La piramide, le torri rigate, la cascata di vetro: i 10 progetti che hanno rivoluzionato Milano

La selezione di Domus

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Ph. @amilanopuoi IG

Secondo Domus questi sono i progetti di architettura che hanno rivoluzionato Milano. Foto cover:  @amilanopuoi IG

La piramide, le torri rigate, la cascata di vetro: i 10 progetti che hanno rivoluzionato Milano

#1 La Piramide

credit: Instagram @umb.o

La sede della Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, inaugurata nel 2016 tra Viale Pasubio e Viale Crispi a Milano in zona Porta Volta, è soprannominata la “Piramide”. Progettata dallo studio di architettura Herzog & de Meuron si estende per 2.700 mq, su 5 piani, si caratterizzata per una struttura in cemento e vetro e ospita al suo interno una sala polifunzionale attrezzata per proiezioni e momenti di vario genere, uffici e aule per incontri e seminari, la sala lettura della biblioteca e postazioni di lettura multimediali.

#2 Il Curvo

Credits:
@deangelinadia (INSTG) – Il curvo

L’ultimo arrivato in attesa dello “Sdraiato” tra i grattacieli di Citylife è il “Curvo”, o Torre Libeskind, terminato nel 2021. Alto 175 metri per 30 piani ospita circa 3.000 dipendenti del società di revisione Pwc, ha un profilo inconfondibile che salendo verso l’alto esce sempre più dalla sagoma di partenza curvandosi verso l’interno. Sulla sua sommità una corona ispirata alle cupole rinascimentali italiane, un blocco in vetro e acciaio di oltre 30 metri, completa il profilo curvo della struttura.

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#3 La Scheggia di Vetro

Credits Andrea Cherchi – Gioia 22

Il grattacielo Gioia 22, disegnato da Pelli Clarke Pelli Architect, ha un’altezza di 120 metri per 26 piani e sarà il primo edificio a emissioni zero ad inaugurare a Milano. Il suo soprannome è “Scheggia di vetro” per via della sua particolare architettura che si sviluppa allargandosi in una tensione verso l’alto e che al contempo si protende verso il basso. Entro la fine del 2023 diventerà la nuova sede dell’intera divisione Fideuram – Intesa Sanpaolo Private Banking che si trasferirà da quella attuale di via Montebello 18.

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#4 Il Nido Verticale

Credits pepperetti IG – Torre Unipol

Un altro grattacielo in zona che dovrebbe essere occupato entro il 2023 è la torre Unipol a firma dell’architetto Mario Cucinella. Ormai nota come il “Nido verticale” per la sua forma e struttura, è alta 120 metri per 23 piani e affaccia oltre che su via Melchiorre Gioia come Gioia 22 anche sulla Biblioteca degli Alberi. Si distingue già come uno dei nuovi landmark di Milano e al momento è alle fasi finali l’installazione dell copertura a sbuffo prospicente l’ingresso. 

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#5 La Biblioteca degli Alberi 

Credits Andrea Cherchi – Bosco Verticale e BAM

La Biblioteca degli Alberi, conosciuta anche con la sigla BAM, è un progetto di trasformazione urbana sviluppato dallo studio Inside Out con la collaborazione del designer olandese Piet Oudolf che non coinvolge edifici o grattacieli ma uno spazio pubblico e un parco. Si tratta di un mix tra un giardino botanico, un campus culturale e un passaggio urbano che ha la funzione di connettore tra il costruito circostante, dal centro direzionale di viale della Liberazione a quello di Porta Garibaldi e Melchiorre Gioia compresi i sopra citati “Nido Verticale” e Gioia 22, e di far entrare la natura in città.

#6 I Palazzi Specchio

Cresits: Andrea Cherchi – Piazza Olivetti

All’interno del progetto Symbiosis, che sta trasformando la zona a sud dello Scalo Romana dove è in costruzione il Villaggio Olimpico, hanno visto la luce l’edificio NEXXT sede di Fastweb e Cir, separato da Fondazione Prada dalla nuova piazza Olivetti, e Building D che ospita gli uffici italiani di LVMH e la sede italiana di Boehringer Ingelheim. Entrambi progettati dallo studio Antonio Citterio Patricia Viel Architects si contraddistinguono per ampie facciate vetrate che si contrappongono alle masse murarie in un gioco di pieni e vuoti da far sembra i volumi come intagliati nella pietra.

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#7 La Grande Esse

Credits: Marco De Bigontina – Esperienza Drone

Le Residenze Carlo Erba, in zona Città Studi, un tempo casa dell’editrice Rizzoli e L’Espresso, poi ancora gli uffici della Rinascente e il gruppo Zurich, è un progetto di recupero e riqualificazione di uno storico edificio a “forma di S” a cura di EisenmannZuliani e Degli Esposti Architetti terminato nel 2019. Si sviluppa su 9 piani per 19.000 mq con finiture esterne differenti, i primi tre piani di travertino, dal quarto piano inizia una stratificazione di elementi con marmo di Carrara, vetrate e telai metallici, capaci di creare vuoti e pieni che conferiscono un senso al palazzo curvilineo.

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#8 Il Campus Avanguardista

Credits: @paolo.mongu IG

Il nuovo Campus Bocconi, realizzato su progetto dello studio giapponese SANAA, si sviluppa su un’area di quasi 35.000 mq nell’area dell’ex Centrale del Latte di Milano ed è il più scenografico della città. Al suo interno oltre alla nuova sede SDA School of Management, con quattro edifici destinati a ristorante, caffetteria e due sale conferenza, una residenza studentesca con 300 posti letto, è presente anche lo “Sport Bocconi Center”, un centro sportivo dotato due piscine, area fitness, campo di basket e di pallavolo e running track al coperto.

#9 Le torri rigate

Credits Urbanfile – Edifici lotto R9 Cascina Merlata

All’interno dell’ex Expo Village, il complesso residenziale realizzato per ospitare i partecipanti di Expo 2015, lo studio CZA Cino Zucchi Architetti ha progettato un complesso di costruzione di Social Housing che si alterna con le aree comuni e il parco oltre ad essere il cuore del nuovo quartiere di Cascina Merlata. Tra tutte spiccano due edifici a torre con profilo rastremato verso l’alto con facciate scandite e disegnate in vari registri geometrici con finestre, balconi, logge e parapetti utilizzati come elementi del progetto. Il colore serve per come strumento per evidenziare gli andamenti verticali e orizzontali.

#10 La Cascata di Vetro

Credits Andrea Cherchi – Apple Store

Nel 2018 è stato inaugurato al posto del Cinema Apollo, in piazza Liberty, il primo Apple Store a Milano. Progettato dallo studio Foster + Partners, il punto vendita della multinazionale americana è ipogeo, mentre la piazza riqualificata accoglie una grande scalinata con una fontana scenografica che con i suoi zampilli bagna il parallelepipedo di vetro da cui si entra nel negozio. Un altro elemento scenografico è la cascata d’acqua, proveniente da una delle due vasche che affiancano l’ingresso principale, che “accoglie” i clienti all’ingresso secondario.

Fonte: Domus

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FABIO MARCOMIN

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Fabio Marcomin
Giornalista pubblicista. Laurea in Strategia e Comunicazione d’Impresa a Reggio Emilia. Il mio background: informatica, marketing e comunicazione. Curioso delle nuove tecnologie dalle criptovalute all'AI. Dal 2012 a Milano, per metà milanese da parte di madre, amante della città e appassionato di trasporti e architettura: ho scelto Milano per vivere e lavorare perché la ritengo la mia città ideale.

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