente un complesso a forma di ventaglio all’interno del quale ci fosse spazio per piazze e spazi pubblici, come ad esempio il teatro all’aperto e i giardini, destinati all’aggregazione sociale.

Gli elementi colorati si contrappongono a quelli totalmente bianchi realizzati da Aldo Rossi e il contrasto cromatico rappresenta esattamente quello che gli architetti intendevano creare: un paradosso; Nelle periferie dove solitamente domina l’alienazione, hanno voluto creare una comunità che ruota attorno a spazi condivisi.

 

Fonte: Le strade

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ROSITA GIULIANO

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